Previdenza complementare, scattano 60 giorni per revocare l’adesione automatica

Previdenza complementare 2026: cosa cambia davvero per i neoassunti
Dal 1° luglio 2026 la previdenza complementare nel settore privato entra in una nuova fase: per i lavoratori assunti per la prima volta dopo questa data scatta l’adesione automatica a un fondo pensione collettivo. Non si tratta soltanto di un ritocco tecnico, ma di una svolta strutturale nel secondo pilastro previdenziale, voluta con la legge di Bilancio 2026 per aumentare l’accumulo pensionistico di lungo periodo e ridurre il rischio di assegni pubblici insufficienti.
La misura riguarda esclusivamente i neoassunti privati e si innesta nel quadro del D. Lgs. 252/2005, superando il tradizionale meccanismo del “silenzio-assenso” limitato al solo TFR. Il nuovo modello punta a un conferimento pieno e sistematico verso i fondi pensione, con impatti concreti sia sul TFR sia sulla retribuzione netta disponibile.
Iscrizione automatica ai fondi previsti dal CCNL
Per i nuovi assunti dal 1° luglio 2026 l’iscrizione avviene in automatico al fondo pensione collettivo individuato dal relativo CCNL o dagli accordi collettivi aziendali. Il lavoratore non deve più esprimere una scelta preventiva: l’adesione è il punto di partenza, non l’eccezione. Ciò rafforza il ruolo della contrattazione collettiva nella definizione del secondo pilastro previdenziale e rende più coerente il collegamento tra settore produttivo, tutele contrattuali e costruzione della pensione integrativa.
Questa impostazione avvicina l’Italia ai modelli europei basati su meccanismi di auto-enrolment, ritenuti più efficaci nel generare adesioni stabili e versamenti continuativi nel lungo periodo, condizione essenziale per avere rendite integrative significative.
Fondo Cometa come forma residuale obbligatoria
In assenza di uno specifico fondo previsto dal CCNL o dagli accordi aziendali, la legge individua espressamente il Fondo Cometa come forma pensionistica complementare residuale. Ciò evita zone grigie e garantisce che ogni neoassunto privato abbia comunque un veicolo previdenziale di riferimento. Cometa diventa quindi il fondo “di default” del sistema, con funzione di rete di sicurezza organizzativa e regolatoria.
Questa scelta mira a impedire che lacune contrattuali o ritardi negoziali si traducano in periodi privi di contribuzione integrativa, elemento che nel lungo periodo potrebbe ridurre in modo rilevante il montante pensionistico accumulato.
TFR, contributi e margini di scelta: come funziona l’adesione automatica
La riforma supera definitivamente il vecchio schema in cui, in mancanza di decisione esplicita, confluiva nel fondo solo il TFR maturando. Dal 1° luglio 2026 l’adesione automatica significa conferimento integrale: non solo la quota di TFR, ma anche i contributi ordinari a carico del datore di lavoro e del lavoratore. Viene così potenziata la capacità di risparmio previdenziale, ma cresce anche la necessità di valutare con attenzione impatto sulla busta paga, orizzonte temporale e profilo di rischio.
La stessa legge riconosce tuttavia una finestra di 60 giorni in cui il lavoratore può confermare, modificare o rifiutare l’adesione, salvaguardando la libertà di scelta individuale.
Conferimento pieno: TFR e contributi ordinari
Con il nuovo sistema, in caso di mancata scelta espressa, confluiscono automaticamente nel fondo: l’intero TFR maturando, pari al 6,91% della retribuzione annua lorda ex art. 2120 c.c.; la contribuzione a carico del datore nella misura fissata dal CCNL; la quota contributiva a carico del lavoratore. Non si tratta quindi di un semplice spostamento del TFR, ma di un vero pacchetto previdenziale integrativo. Ciò aumenta la prospettiva di una rendita futura più robusta, ma riduce il margine di spesa immediata e, per chi prima lasciava il TFR in azienda, cambia l’uso tradizionale di quella componente differita di retribuzione.
I 60 giorni per rinunciare o cambiare fondo
Nei 60 giorni successivi all’assunzione il lavoratore può: scegliere un diverso fondo pensione complementare; decidere di lasciare il TFR in azienda secondo l’art. 2120 c.c.; modificare la percentuale di TFR destinata al fondo se il contratto collettivo consente di non conferire il 100%. Trascorso il termine senza comunicazioni, l’adesione automatica diventa definitiva e il flusso contributivo prosegue secondo le regole del fondo prescelto o individuato dal CCNL.
