Pensioni INPS, perché cresce l’età pensionabile e quali alternative

Pensioni INPS, perché cresce l’età pensionabile e quali alternative

20 Marzo 2026

Pensioni INPS, perché i requisiti aumentano dal 2027 e cosa cambia

Dal 2027 i simulatori INPS incorporano ufficialmente l’aumento dei requisiti pensionistici legato all’aspettativa di vita, previsto dalla legge di Bilancio del governo. Dopo il caso del 2025, quando l’INPS fu criticata dalla CGIL per un aggiornamento privo di base normativa, oggi l’Istituto agisce su fondamenti giuridici chiari.
Le nuove soglie incidono su pensione di vecchiaia, pensioni anticipate ordinarie, Quota 41 per i precoci e pensioni contributive, con aumenti scaglionati nel 2027 e nel 2028.

La questione centrale riguarda come evitare di perdere mesi di pensione a causa di slittamenti dell’età di uscita, mentre il governo valuta per il 2026 un eventuale blocco degli adeguamenti automatici.

In sintesi:

  • Dal 2027 età per la vecchiaia a 67 anni e 1 mese, ulteriori aumenti nel 2028.
  • INPS oggi applica incrementi fondati su legge di Bilancio, non su previsioni interne.
  • Meccanismo di adeguamento legato all’aspettativa di vita introdotto nel 2010 e automatizzato dalla riforma Fornero.
  • Il governo potrà bloccare gli aumenti futuri con apposito decreto entro il 2026.

Dalla polemica del 2025 alla stretta confermata per il 2027‑2028

Nel gennaio 2025 l’INPS aggiornò i simulatori introducendo un aumento di 3 mesi sui requisiti, basandosi sui dati ISTAT sull’aspettativa di vita. In quel momento, però, mancava un decreto governativo che recepisse formalmente tali dati.
La CGIL contestò l’anticipo dell’adeguamento, ritenendolo privo di copertura normativa, e l’Istituto fu costretto a ripristinare i requisiti vigenti.

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Oggi lo scenario è diverso: la legge di Bilancio del governo ha previsto un incremento più graduale, con 1 mese nel 2027 e ulteriori 2 mesi nel 2028. I simulatori INPS, aggiornati nel 2026, riflettono quindi parametri fissati per legge.

Dal 2027 la pensione di vecchiaia richiederà 67 anni e 1 mese, salendo a 67 anni e 3 mesi dal 2028. Gli stessi adeguamenti si proiettano su pensioni anticipate ordinarie, Quota 41 per i precoci e trattamenti contributivi.
La circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 ha recepito formalmente questo quadro, chiarendo gli impatti sulle diverse tipologie di pensione e offrendo alle lavoratrici e ai lavoratori uno scenario previsionale attendibile per la programmazione dell’uscita.

Come difendere mesi di pensione e cosa può decidere il governo

L’aggancio dei requisiti all’aspettativa di vita nasce nel 2010, con il quarto governo Berlusconi, e viene reso automatico e biennale dalla riforma Fornero: ogni due anni scatta un adeguamento senza nuovo passaggio parlamentare.
È però decisivo ricordare che il meccanismo può essere bloccato dal governo con decreto: l’esecutivo si è impegnato a valutare nel 2026 se sospendere l’aumento programmato, congelando i requisiti e prevenendo ulteriori slittamenti.

Per non perdere mesi di pensione, lavoratori e lavoratrici devono monitorare le finestre temporali di maturazione del diritto, verificare il proprio profilo assicurativo tramite i simulatori INPS aggiornati e valutare, con un consulente previdenziale, l’eventuale convenienza di canali alternativi (anticipo ordinario, misure contributive, regimi agevolati di categoria) prima degli ulteriori adeguamenti futuri.

FAQ

Quando aumenterà l’età per la pensione di vecchiaia INPS?

Dal 2027 la vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese, per arrivare a 67 anni e 3 mesi nel 2028.

Quali pensioni saranno toccate dagli aumenti dal 2027?

Gli incrementi riguarderanno pensione di vecchiaia, pensioni anticipate ordinarie, Quota 41 per precoci e pensioni interamente contributive.

Come posso evitare di perdere mesi di pensione con i nuovi requisiti?

È possibile ridurre le perdite verificando la prima data utile di maturazione, utilizzando i simulatori INPS aggiornati e pianificando l’uscita con assistenza previdenziale.

Chi ha introdotto l’adeguamento delle pensioni all’aspettativa di vita?

L’adeguamento nacque nel 2010 con il governo Berlusconi ed è stato automatizzato, su base biennale, dalla riforma Fornero.

Da quali fonti è stata rielaborata questa analisi sulle pensioni INPS?

Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta di informazioni Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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