Parlamento UE spinge per norme più dure e sanzioni effettive contro il cyberbullismo delle piattaforme online

Parlamento UE spinge per norme più dure e sanzioni effettive contro il cyberbullismo delle piattaforme online

2 Maggio 2026

Cyberbullismo, il Parlamento UE chiede sanzioni severe per le piattaforme

Il Parlamento europeo ha approvato a Bruxelles una risoluzione non vincolante che sollecita la Commissione europea a introdurre misure più dure contro il cyberbullismo, in particolare verso i minori, nel quadro del Digital Services Act (DSA) e dell’AI Act.
La proposta, votata a inizio maggio, nasce dall’allarme per la crescita di abusi online, incluse immagini e video non consensuali che colpiscono un adolescente su sei nell’UE.

Obiettivo politico dichiarato è rendere effettiva la responsabilità delle grandi piattaforme digitali con sanzioni dissuasive, definizioni giuridiche armonizzate e un’app europea di segnalazione, per arginare contenuti d’odio, deepfake e materiali di abuso sessuale su minori.

In sintesi:

  • Il Parlamento UE chiede sanzioni più dure per piattaforme che non contrastano il cyberbullismo.
  • Si propone di riconoscere il cyberbullismo come reato transfrontaliero con definizione UE armonizzata.
  • Invocata un’app europea per segnalare abusi online e rafforzare la protezione dei minori.
  • Richiesti divieti per app di nudificazione e pieno rispetto di DSA e AI Act.

Come l’UE vuole rafforzare la lotta al cyberbullismo

Nel comunicato ufficiale, il Parlamento europeo definisce il cyberbullismo una minaccia strutturale al benessere digitale di minori e giovani, con conseguenze psicologiche durature.
A metà febbraio, la Commissione europea ha già presentato un piano d’azione che include lo sviluppo di un’app dedicata alle segnalazioni di abusi online, pensata per semplificare la denuncia da parte di vittime, famiglie e scuole.

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I deputati chiedono ora sanzioni più efficaci e dissuasive, giudicando inadeguate le misure finora previste. Sollecitano una definizione armonizzata di cyberbullismo a livello UE e il suo riconoscimento come reato transfrontaliero; in alternativa, propongono l’estensione della categoria dei reati d’odio europei per coprire i casi più gravi.

Particolare enfasi viene posta sulla responsabilità delle piattaforme online, accusate di favorire, tramite algoritmi di raccomandazione, la circolazione di contenuti d’odio contro minori, donne e comunità LGBTIQ+. Il Parlamento denuncia l’assenza di un quadro giuridico completo per individuare e segnalare i materiali di abuso sessuale su minori (CSAM) e chiede meccanismi volontari di segnalazione obbligatori per le piattaforme.

I deputati reclamano inoltre un’applicazione rigorosa dell’articolo 28 del DSA sulla protezione dei minori, sollecitando la chiusura rapida dei procedimenti in corso e respingendo qualunque tentativo di riaprire il testo legislativo.

AI, deepfake e app di nudificazione: le nuove frontiere del rischio

La risoluzione dedica un passaggio specifico all’impatto dell’intelligenza artificiale sugli abusi online. I deputati segnalano l’uso crescente di deepfake e contenuti intimi non consensuali generati tramite AI, che amplificano la portata del cyberbullismo e rendono più difficile la tutela delle vittime.

Il Parlamento invita i fornitori di servizi digitali a rispettare con rigore gli obblighi di etichettatura previsti dall’AI Act, così da rendere identificabili i contenuti manipolati. Viene ribadita anche la necessità di vietare le app di nudificazione, già nel mirino delle istituzioni europee a fine marzo, considerate strumenti ad alto rischio per la creazione e diffusione di falsi contenuti sessuali.

La combinazione tra DSA, AI Act e nuove iniziative sulla protezione dei minori delinea un quadro normativo in evoluzione, destinato a incidere direttamente sul modello di business e sui sistemi di raccomandazione delle principali piattaforme social attive nel mercato europeo.

FAQ

Cosa prevede la risoluzione UE appena approvata sul cyberbullismo?

La risoluzione chiede definizioni armonizzate, sanzioni più severe per le piattaforme, rafforzamento del DSA e un’app europea per segnalare rapidamente casi di cyberbullismo.

Il cyberbullismo diventa subito un reato europeo specifico?

Attualmente no. La risoluzione invita la Commissione a proporre il riconoscimento del cyberbullismo come reato transfrontaliero o come forma aggravata di reato d’odio.

Come cambierà la responsabilità delle piattaforme online?

È previsto un rafforzamento degli obblighi DSA, con maggiore responsabilità per algoritmi di raccomandazione e possibili sanzioni più alte in caso di inadempienza.

Qual è il legame tra AI Act, deepfake e cyberbullismo?

L’AI Act impone etichette per contenuti generati o manipolati. Questo aiuta a individuare deepfake e materiali abusivi usati per campagne di cyberbullismo.

Da quali fonti è stata derivata questa notizia sul Parlamento europeo?

La notizia deriva da una elaborazione congiunta di informazioni tratte da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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