Pizzaballa respinto al Santo Sepolcro, premier e Papa denunciano violazione grave e invocano pace

Gerusalemme, polizia blocca Pizzaballa al Santo Sepolcro nella Domenica delle Palme
A Gerusalemme, nella Domenica delle Palme, la polizia israeliana ha impedito al Cardinale Pierbattista Pizzaballa e a Monsignor Francesco Ielpo di raggiungere a piedi la Chiesa del Santo Sepolcro per una processione privata diretta alla Messa solenne. L’episodio, avvenuto lungo il percorso verso il santuario, è stato denunciato in una dura nota congiunta dal Patriarcato Latino e dalla Custodia di Terra Santa, che parlano di prima interruzione da secoli di questa celebrazione per i vertici cattolici. Il fatto si inserisce nel clima di forte tensione che attraversa Israele durante la guerra in corso e solleva interrogativi sulla tutela della libertà di culto nei Luoghi Santi, mentre da Roma Papa Leone XIV rilancia un forte appello alla pace e il governo italiano protesta ufficialmente con Israele.
In sintesi:
- Polizia israeliana blocca Cardinale Pizzaballa e Monsignor Ielpo diretti al Santo Sepolcro.
- Patriarcato Latino e Custodia: violata libertà di culto, evento inedito da secoli.
- Papa Leone XIV invoca pace e condanna ogni uso di Dio per giustificare la guerra.
- Meloni e Tajani parlano di offesa alla libertà religiosa e protestano con Israele.
Perché lo stop al Santo Sepolcro è un precedente senza precedenti
La nota congiunta del Patriarcato Latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa ricostruisce l’accaduto: il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino e Capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, e il Custode Francesco Ielpo, responsabile ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, sono stati fermati dalla polizia durante una semplice processione privata, priva di carattere cerimoniale, e costretti a tornare indietro.
Secondo i due organismi, “per la prima volta da secoli, ai Capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro”. Un fatto definito “grave precedente”, offensivo per la sensibilità di “miliardi di persone” che in Settimana Santa guardano a Gerusalemme.
Il comunicato ricorda come, dall’inizio della guerra, le Chiese abbiano rispettato tutte le restrizioni: annullamento di riunioni pubbliche, limitazione della partecipazione e trasmissione delle celebrazioni via media a “centinaia di milioni di fedeli”. Impedire l’accesso proprio al Patriarca e al Custode è bollato come misura “irragionevole e sproporzionata”, in violazione di status quo, libertà di culto e principi di ragionevolezza, con espressione di “profondo dolore” ai cristiani in Terra Santa e nel mondo.
Reazioni internazionali e implicazioni per libertà religiosa e pace
Mentre a Gerusalemme si consuma lo scontro sui Luoghi Santi, da Piazza San Pietro Papa Leone XIV rilancia un forte messaggio etico e politico. Nell’omelia della Domenica delle Palme definisce Gesù “Re della pace” e afferma che “Dio rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra”, denunciando che il Signore non ascolta la preghiera di chi fa la guerra, le cui mani “grondano sangue”.
Il Pontefice richiama i “crocifissi dell’umanità” di oggi: malati, soli, oppressi dalla violenza, vittime dei conflitti. “Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”. Citando il vescovo Tonino Bello, affida a Maria la speranza che le guerre siano agli “ultimi bagliori” e che le lacrime delle vittime vengano presto prosciugate.
Dal fronte politico italiano, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla di “offesa per la libertà religiosa”, ribadendo che il Santo Sepolcro deve essere preservato per i riti sacri. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani definisce “inaccettabile” lo stop a Pizzaballa, annuncia istruzioni all’Ambasciatore a Tel Aviv per protestare con Israele e conferma l’impegno dell’Italia “sempre ed in ogni circostanza” a tutela della libertà di religione.
Quali scenari per i Luoghi Santi nella Gerusalemme del dopoguerra
L’episodio del Santo Sepolcro entra ora nel dossier più sensibile del conflitto: lo status di Gerusalemme e la protezione multilaterale dei Luoghi Santi. Possibili sviluppi includono pressioni diplomatiche di Santa Sede, Unione Europea e governi occidentali per il rigoroso rispetto dello status quo storico, oltre a un rafforzamento dei meccanismi di coordinamento tra autorità religiose e forze di sicurezza israeliane.
Nel medio periodo, il caso Pizzaballa-Ielpo potrebbe diventare un test per verificare se, dopo la guerra, prevarrà una logica di garanzie giuridiche e trasparenza procedurale sulla gestione dell’accesso ai santuari o se si consoliderà una stagione di restrizioni arbitrarie. Il rischio, segnalato dalle Chiese, è che la compressione della libertà di culto alimenti ulteriore instabilità, indebolendo proprio quel dialogo interreligioso indicato da Papa Leone XIV come condizione indispensabile per qualsiasi percorso di pace durevole.
FAQ
Cosa è accaduto al Cardinale Pizzaballa nella Domenica delle Palme?
È accaduto che la polizia israeliana ha fermato il Cardinale Pierbattista Pizzaballa e Monsignor Francesco Ielpo, impedendo loro di raggiungere il Santo Sepolcro per la Messa.
Perché il Patriarcato Latino parla di grave precedente storico?
Parla di grave precedente perché, secondo Patriarcato e Custodia, è la prima volta da secoli che ai vertici cattolici viene impedita la Messa della Domenica delle Palme al Santo Sepolcro.
Qual è la posizione del governo italiano sull’episodio di Gerusalemme?
La posizione è di ferma condanna: Giorgia Meloni parla di offesa alla libertà religiosa e Antonio Tajani ha ordinato all’Ambasciatore di protestare formalmente con le autorità israeliane.
Cosa ha detto Papa Leone XIV riguardo alla guerra e alla pace?
Ha detto che Dio rifiuta la guerra, che nessuno può usare il suo nome per giustificarla, e ha chiesto: “Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli”.
Quali sono le fonti utilizzate per la ricostruzione di questa notizia?
Le fonti sono state elaborate congiuntamente a partire dalle informazioni diffuse dalle agenzie ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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