Questa finestra richiede informazione tempestiva e consulenza qualificata, perché una scelta poco ponderata nei primi mesi può riflettersi su decenni di posizione previdenziale.
Investimenti “life-cycle” e lavoratori silenti: i nuovi criteri di gestione
Un’altra novità rilevante riguarda i cosiddetti lavoratori silenti, ossia coloro che non esercitano alcuna opzione entro i 60 giorni. In passato il loro TFR veniva convogliato automaticamente in comparti garantiti, orientati alla conservazione del capitale. Con la legge di Bilancio 2026 la logica cambia: l’allocazione non è più rigidamente prudente ma calibrata su età e orizzonte temporale, secondo un approccio “life-cycle” ampiamente utilizzato nei sistemi pensionistici più evoluti.
L’obiettivo è ottimizzare il rapporto rischio-rendimento nel lungo periodo, evitando eccessiva prudenza per chi è distante dal pensionamento e, specularmente, eccessiva esposizione al rischio per chi è vicino all’uscita dal lavoro.
Profili di rischio legati ad età e distanza dalla pensione
Le risorse dei lavoratori silenti saranno indirizzate a comparti differenziati in base a due parametri: età dell’aderente e tempo mancante alla maturazione del diritto alla pensione pubblica. Per i più giovani, con molti anni davanti, i fondi potranno utilizzare linee con quota azionaria più elevata, mirate a incrementare il rendimento atteso nel lungo periodo. Per chi si avvicina all’età pensionabile, invece, la strategia tenderà a ridurre gradualmente la volatilità, privilegiando strumenti obbligazionari e comparti più prudenti.
Questo approccio cerca di bilanciare crescita del capitale e protezione del montante accumulato man mano che ci si avvicina alla pensione.
Impatto sistemico sul secondo pilastro previdenziale
Nel complesso la combinazione di adesione automatica, conferimento integrale e criteri di investimento dinamici rafforza in modo significativo la previdenza complementare come secondo pilastro del sistema italiano. La platea degli iscritti tenderà ad ampliarsi, la regolarità dei versamenti a crescere e la gestione finanziaria a diventare più aderente al ciclo di vita dei lavoratori. Questo può tradursi, nel medio-lungo termine, in pensioni complessive (pubbliche + integrative) più adeguate, ma rende fondamentale una maggiore educazione finanziaria e previdenziale.
Per professionisti delle risorse umane, consulenti del lavoro e operatori di settore aumentano gli oneri informativi e le responsabilità nell’orientare le scelte dei neoassunti.
FAQ
Da quando si applica l’adesione automatica alla previdenza complementare
La novità riguarda soltanto i lavoratori del settore privato assunti per la prima volta a decorrere dal 1° luglio 2026; chi è già assunto prima continua a seguire le regole previgenti.
Cosa succede al TFR con le nuove regole dal 2026
In assenza di diversa scelta entro 60 giorni, l’intero TFR maturando confluisce nel fondo pensione insieme ai contributi di datore di lavoro e lavoratore, secondo quanto previsto dal CCNL applicato.
È ancora possibile lasciare il TFR in azienda dopo il 2026
Sì, ma il lavoratore deve comunicarlo esplicitamente al datore entro 60 giorni dall’assunzione; in mancanza di comunicazione, scatta automaticamente il conferimento al fondo pensione.
Come viene scelto il fondo pensione in mancanza di indicazione del CCNL
Se il contratto collettivo o gli accordi aziendali non indicano un fondo specifico, la legge individua il Fondo Cometa come forma pensionistica complementare residuale di riferimento.
Cosa cambia per i cosiddetti lavoratori silenti iscritti ai fondi
I lavoratori che non esprimono alcuna scelta non saranno più automaticamente collocati nel comparto garantito, ma in linee di investimento definite in base a età e orizzonte temporale residuo.
Qual è il vantaggio del nuovo approccio di investimento life-cycle
L’obiettivo è ottenere rendimenti potenzialmente più elevati nel lungo termine per i giovani e maggiore protezione del capitale per chi è vicino alla pensione, adeguando il rischio al ciclo di vita.
Che ruolo hanno aziende e consulenti del lavoro nelle nuove regole
Devono informare in modo chiaro i neoassunti su adesione automatica, opzioni possibili nei 60 giorni, caratteristiche del fondo e impatti su TFR e retribuzione netta, nel rispetto delle regole di trasparenza.
Qual è la fonte delle novità sulla previdenza complementare 2026
Le disposizioni descritte derivano dalla legge di Bilancio 2026 e sono state analizzate a partire dal testo pubblicato su InvestireOggi, che ha illustrato i principali passaggi della riforma.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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