Pensioni estere, verifiche su 340mila assegni e procedure per non perderli

Pensioni estere, verifiche su 340mila assegni e procedure per non perderli

17 Marzo 2026

Inps avvia i nuovi controlli sulle pensioni italiane pagate all’estero

Dal 20 marzo l’Inps ha avviato una nuova campagna di verifiche sull’esistenza in vita dei titolari di pensioni pagate all’estero, circa 340mila persone distribuite in oltre 160 Paesi. L’azione riguarda i trattamenti previdenziali erogati fuori dall’Italia, per un valore complessivo superiore a 1,75 miliardi di euro, e viene gestita tramite il partner bancario Citibank N.A.. Obiettivo dell’operazione è accertare che il beneficiario sia ancora in vita, evitare pagamenti indebiti dopo il decesso e ridurre le difficoltà di recupero delle somme. La campagna interessa in particolare America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi, Stati dell’Europa orientale e Paesi limitrofi, mentre alcuni Stati con scambi telematici consolidati con l’Inps restano esclusi dal controllo generalizzato.

In sintesi:

  • Dal 20 marzo l’Inps controlla l’esistenza in vita dei pensionati italiani residenti all’estero.
  • Coinvolti circa 340mila pensionati in oltre 160 Paesi, per 1,75 miliardi di euro.
  • La verifica è gestita da Citibank tramite lettere e moduli dedicati.
  • Esclusi i Paesi con scambio dati telematico e chi incassa tramite Western Union.

Dove vanno le pensioni italiane e perché cambiano le destinazioni

La maggioranza delle pensioni italiane all’estero è concentrata in Europa, che assorbe circa il 62% degli assegni.
Il Nord America segue con il 20%, l’Oceania con il 9%, il Sud America con il 6%, mentre Africa, Asia e America centrale si attestano intorno all’1%.

Tra il 2018 e il 2025 il numero di pensionati italiani residenti negli Stati Uniti è diminuito del 40%, in Canada e in Australia il calo ha raggiunto circa il 50%.
Parallelamente alcuni Paesi europei e mediterranei registrano una crescita marcata: in Tunisia i pensionati italiani sono aumentati del 255%, superando i 2.100 residenti; in Portogallo l’incremento è del 144%; in Spagna del 75%, con circa 5.624 beneficiari.

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L’Inps collega questo riposizionamento alla “mutazione delle convenienze economiche”: costo della vita più basso, regimi fiscali favorevoli sui redditi da pensione, dinamica dei tassi di cambio e servizi sanitari accessibili attraggono sempre più pensionati.

Questi elementi rendono alcuni Paesi mediterranei e nordafricani alternative economicamente più sostenibili rispetto a storiche mete migratorie come USA, Canada e Australia, con impatti diretti anche sulla geografia dei flussi pensionistici gestiti dall’Istituto.

Come funziona il controllo Inps e chi è escluso dalla verifica

La verifica dell’esistenza in vita è affidata da Inps a Citibank N.A., responsabile dei pagamenti internazionali.
Il partner bancario invia ai pensionati residenti nelle aree interessate una comunicazione ufficiale con allegato il modulo di attestazione.

Le lettere vengono spedite ai residenti in: America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi, Stati dell’Europa orientale e Paesi limitrofi.
Il modulo deve essere compilato, firmato e restituito seguendo le istruzioni indicate, spesso corredate da indicazioni su eventuali soggetti abilitati alla certificazione locale dell’identità.

Secondo l’Inps, la finalità è “ridurre il rischio di pagamenti di prestazioni dopo la morte del beneficiario” e prevenire il recupero complesso di somme indebitamente corrisposte.

Sono esclusi dall’accertamento generalizzato i titolari residenti in Paesi con scambio telematico strutturato tra l’Inps e gli enti previdenziali locali, tra cui Germania, Svizzera, Polonia, Francia, Belgio, Olanda e Australia.
Non rientrano nella campagna neppure i pensionati che abbiano riscosso personalmente una rata tramite Western Union a ridosso dell’avvio delle verifiche, poiché la riscossione fisica costituisce prova recente dell’esistenza in vita.

Impatto futuro dei controlli sulle scelte dei pensionati all’estero

Il rafforzamento delle verifiche sull’esistenza in vita si inserisce in una strategia strutturale di presidio dei flussi pensionistici verso l’estero.

Nel medio periodo, l’incrocio sistematico dei dati con gli enti stranieri potrebbe ampliare la lista dei Paesi esclusi dai controlli generalizzati, riducendo gli adempimenti per molti pensionati.

Parallelamente, la combinazione di politiche fiscali, costo della vita e stabilità normativa continuerà a orientare le scelte di espatrio dei nuovi pensionati, ridefinendo ulteriormente la mappa delle destinazioni privilegiata dagli italiani che decidono di trascorrere all’estero l’età della pensione.

FAQ

Chi è interessato ai nuovi controlli Inps sulle pensioni all’estero?

Sono coinvolti i titolari di pensioni Inps residenti all’estero nelle aree coperte da Citibank, esclusi alcuni Paesi con scambio telematico attivo e chi ha riscosso recentemente via Western Union.

Cosa succede se non restituisco il modulo di esistenza in vita?

È previsto il possibile blocco temporaneo del pagamento della pensione fino all’invio della documentazione correttamente compilata, per evitare l’erogazione di prestazioni a soggetti eventualmente deceduti.

Come posso verificare se il mio Paese rientra nei controlli Inps?

È utile consultare il sito Inps nella sezione pensionati all’estero o contattare il patronato di riferimento, che dispone degli elenchi aggiornati per area geografica e per Stato.

Posso ricevere assistenza per compilare il modulo di esistenza in vita?

Sì, è possibile rivolgersi ai patronati italiani all’estero, ai Consolati o ai soggetti certificatori indicati nella lettera Citibank, che forniscono supporto gratuito o convenzionato.

Quali sono le fonti ufficiali delle informazioni sulle pensioni estere?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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