Pensioni, guida pratica all’assegno aggiuntivo immediato in busta paga
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Bonus Maroni 2026, come funziona e a chi conviene davvero
Nel 2026 i lavoratori dipendenti italiani che hanno maturato o matureranno entro l’anno i requisiti per la pensione anticipata ordinaria o per Quota 103 possono rinunciare ai contributi IVS a proprio carico (9,19% della retribuzione lorda) e riceverli direttamente in busta paga, netti da imposte.
La misura, conosciuta come Bonus Maroni ed estesa al 2026 dalla legge di Bilancio, riguarda i dipendenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria o a forme sostitutive ed esclusive, su tutto il territorio nazionale.
Punta a trattenere al lavoro chi potrebbe già lasciare con l’anticipo, premiandolo con un aumento immediato dello stipendio senza costi aggiuntivi per l’azienda.
In sintesi:
- Il lavoratore rinuncia ai contributi IVS a suo carico e riceve il 9,19% netto in busta paga.
- Il datore di lavoro continua a versare solo i contributi a proprio carico all’Inps.
- Possono aderire chi ha requisiti per Quota 103 o pensione anticipata ordinaria.
- L’incentivo dura fino alla pensione di vecchiaia o alla revoca da parte del lavoratore.
Le somme corrisposte in busta paga non concorrono a formare il reddito imponibile: il 9,19% della retribuzione lorda diventa quindi un incremento netto, senza trattenute fiscali.
In parallelo, la posizione assicurativa del lavoratore continua a essere alimentata esclusivamente con i contributi a carico del datore di lavoro, che resta tenuto al versamento integrale della propria quota all’Inps.
Il beneficio si applica ai dipendenti che entro il 31 dicembre 2025 abbiano perfezionato i requisiti di Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contribuzione) oppure che entro il 31 dicembre 2026 raggiungano i requisiti della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). L’incentivo resta attivo fino al raggiungimento dell’età di vecchiaia.
Requisiti, durata e procedura per ottenere il Bonus Maroni 2026
Possono accedere al Bonus Maroni 2026 i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria o ai relativi fondi sostitutivi ed esclusivi, che abbiano già raggiunto o raggiungano entro le scadenze previste i requisiti per l’uscita anticipata.
L’incentivo si attiva solo su esplicita scelta del lavoratore, che deve rinunciare alla quota di contributi IVS a proprio carico. Da quel momento il datore di lavoro smette di versare tali contributi all’Inps e li eroga in busta paga, integralmente e senza tassazione.
Per avviare il meccanismo è necessaria una specifica domanda all’Inps. L’Istituto verifica la sussistenza dei requisiti e, entro 30 giorni, comunica l’esito sia al lavoratore sia al datore di lavoro, che potrà adeguare le buste paga dal mese successivo all’autorizzazione.
La durata è fissata fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia, ma il lavoratore mantiene la possibilità di revocare la scelta e accedere alla pensione anticipata in qualsiasi momento.
In caso di revoca, il Bonus Maroni si interrompe dal mese successivo, ripristinando il normale flusso contributivo IVS a carico del dipendente.
La misura di fatto premia chi sceglie di prolungare l’attività lavorativa, trasformando una quota di contribuzione personale in retribuzione immediatamente spendibile, senza modificare gli oneri contributivi complessivi per l’azienda e garantendo la prosecuzione dell’accredito contributivo minimo ai fini pensionistici.
Impatto sul futuro pensionistico e valutazioni di convenienza
Il Bonus Maroni apre un bivio strategico per chi è a ridosso della pensione: più reddito oggi o maggior montante contributivo domani.
La rinuncia ai contributi IVS a proprio carico può ridurre, seppur in misura contenuta, l’importo della pensione futura, soprattutto per chi rinvia per diversi anni l’uscita. Tuttavia il vantaggio immediato in busta paga, netto e costante, può risultare rilevante per chi ha redditi medio-bassi o necessità di liquidità.
Per una valutazione consapevole servono simulazioni personalizzate sulla posizione contributiva, confrontando l’incremento di stipendio con l’eventuale riduzione dell’assegno pensionistico. In prospettiva, la misura potrebbe diventare uno strumento strutturale di flessibilità in uscita, incidendo sulle scelte di permanenza al lavoro proprio nelle fasce d’età più critiche per la sostenibilità del sistema previdenziale.
FAQ
Chi può richiedere il Bonus Maroni 2026 in busta paga?
Possono richiederlo i lavoratori dipendenti con requisiti per Quota 103 entro il 2025 o per pensione anticipata ordinaria entro il 2026.
Quanto aumenta concretamente lo stipendio con il Bonus Maroni?
L’aumento corrisponde al 9,19% della retribuzione lorda, interamente netto perché esente da imposte, senza ulteriori oneri per l’azienda.
Come si presenta la domanda di accesso al Bonus Maroni?
La domanda va presentata all’Inps, anche tramite patronato o intermediario abilitato; l’Istituto risponde entro 30 giorni all’interessato e al datore.
Il Bonus Maroni riduce sempre l’importo della futura pensione?
Sì, potenzialmente sì, perché vengono meno i contributi IVS del lavoratore; l’entità dipende dalla durata dell’incentivo e dalla retribuzione.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento sul Bonus Maroni?
L’analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.

