Poste, Spid non più gratis: ecco come la carta d’identità elettronica ti fa risparmiare subito

Impatto del costo sullo Spid di Poste
L’introduzione di un corrispettivo per lo Spid di Poste modifica in modo sostanziale l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Per gli utenti che finora hanno beneficiato dell’attivazione o del rinnovo gratuito, il nuovo costo incide sul bilancio familiare e può rallentare l’adozione degli strumenti di identità digitale, specie tra chi utilizza lo Spid sporadicamente per pochi adempimenti annuali. Il risultato è un possibile calo delle nuove attivazioni presso Poste Italiane e una migrazione verso soluzioni alternative prive di oneri, con effetti diretti sulla concorrenza tra identity provider.
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Alternative gratuite con carta d’identità elettronica
La carta d’identità elettronica (Cie) offre una via d’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione senza costi ricorrenti, rappresentando l’alternativa immediata al pagamento dello Spid di Poste. La Cie, già rilasciata dai Comuni al momento del rinnovo del documento, consente l’autenticazione tramite tre livelli di sicurezza e copre le stesse aree d’uso dello Spid: consultazione dei fascicoli sanitari, domande per bonus e contributi, visure, pratiche anagrafiche e previdenziali.
L’uso della Cie è gratuito: dopo il rilascio del documento e del relativo PIN/PUK, l’accesso ai portali avviene senza abbonamenti né tariffe di rinnovo. Per i cittadini che devono entrare sporadicamente in INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario Elettronico o sportelli digitali comunali, la combinazione Cie + app ufficiale garantisce un’identità digitale pienamente riconosciuta con costi nulli nel tempo.
Dal punto di vista operativo, la Cie funziona con smartphone dotati di NFC e app dedicata, oppure tramite lettori smart card su computer. Questa flessibilità permette di sostituire lo Spid per la maggior parte degli accessi quotidiani, riducendo le barriere economiche e mantenendo standard di sicurezza elevati definiti dal Ministero dell’Interno e dal Poligrafico dello Stato. Per le realtà professionali o per gli utenti che gestiscono più posizioni, la Cie affianca anche credenziali come CNS e CieID, assicurando interoperabilità con i principali servizi nazionali.
La migrazione da Spid a Cie non comporta perdita di funzionalità: i portali pubblici espongono la doppia opzione di login e riconoscono la Cie come identità forte. In assenza di costi per l’attivazione e il mantenimento, l’adozione della Cie emerge come scelta pragmatica per contenere le spese senza sacrificare accessibilità, affidabilità e continuità operativa negli adempimenti online.
Come attivare e usare la Cie per l’identità digitale
Per utilizzare la carta d’identità elettronica come credenziale digitale occorrono tre elementi: la Cie in corso di validità, il PIN/PUK in due buste separate consegnate al momento del rilascio o recapitate successivamente, e uno strumento di lettura (smartphone con NFC o lettore smart card per PC). Senza questi codici non è possibile completare l’autenticazione: in caso di smarrimento, il recupero avviene tramite il Comune che ha emesso il documento.
Su smartphone Android o iOS con NFC, l’accesso passa dall’app ufficiale CieID. Dopo l’installazione, si avvia la registrazione: si appoggia la carta sul retro del telefono quando richiesto, si inseriscono le parti del PIN e si abilita il dispositivo all’uso futuro. Da quel momento, entrando in un portale della Pubblica Amministrazione e scegliendo “Entra con CIE”, il sistema reindirizza all’app, che chiede sblocco biometrico o PIN e la lettura NFC della carta per convalidare l’identità.
Su computer, l’uso richiede l’applicativo Cie per Windows, macOS o Linux e un lettore smart card compatibile. Una volta installati driver e software, si seleziona “Entra con CIE” sul sito desiderato, si inserisce la carta nel lettore e si digita il PIN quando compare la richiesta. Per browser meno recenti potrebbe essere necessario abilitare i componenti aggiuntivi proposti dal software CIE.
La gestione del PIN/PUK è cruciale: il PIN serve per autenticarsi, il PUK per sbloccare la carta in caso di errori ripetuti. È consigliabile conservarli separatamente, non fotografarli e non condividerli. Se il PIN viene bloccato, lo sblocco si effettua con il PUK tramite app o software; se il PUK è smarrito, ci si rivolge al Comune per il ripristino.
Per la massima compatibilità, è opportuno mantenere aggiornati l’app CieID, il sistema operativo del telefono, i driver del lettore e il software CIE su PC. Alcuni smartphone con NFC richiedono di rimuovere cover spesse o power bank durante la lettura; la carta va appoggiata senza muoverla finché l’app segnala il completamento.
In fase di login, i portali espongono livelli di sicurezza CIE: per la maggior parte dei servizi è sufficiente il livello che combina PIN e verifica NFC; per operazioni sensibili alcuni siti possono richiedere un ulteriore passaggio di conferma. L’identità CIE è riconosciuta in modo nativo da INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario Elettronico, servizi regionali e piattaforme comunali, sostituendo completamente l’accesso con Spid ove previsto.
In ambito professionale o su postazioni condivise è buona prassi disabilitare la memorizzazione delle sessioni, effettuare sempre il logout e rimuovere la carta dal lettore al termine. Su smartphone personali, attivare sblocco biometrico e cifratura del dispositivo riduce i rischi in caso di furto o perdita.




