Passaporto alle Poste nuove procedure semplificate per i cittadini italiani

Passaporto alle Poste: perché il servizio sta funzionando
La gestione del passaporto tramite gli uffici di Poste Italiane rappresenta una delle principali risposte strutturali al congestionamento delle Questure dopo la pandemia, quando i tempi di attesa hanno spesso superato i diversi mesi. Integrando canali pubblici diversi, il progetto punta a ridurre le liste d’attesa, rendere più accessibili i servizi nei piccoli comuni e uniformare i tempi di rilascio sul territorio nazionale.
La misurabilità dei risultati, la distribuzione capillare degli sportelli e la collaborazione con il Ministero dell’Interno sono oggi gli indicatori chiave per valutarne l’efficacia, in un contesto in cui domanda di mobilità internazionale e tutela dei diritti dei cittadini si intrecciano sempre di più.
Dati aggiornati sulle richieste di passaporto alle Poste
Secondo i dati ufficiali diffusi dal gruppo, sono quasi 151.000 le richieste di rilascio o rinnovo del passaporto gestite finora dagli uffici di Poste Italiane. Il servizio è oggi operativo in 4.574 sedi su tutto il territorio nazionale, con copertura sia nei comuni sotto i 15.000 abitanti sia nei maggiori centri urbani.
L’estensione è legata al progetto Polis, che ha prima interessato le aree più periferiche, per poi ampliarsi alle città medio-grandi in raccordo con il Ministero dell’Interno. La crescita progressiva dei volumi indica una domanda strutturale e non soltanto emergenziale.
Impatto sui tempi e sull’accesso al servizio
L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è alleggerire il carico delle Questure e ridurre le attese, rendendo più omogeneo l’accesso al passaporto tra aree urbane e rurali. Il piano di ampliamento prevede la copertura dell’intera rete nazionale, con un ruolo centrale per gli uffici nei comuni minori.
La disponibilità del servizio in prossimità del luogo di residenza consente di limitare spostamenti lunghi e costosi, aumentando l’equità territoriale. Il contributo è particolarmente rilevante per le comunità più isolate, spesso penalizzate dall’assenza di presidi amministrativi completi.
Copertura territoriale e differenze tra piccoli comuni e grandi città
L’architettura del progetto sul passaporto punta a valorizzare la rete capillare di Poste Italiane, trasformando gli uffici postali in sportelli polifunzionali di prossimità. Il servizio, nato nelle aree interne nell’ambito di Polis, è stato gradualmente esteso ai principali centri italiani, con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali nell’accesso ai documenti di viaggio.
L’analisi dei dati per comune mette in evidenza non solo i volumi di richieste, ma anche comportamenti diversi tra piccoli centri e grandi città, in particolare per quanto riguarda la scelta della consegna a domicilio del passaporto.
Comuni più attivi e casi emblematici
Tra i comuni coinvolti nel progetto Polis, i numeri più elevati di richieste di passaporto si registrano a Verona (12.250), Vicenza (11.485), Monza (7.808) e Bergamo (7.741). Nelle grandi città sono oggi serviti 417 uffici postali, tra cui quelli di Bologna, Verona, Roma, Cagliari, Vicenza, Monza, Venezia, Perugia, Ferrara, Milano e Napoli.
Emblematico il caso di Terranova di Pollino (provincia di Potenza), dove prima dell’attivazione del servizio i cittadini erano costretti a percorrere fino a 150 chilometri per ottenere il passaporto presso le sedi competenti.
Consegna a domicilio e preferenze dei cittadini
I dati sulle modalità di consegna mostrano una netta differenza tra piccoli comuni e grandi aree urbane. Nei centri minori, il 79% dei cittadini sceglie la consegna a domicilio del documento, sfruttando la capillarità logistica di Poste Italiane. Nelle grandi città, invece, la stessa opzione viene selezionata solo nel 32% dei casi.
Questa distanza percentuale evidenzia come il servizio postale di prossimità sia percepito come leva essenziale nelle zone meno servite, mentre nei contesti metropolitani incidono maggiormente la maggiore disponibilità di sportelli fisici e abitudini consolidate nell’accesso diretto agli uffici.
