Pensione con soli 5 anni di contributi, scopri chi ci riesce

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Pensione di vecchiaia contributiva: come funziona davvero
La pensione di vecchiaia contributiva è il trattamento riservato ai cosiddetti contributivi puri, cioè chi ha contributi solo successivi al 1° gennaio 1996. In questo regime, l’assegno si calcola esclusivamente in base ai contributi effettivamente versati, senza quote retributive legate agli ultimi stipendi. L’accesso avviene in genere a 71 anni con almeno 5 anni di contribuzione effettiva.
Per molti lavoratori discontinui, questa opzione rappresenta l’unica strada per ottenere una pensione, specie per chi ha carriere frammentate, periodi all’estero o lunghi intervalli di inattività. L’INPS verifica automaticamente, al momento della domanda, se risulta più vantaggiosa la pensione ordinaria o quella integralmente contributiva.
Se la pensione di vecchiaia contributiva risulta economicamente più favorevole, l’ente previdenziale assegna in via prioritaria il trattamento più alto, applicando il principio del “miglior beneficio”. Questo meccanismo evita che il lavoratore venga penalizzato da regole rigide e non aderenti alla sua storia contributiva reale.
Sconti di età per le lavoratrici madri
Una leva decisiva è l’agevolazione specifica per le lavoratrici madri, spesso penalizzate da carriere discontinue a causa di maternità e cura familiare. Nella pensione di vecchiaia contributiva, ogni figlio consente uno “sconto” di 4 mesi sull’età di uscita, fino a un massimo di 12 mesi.
In pratica, chi ha avuto 1 figlio può andare in pensione a 70 anni e 8 mesi, con 2 figli l’età scende a 70 anni e 4 mesi, con 3 figli a 70 anni, mentre con 4 o più figli l’accesso è possibile già a 69 anni e 8 mesi. Si tratta di un correttivo che riconosce, almeno parzialmente, il ruolo di cura svolto fuori dal mercato del lavoro.
Questa flessibilità anagrafica è particolarmente rilevante per le nate nel 1955 e nelle coorti immediatamente successive, che rischierebbero altrimenti di non raggiungere requisiti ordinari sufficienti. Le lavoratrici devono comunque possedere il requisito minimo contributivo previsto dalla normativa vigente e presentare domanda all’INPS con la corretta documentazione familiare.
Vantaggi e criticità per i contributivi puri
Per i contributivi puri, la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia contributiva rappresenta una tutela contro il rischio di restare totalmente esclusi dal sistema. Anche con soli 5 anni di contributi effettivi, infatti, si può ottenere un assegno, seppur spesso modesto, che garantisce una minima continuità reddituale nella terza età.
Il rovescio della medaglia è l’importo: basato solo sui versamenti e sul montante accumulato, il trattamento può risultare molto basso, soprattutto per chi ha avuto lavori saltuari o part-time prolungati. Per questo motivo è essenziale valutare forme integrative, come la previdenza complementare e i fondi pensione, per rafforzare la propria sicurezza economica futura.
Dal punto di vista della pianificazione, è fondamentale verificare con anticipo l’estratto conto contributivo sul portale INPS, correggere eventuali buchi o errori e, se necessario, valutare il riscatto di periodi non coperti. La scelta tra pensione ordinaria e contributiva, dove possibile, va fatta con l’aiuto di un esperto previdenziale, per individuare realmente il trattamento economicamente migliore nel lungo periodo.
FAQ
D: Chi rientra nel regime dei contributivi puri?
R: Rientra chi possiede solo contributi versati dal 1° gennaio 1996 in poi, senza anzianità precedente.
D: Qual è il requisito minimo di contributi per la vecchiaia contributiva?
R: Servono almeno 5 anni di contributi effettivi, non figurativi, oltre al requisito anagrafico.
D: A quale età si accede di norma alla pensione di vecchiaia contributiva?
R: In via ordinaria l’accesso è fissato a 71 anni, salvo requisiti diversi introdotti da future riforme.
D: Come funziona lo sconto per le lavoratrici madri?
R: Ogni figlio vale 4 mesi di sconto sull’età di uscita, fino a un massimo di 12 mesi complessivi.
D: Una madre con 3 figli quando può andare in pensione contributiva?
R: Può accedere alla pensione di vecchiaia contributiva a 70 anni, se in possesso dei contributi minimi.
D: L’INPS sceglie automaticamente il trattamento più favorevole?
R: Sì, in presenza di più opzioni, l’INPS assegna il trattamento economicamente migliore al richiedente.
D: La pensione contributiva è sempre più bassa di quella ordinaria?
R: Non sempre: in alcuni casi, per carriere particolari, la formula contributiva può risultare più vantaggiosa.
D: Dove posso verificare i riferimenti ufficiali su questi requisiti?
R: Le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito istituzionale dell’INPS, che costituisce la fonte originale di riferimento.




