Pet economy italiana in forte crescita, spesa miliardaria per gli animali domestici

Pet economy in Italia, un mercato maturo in rapida espansione
In Italia la trasformazione in Paese sempre più pet friendly sta ridisegnando consumi, servizi e lavoro. Oltre una famiglia su tre convive con almeno un animale domestico e questo dato si traduce in una pet economy ormai strutturale, non più di nicchia. Nel 2024 la spesa per prodotti e servizi per animali da compagnia ha raggiunto 6.747 milioni di euro, con un aumento del 76% in un solo decennio, secondo le elaborazioni di Confartigianato diffuse in vista della Giornata nazionale del gatto del 17 febbraio.
La crescita non riguarda solo alimenti e accessori, ma un ecosistema articolato di servizi professionali, artigianali e sanitari, che intercetta nuove esigenze delle famiglie italiane, dalla cura quotidiana al benessere avanzato di cani e gatti.
Numeri chiave e tendenze strutturali della spesa pet
La soglia dei 6,747 miliardi di euro di spesa nel 2024 indica un mercato consolidato, sostenuto da consumi ricorrenti e da una disponibilità crescente a investire sul benessere degli animali. Negli ultimi dieci anni l’incremento del 76% evidenzia una dinamica superiore a molti comparti tradizionali dei beni di consumo.
Incidono la migliore qualità dei prodotti, la diffusione di alimenti premium, l’attenzione alla salute preventiva e l’ampliamento dei servizi personalizzati. La dimensione affettiva del rapporto uomo–animale rende la domanda relativamente resiliente anche nelle fasi economiche più incerte, rafforzando la stabilità del settore sul medio periodo.
Il ruolo della Giornata nazionale del gatto nel dibattito pubblico
Le analisi diffuse da Confartigianato alla vigilia della Giornata nazionale del gatto del 17 febbraio contribuiscono a dare visibilità a un fenomeno spesso sottostimato nelle politiche economiche. L’evento rappresenta un’occasione per misurare l’impatto socio-economico di gatti e altri animali da compagnia, andando oltre la sola dimensione emotiva.
La ricorrenza favorisce il confronto tra istituzioni, associazioni e operatori su temi come professionalizzazione dei servizi, tutele normative, qualità degli standard e opportunità occupazionali, con un’attenzione crescente alle ricadute territoriali e artigiane.
Imprese artigiane nei servizi per animali, crescita quasi raddoppiata
I servizi di cura dedicati agli animali da compagnia stanno diventando un segmento strategico per l’artigianato italiano. Secondo Confartigianato sono 3.440 le imprese artigiane attive nel comparto, pari al 59,0% delle 5.826 imprese totali, con 4.231 addetti che rappresentano il 53,9% degli occupati del settore (7.848 addetti complessivi).
In un anno le imprese artigiane crescono del 5,2%, mentre nell’arco di dieci anni quasi raddoppiano (+92,3%), segnalando un robusto processo di specializzazione, radicato nei territori e vicino alle esigenze quotidiane delle famiglie con pet.
Specializzazione artigiana e nuovi profili professionali
L’alta incidenza delle imprese artigiane indica una domanda di servizi personalizzati e di prossimità: toelettatura, pet sitting, addestramento, servizi domiciliari, micro-attività integrate con ambulatori veterinari e negozi specializzati. L’espansione quasi raddoppiata in dieci anni mostra come il settore attragga nuovi imprenditori, spesso con competenze miste tra cura animale, gestione d’impresa e comunicazione digitale.
Questa rete di micro e piccole realtà contribuisce alla vitalità economica dei quartieri urbani e dei piccoli centri, rafforzando il legame tra comunità locali e benessere degli animali da compagnia.
Occupazione e impatto sui territori italiani
I 4.231 addetti nelle imprese artigiane dei servizi di cura per animali rappresentano oltre la metà della forza lavoro dell’intero comparto. La natura prevalentemente locale delle attività favorisce occupazione non delocalizzabile, formazione continua e percorsi di inserimento lavorativo giovanile.