Procedura per richiedere o rinnovare il passaporto alle Poste
La procedura in ufficio postale è stata progettata per integrare, e non sostituire, le competenze delle Questure, digitalizzando i passaggi operativi e centralizzando l’invio dei dati verso l’Autorità di Pubblica Sicurezza. L’iter è standardizzato a livello nazionale, con alcune differenze organizzative tra piccoli centri e grandi città, dove può essere richiesta la prenotazione obbligatoria.
Per cittadini e famiglie, la possibilità di concentrare pagamenti, raccolta dei dati biometrici e spedizione del passaporto in un unico punto fisico rappresenta un vantaggio concreto in termini di tempo e semplificazione burocratica.
Documenti necessari, costi e prenotazione
Per richiedere il passaporto presso gli uffici di Poste Italiane occorre presentarsi di persona, nelle città previa prenotazione, con documento di identità valido, codice fiscale e due fotografie formato tessera. Sono previsti il versamento di 42,70 euro e il contrassegno telematico da 73,50 euro.
I pagamenti possono essere effettuati allo sportello, tramite piattaforme online o attraverso i PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) aderenti. In caso di rinnovo è necessario consegnare il vecchio passaporto, oppure la denuncia di smarrimento o furto rilasciata dalle autorità competenti.
Raccolta dei dati biometrici e invio alla Polizia
Gli operatori di Poste Italiane procedono alla raccolta dei dati biometrici, in particolare le impronte digitali, attraverso dispositivi certificati, nel rispetto delle normative sulla protezione dei dati personali. La documentazione completa viene poi trasmessa in via telematica all’ufficio di Polizia competente per territorio.
Le Questure restano titolari del procedimento e del rilascio del documento, mentre gli uffici postali operano come sportello di front office e canale di prossimità. Ulteriori dettagli operativi e aggiornamenti sono consultabili sul sito ufficiale di Poste Italiane e del Ministero dell’Interno.
FAQ
Perché il passaporto alle Poste riduce i tempi di attesa?
Perché distribuisce le richieste tra Poste Italiane e Questure, alleggerendo gli sportelli di polizia e sfruttando una rete capillare di oltre 4.500 uffici sul territorio nazionale.
In quali città è attivo il servizio di passaporto alle Poste?
È operativo in 417 uffici di grandi città tra cui Roma, Milano, Napoli, Bologna, Verona, Cagliari, Venezia, Perugia, Ferrara, Monza e Vicenza, con estensione progressiva.
Quali documenti servono per richiedere il passaporto alle Poste?
Sono richiesti documento di identità valido, codice fiscale, due foto tessera, il versamento di 42,70 euro e il contrassegno telematico da 73,50 euro, oltre al vecchio passaporto in caso di rinnovo.
Come funziona la raccolta delle impronte digitali agli sportelli postali?
Gli operatori di Poste Italiane acquisiscono le impronte digitali tramite dispositivi biometrici certificati e trasmettono i dati in modalità sicura all’ufficio di Polizia competente.
È obbligatoria la prenotazione per il passaporto alle Poste?
Nelle grandi città la prenotazione è in genere richiesta per gestire i flussi; nei piccoli centri la gestione può essere più flessibile, secondo l’organizzazione della singola sede postale.
Posso ricevere il passaporto direttamente a casa?
Sì, molti cittadini scelgono la consegna a domicilio: la preferenza raggiunge il 79% nei piccoli comuni, mentre si ferma al 32% nelle grandi aree urbane.
Che ruolo ha il progetto Polis nel servizio passaporti?
Polis ha avviato la trasformazione degli uffici postali nei comuni minori in sportelli polifunzionali, includendo il servizio passaporti per ridurre il divario tra aree interne e città.
Qual è la fonte dei dati sul passaporto alle Poste?
I numeri su richieste, comuni coinvolti e percentuali di consegna provengono da un documento ufficiale pubblicato da Poste Italiane e riportato nell’articolo originale di Punto Informatico.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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