Auto nuove alle stelle, stipendi fermi: il vero motivo per cui gli italiani rinviano l’acquisto

PREZZI Auto nuove alle stelle, stipendi fermi: ecco perchè gli italiani rinviano l’acquisto

18 Gennaio 2026

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Prezzi in salita e mercato in stallo

Prezzi e immatricolazioni si muovono in direzioni opposte: nel 2025 il listino medio delle auto nuove si attesta a 28.700 euro, circa il 35% in più rispetto ai 21.000 del 2019, nonostante un lieve -1% favorito da sconti e km 0. Le nuove targhe scendono a 1,525 milioni (-2,1%), ben lontane dai livelli pre-pandemia oltre 1,9 milioni. È il segnale di un mercato bloccato, frenato dal carovita e da condizioni finanziarie familiari deteriorate.

Le elettriche crescono del 46,1% a 94.230 unità, ma rappresentano solo il 6,2% del totale: la media Acea dell’Unione europea è vicina al 18,8% e triplica la quota italiana. A novembre l’Italia ha toccato il 12,2%, un picco isolato non sufficiente a colmare il gap strutturale.

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Il nodo principale resta il prezzo: in Italia le BEV hanno un costo medio di 67.058 euro nel 2025, spinto dalla prevalenza di SUV e modelli premium, superiore sia alla media europea sia a quella statunitense. L’infrastruttura di ricarica ancora insufficiente aggiunge incertezza all’acquisto.

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Alcune citycar a batteria come Fiat 500e, Citroën e Renault Twingo E-Tech si collocano tra 23.000 e 29.000 euro: con incentivi e versioni d’ingresso si può rimanere sotto i 30.000, ma la soglia d’accesso resta elevata rispetto ai redditi disponibili e scoraggia la domanda.

Stipendi fermi e potere d’acquisto eroso

Gli stipendi non recuperano l’inflazione: tra 2019 e 2024 i salari contrattuali hanno perso circa il 10,5% in termini reali, secondo Istat, mentre il carovita fino al 2023 è stato solo parzialmente riassorbito. Il risultato è una busta paga più leggera e una capacità di spesa compressa rispetto al pre-Covid.

Nello stesso arco temporale, i prezzi delle auto sono saliti ben oltre l’inflazione generale (18,5%): il nuovo costa in media 28.700 euro contro i 21.000 del 2019, con un incremento di oltre il 35%. La distanza tra redditi e listini si è quindi ampliata, trasformando l’acquisto in un impegno finanziario fuori portata per molti nuclei.

Gli incentivi incidono in modo marginale: non riescono a compensare l’erosione del potere d’acquisto né a riattivare una domanda strutturalmente debole. Le famiglie, strette tra spese correnti in aumento e salari stagnanti, rinviano la sostituzione del veicolo o ripiegano su alternative meno costose, alimentando lo stallo del mercato del nuovo.

Usato in crescita e parco auto che invecchia

Il mercato dell’usato assorbe la domanda: nel 2025 i passaggi di proprietà salgono a 3.221.145, +2,1% e oltre i volumi pre-Covid (circa 3,1 milioni), segnale di ripiego forzato rispetto al nuovo. Il prezzo medio scende a 21.645 euro (-3,2% annuo), ma resta quasi il 60% sopra i 13.700 euro del 2019, evidenziando una tensione strutturale sui valori.

La disponibilità si sposta su veicoli più datati: l’età media delle auto oggetto di compravendita sale a 8,5 anni (da 8,2 nel 2019), mentre il parco circolante raggiunge i 13 anni, il dato più alto in Europa. Crescono così rischi legati a sicurezza e emissioni, con effetti su costi di manutenzione e impatto ambientale.

Nel primo trimestre 2025 i prezzi riflettono forti differenze per alimentazione: benzina a 23.390 euro, diesel a 17.820, elettriche a 28.615 e ibride a 31.890. Le BEV e le ibride usate restano care, frenando la rotazione tecnologica e la diffusione di modelli meno inquinanti.

La combinazione di listini elevati, redditi compressi e incentivi insufficienti spinge famiglie e imprese verso soluzioni più economiche ma meno efficienti, consolidando l’invecchiamento del parco e rinviando il necessario rinnovo con standard di sicurezza ed emissioni più moderni.

FAQ

  • Perché cresce il mercato dell’usato? Per i prezzi del nuovo elevati e per il potere d’acquisto ridotto, gli acquirenti scelgono veicoli di seconda mano.
  • Qual è il prezzo medio di un’auto usata nel 2025? Circa 21.645 euro, in calo del 3,2% su base annua ma molto sopra i livelli del 2019.
  • Quanto è vecchio il parco auto italiano? L’età media è di circa 13 anni, la più alta in Europa.
  • Quali sono i prezzi medi per alimentazione nell’usato? Benzina 23.390 euro; diesel 17.820; elettriche 28.615; ibride 31.890.
  • L’usato aiuta la transizione ecologica? Solo in parte: i prezzi alti di BEV e ibride usate rallentano il ricambio verso tecnologie pulite.
  • Quali rischi comporta un parco auto più vecchio? Maggiori criticità su sicurezza, affidabilità e emissioni, con costi di manutenzione in aumento.
  • Qual è la fonte dei dati sui salari e sull’erosione del potere d’acquisto? Dati Istat citati nell’articolo di riferimento giornalistico.

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