Poestate celebra la trentesima edizione e omaggia Chaplin con un programma culturale internazionale

Poestate celebra la trentesima edizione e omaggia Chaplin con un programma culturale internazionale

27 Marzo 2026

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Poestate celebra trent’anni di poesia tra memoria, video collegamenti e musica

Chi partecipa? Poeti, studiosi e musicisti come Patrizia Valduga, Moni Ovadia, Maurizio Cucchi, Fabrizio Consoli e numerosi autori ticinesi.
Che cosa accade? Due serate di letture, dialoghi e musica dedicate alla poesia contemporanea e alla memoria di Poestate.
Dove? Nel cuore del Ticino, con collegamenti video da Italia, Monaco e altre città europee.

Quando? In una doppia serata consecutiva che segna il trentennale del festival.
Perché? Per rileggere trent’anni di storia poetica locale e internazionale, valorizzando voci affermate ed emergenti legate al progetto Poestate.

In sintesi:

  • Inaugurazione con Patrizia Valduga e omaggio a Mahmoud Darwish letto da Moni Ovadia.
  • Video collegamenti con poeti italiani ed europei, tra memoria di Poestate e nuova produzione.
  • Focus sugli autori ticinesi contemporanei in dialogo con voci femminili e migranti.
  • Chiusura musicale con Fabrizio Consoli sulla poetica di Pier Paolo Pasolini.

Due serate tra maestri, memoria ticinese e dialoghi internazionali

La prima serata si apre con un omaggio alla poesia italiana contemporanea: protagonista è Patrizia Valduga, voce centrale del secondo Novecento.
A distanza, in video collegamento, diversi amici storici del festival Poestate: Moni Ovadia leggerà e commenterà la poesia del palestinese Mahmoud Darwish, mentre si alterneranno interventi di Alberto Pellegatta, Aleksandr Malinin, Corrado Facchinetti, Silvio Aman, Laurent Pellandini e Valentino Garrafa.

Lo scrittore e performer Roberto Raineri-Seith presenterà quindi la scena artistica ticinese alternativa degli anni Ottanta, ricostruendo ambienti e linguaggi che hanno preparato il terreno al festival.
A chiudere la prima giornata saranno Demarta e Jenny Alessi, che ripercorreranno trent’anni di esperienza poestatiana tra aneddoti e testi, in un dialogo di memoria collettiva.

La seconda serata prende avvio alle 18 con Anna Ruchat, che affronterà le poesie della scrittrice jenisch Mariella Mehr in un incontro a cura di Stefano Vassere, centrato su identità, esclusione e lingua.
Seguiranno le letture di Marco Pelliccioli e del grande poeta milanese Maurizio Cucchi.

Uno spazio centrale è riservato agli autori ticinesi, in un incontro moderato da Lia Galli con Margherita Coldesina, Mercure Martini, Andrea Bianchetti e Marko Miladinovic, in dialogo con Stella N’Djoku.
Quest’ultima tornerà poi protagonista in un confronto con Rodolfo Ceré. Dopo l’intervento di Stefania Bertini, la serata si aprirà a video collegamenti tra Italia e Monaco con Roberta Bisogno, Carmelo Vasta, Ennio Cavalli e Filippo D’Andrea, a testimoniare l’estensione europea della rete del festival.

La chiusura è affidata alla musica d’autore di Fabrizio Consoli, che proporrà un viaggio nella poetica di Pier Paolo Pasolini per voce e chitarra, legando parola, canzone e memoria civile.

Poestate tra eredità culturale e futuro della scena poetica ticinese

Il trentennale di Poestate consolida il festival come osservatorio privilegiato sulla poesia di lingua italiana e sulle scritture di frontiera.
La combinazione di memoria locale, scene alternative anni Ottanta e apertura internazionale suggerisce una direzione futura sempre più transnazionale.

Il forte coinvolgimento di autori ticinesi, accanto a maestri come Valduga e Cucchi, conferma la funzione del festival come piattaforma di emersione per nuove voci.
L’uso sistematico dei collegamenti video anticipa una formula ibrida stabile, capace di ampliare pubblico e partecipazione critica oltre i confini geografici tradizionali.

FAQ

Chi è Patrizia Valduga e perché è centrale a Poestate?

È una delle maggiori poetesse italiane contemporanee; la sua presenza inaugura il festival, segnando continuità con la tradizione letteraria nazionale di alto profilo.

Quale ruolo ha Moni Ovadia nella prima serata del festival?

Partecipa in video collegamento, leggendo e raccontando la poesia di Mahmoud Darwish, offrendo una prospettiva politico-culturale mediterranea e mediorientale.

Perché Poestate dedica spazio alla scena artistica ticinese anni Ottanta?

Lo fa per ricostruire le radici alternative del festival: Roberto Raineri-Seith racconta contesti, luoghi e artisti che hanno anticipato Poestate.

Come sono valorizzati gli autori ticinesi contemporanei nel programma?

Sono al centro di un incontro curato da Lia Galli, con letture e dialoghi critici che li inseriscono nel panorama poetico internazionale.

Qual è la fonte originale delle informazioni su questo festival Poestate?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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