Poggi contro Stasi esplode la battaglia delle contro-perizie nuovi rilievi riaprono scenari inattesi

Indice dei Contenuti:
Nuovi accertamenti su sempio e riapertura del caso
La nuova pista che coinvolge Andrea Sempio si inserisce in un contesto giudiziario già segnato da anni di contrapposizioni sul delitto di Garlasco. Formalmente, i protagonisti restano ai margini della nuova inchiesta, ma i rispettivi team difensivi seguono ogni sviluppo con attenzione strategica.
La Procura di Pavia lavora in modo riservato sulla posizione di Sempio, raccogliendo elementi utili in vista della chiusura delle indagini preliminari. In questo quadro assumono un ruolo centrale i nuovi esami tecnici, a partire dalle analisi del Ris sulle tracce ematiche e dalle verifiche in corso sul materiale genetico emerso nelle fasi più recenti dell’inchiesta.
Accanto all’attività degli inquirenti si muovono, in modo parallelo e talvolta non coordinato, i consulenti nominati dalle parti: esperti indicati dalla famiglia Poggi, dal fronte difensivo di Alberto Stasi e, con ogni probabilità, anche dall’area vicina a Sempio. Una prassi non scritta prevedeva la massima riservatezza fino al deposito formale degli atti da parte dei pm, ma questa regola è stata incrinata dalla circolazione di anticipazioni sulle conclusioni dei tecnici.
Secondo tali ricostruzioni, le ultime verifiche – compreso il rinvenimento di un Dna su una cannuccia – sarebbero state lette dai consulenti vicini a Stasi non come elementi a favore di una pista alternativa, ma come ulteriori conferme della responsabilità già accertata in via definitiva.
Strategie contrapposte tra difese poggi e stasi
Lo scontro tra la difesa di Alberto Stasi e quella della famiglia Poggi emerge ormai alla luce del sole, dopo settimane di tensioni gestite soprattutto attraverso indiscrezioni e interventi televisivi.
Al centro del contendere ci sono le anticipazioni sulle consulenze di parte che, secondo ricostruzioni circolate nelle scorse ore, accrediteranno una lettura degli ultimi elementi acquisiti come conferma della colpevolezza di Stasi, nonostante la nuova pista che coinvolge Andrea Sempio.
Queste fughe di notizie hanno spinto i legali di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, a intervenire con una nota ufficiale, abbandonando la linea della sola reazione mediatica.
La scintilla decisiva è legata alla consulenza informatica commissionata dai Poggi ai tecnici Paolo Reale e Nanni Bassetti, secondo cui Chiara Poggi avrebbe aperto, la sera precedente al delitto, la cartella “militare” nel computer dell’allora fidanzato, visionando immagini pornografiche lì archiviate.
Secondo questa ricostruzione, quella scoperta potrebbe aver innescato una crisi tra i due, ipotesi che i difensori di Stasi definiscono irrilevante rispetto alla natura del loro rapporto e da valutare con estrema cautela.
Contestualmente, la difesa annuncia un ampliamento delle proprie verifiche tecniche, prefigurando nuove analisi forensi anche sul computer di Chiara, mentre il legale dei Poggi, Gianluigi Tizzoni, rivendica il pieno diritto della famiglia a promuovere accertamenti su ogni profilo collegato a Stasi.
Rilievi forensi, consulenze di parte e scontro mediatico
Il nodo centrale della nuova fase del caso di Garlasco riguarda l’uso pubblico dei rilievi forensi e delle consulenze di parte, trasformati in strumenti di pressione mediatica oltre che giudiziaria.
La Procura di Pavia mantiene il massimo riserbo sulle proprie analisi – in particolare quelle del Ris sulle tracce di sangue e sulle evidenze genetiche – ma, in parallelo, i tecnici indicati dalla famiglia Poggi e dal fronte legale di Alberto Stasi alimentano un flusso costante di anticipazioni filtrate all’esterno.
Quella che un tempo era una prassi condivisa di discrezione sulle perizie di parte fino alla chiusura delle indagini è stata di fatto superata: i contenuti delle consulenze informatiche, biologiche e medico-legali emergono a frammenti, spesso privi di contesto, alimentando letture contrapposte degli stessi dati.
Da un lato, gli esperti vicini a Stasi interpretano i nuovi riscontri – compreso il Dna rinvenuto su una cannuccia – come coerenti con la condanna già pronunciata; dall’altro, i consulenti dei Poggi insistono sulla legittimità di approfondire ogni elemento che, a loro avviso, rafforzi il quadro accusatorio.
Il risultato è uno scenario in cui perizie e contro-perizie diventano terreno di scontro pubblico, con il rischio che la dialettica tra difese, anziché restare confinata agli atti processuali, contribuisca a orientare l’opinione pubblica più delle decisioni degli inquirenti.
FAQ
D: Chi sta conducendo le nuove indagini sul delitto di Garlasco?
R: Le indagini sono coordinate dalla Procura di Pavia, che sta approfondendo in particolare la posizione di Andrea Sempio e i nuovi rilievi tecnici emersi.
D: Qual è il ruolo di Alberto Stasi in questa nuova fase del procedimento?
R: Alberto Stasi resta il condannato definitivo per l’omicidio di Chiara Poggi, ma il suo fronte difensivo continua a intervenire, soprattutto sul piano tecnico e mediatico.
D: Perché si parla di guerra tra la famiglia Poggi e Stasi?
R: Il contrasto nasce dalle opposte letture delle nuove consulenze e dalle reciproche iniziative peritali, che hanno innescato una forte contrapposizione pubblica tra le due parti.
D: Che cosa riguardano le principali consulenze informatiche discusse?
R: Le consulenze hanno riguardato l’uso del computer di Alberto Stasi e quello di Chiara Poggi, con particolare attenzione ai file presenti e alle attività svolte alla vigilia del delitto.
D: Qual è la posizione dei difensori di Stasi sulle nuove anticipazioni?
R: I legali di Stasi sostengono che gli elementi emersi non modificano il quadro già noto e chiedono una valutazione prudente delle informazioni diffuse alla stampa.
D: Come reagisce la famiglia Poggi alle iniziative della difesa di Stasi?
R: I legali dei Poggi rivendicano il diritto di disporre proprie consulenze e di effettuare accertamenti su ogni profilo che ritengano rilevante rispetto a Stasi.
D: Quale fonte giornalistica ha riportato i dettagli su consulenze e contrapposizioni?
R: I contenuti relativi alle perizie, alle posizioni delle parti e alle tensioni tra i difensori sono stati ricostruiti da cronache giudiziarie pubblicate da quotidiani nazionali come il Corriere della Sera.