La combinazione di domanda stabile, fidelizzazione dei clienti e dimensione relazionale del servizio genera un indotto che coinvolge anche fornitori di prodotti, professionisti della comunicazione, artigiani del design per accessori e strutture dedicate, con ricadute misurabili sul PIL dei servizi alle famiglie.
Prospettive, qualità dei servizi e sfide di regolazione
La crescita della pet economy e del tessuto artigiano solleva nuove questioni di qualità, formazione e regolazione. Per consolidare il settore servono standard professionali elevati, tutela del benessere animale e strumenti di sostegno alle microimprese, in coerenza con le linee guida europee.
L’evoluzione dei consumi, l’invecchiamento degli animali domestici e l’integrazione dei servizi digitali aprono ulteriori spazi di sviluppo, ma richiedono competenze tecniche, trasparenza nei prezzi e informazione corretta ai proprietari, in un’ottica di responsabilità condivisa.
Standard professionali e tutela del benessere animale
La centralità dell’artigianato nei servizi pet rende cruciale la definizione di requisiti chiari su formazione, igiene, sicurezza e metodi di lavoro. Percorsi certificati e aggiornamento continuo possono ridurre il rischio di pratiche improvvisate, garantendo qualità e tutela del benessere animale.
Associazioni di categoria, ordini professionali e istituzioni locali sono chiamati a collaborare per promuovere codici etici, manuali di buone pratiche e campagne informative, valorizzando gli operatori che investono in competenze e infrastrutture adeguate.
Innovazione digitale, informazione e fiducia dei proprietari
La fiducia dei proprietari di pet si costruisce su trasparenza, reputazione online e chiarezza delle informazioni. Piattaforme digitali, recensioni e servizi in app possono facilitare l’incontro tra domanda e offerta, ma richiedono criteri verificabili di affidabilità.
Operatori e imprese artigiane che comunicano con dati chiari, certificazioni esibite e politiche di prezzo comprensibili rafforzano la credibilità dell’intero comparto, creando condizioni favorevoli per consolidare la crescita registrata da Confartigianato e per attrarre investimenti a medio termine.
FAQ
Quanto vale oggi la pet economy in Italia
Nel 2024 la spesa per prodotti e servizi per animali da compagnia in Italia raggiunge 6.747 milioni di euro, secondo le elaborazioni di Confartigianato, con una crescita del 76% in dieci anni.
Quante famiglie italiane hanno un animale domestico
Oltre una famiglia italiana su tre possiede almeno un animale domestico, confermando il carattere ormai strutturale del fenomeno e la centralità degli animali da compagnia nella vita quotidiana.
Quante sono le imprese artigiane nei servizi per animali
Le imprese artigiane attive nei servizi di cura per animali da compagnia sono 3.440, pari al 59,0% delle 5.826 imprese complessive del comparto censite da Confartigianato.
Quanti addetti lavorano nelle imprese artigiane pet
Le imprese artigiane dei servizi per animali impiegano 4.231 addetti, che rappresentano il 53,9% dei 7.848 addetti totali del settore, con lavoro radicato a livello locale.
Come è cresciuto il numero di imprese artigiane negli ultimi dieci anni
In dieci anni le imprese artigiane dei servizi di cura per animali sono quasi raddoppiate, registrando un incremento del 92,3%, segno di forte dinamica imprenditoriale.
Quali sono i principali servizi artigiani per animali
I servizi più diffusi includono toelettatura, pet sitting, addestramento, servizi domiciliari e attività integrate con negozi specializzati e strutture veterinarie.
Perché la Giornata nazionale del gatto è rilevante per il settore
La Giornata nazionale del gatto del 17 febbraio offre visibilità ai dati economici e occupazionali del comparto, alimentando il dibattito su regolazione, qualità dei servizi e politiche di sostegno.
Qual è la fonte dei dati su spesa e imprese della pet economy
I dati su spesa complessiva, numero di imprese e addetti del comparto pet derivano dall’analisi diffusa da Confartigianato e ripresa da ANSA nell’articolo originale.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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