Parlamento europeo verso il bazooka commerciale, ipotesi mossa straordinaria contro le nuove minacce USA

Indice dei Contenuti:
Trade “bazooka”, here we go. European Parliament could request activation against US threats.
Bruxelles alza il livello dello scontro
Mentre a Davos l’ex presidente americano Donald Trump attacca frontalmente l’Unione europea, a Strasburgo il Parlamento europeo passa al contrattacco sul fronte commerciale. I coordinatori della commissione per il commercio internazionale, l’INTA, hanno formalizzato la sospensione dei lavori di attuazione dell’intesa UE–USA sui dazi firmata la scorsa estate in Scozia. La decisione, annunciata dal presidente della commissione, il socialista tedesco Bernd Lange, è la risposta immediata alle nuove minacce tariffarie provenienti da Washington. Trump viene accusato di usare i dazi come “strumento di coercizione” contro il mercato unico europeo, in un contesto già segnato da tensioni sul digitale, l’acciaio e l’industria verde.
Lange ha spiegato che lo strumento giuridico creato dall’UE per contrastare le pressioni economiche esterne trova qui uno dei suoi casi da manuale. La sospensione dell’accordo non chiude la porta al dialogo, ma toglie dal tavolo uno dei principali incentivi offerti a Washington. Restano infatti congelate le agevolazioni tariffarie concordate in estate, mentre cresce la pressione sulle cancellerie nazionali in vista del vertice straordinario dei leader europei.
Come funziona l’arma anti-coercizione
La prossima mossa potrebbe essere la richiesta formale di attivare lo strumento anti-coercizione, la cosiddetta “bazooka” commerciale di Bruxelles. Secondo Lange, l’INTA potrebbe votare già il 26 gennaio l’avvio della procedura d’indagine, primo passo di un percorso che assegna alla Commissione europea quattro mesi per valutare la natura e la portata delle minacce americane. In questa fase sono previsti consultazioni politiche, raccolta di prove e tentativi di mediazione con gli Stati Uniti, al fine di evitare un’escalation incontrollata.
Se la Commissione concluderà che le mosse di Trump configurano una vera coercizione economica, potrà proporre al Consiglio UE contromisure mirate, da approvare a maggioranza qualificata degli Stati membri. Le opzioni includono dazi aggiuntivi, restrizioni su beni e servizi, limiti agli investimenti, tagli all’accesso delle imprese statunitensi agli appalti pubblici europei e misure su diritti di proprietà intellettuale. È una cassetta degli attrezzi pensata per colpire in modo rapido e proporzionato, preservando al contempo il margine per un accordo negoziato.
Diversi approcci tra i gruppi politici
All’interno del Parlamento non manca il dibattito sul tempismo della risposta. Accanto alla linea dura di Bernd Lange, che spinge anche per sbloccare rapidamente il pacchetto da 92 miliardi di euro di dazi aggiuntivi contro prodotti americani già definito a luglio, si evidenzia l’impostazione più prudente di una parte del PPE. Il coordinatore popolare in INTA, lo svedese Jörgen Warborn, invita infatti a sfruttare la “finestra diplomatica” aperta dalla contemporanea presenza a Davos di Trump e di vari leader europei.
Warborn non esclude in alcun modo il ricorso allo strumento anti-coercizione, ma sostiene che un segnale politico di fermezza possa essere combinato con un’intensa azione di dialogo multilaterale. Il rischio percepito da diversi governi è che una spirale di ritorsioni tariffarie penalizzi le filiere europee più esposte al mercato statunitense, dall’auto all’agroalimentare. Per questo molte capitali spingono perché la “bazooka” resti ben visibile sul tavolo, ma venga usata solo dopo aver esaurito le strade diplomatiche.
FAQ
D: Che cosa ha deciso il Parlamento europeo sul dossier commerciale con gli USA?
R: Ha sospeso i lavori di attuazione dell’accordo sui dazi UE–USA e valuta l’attivazione dello strumento anti-coercizione.
D: Chi guida l’iniziativa per usare la “bazooka” commerciale dell’UE?
R: Il presidente della commissione INTA, il socialista tedesco Bernd Lange, favorevole all’apertura formale dell’indagine.
D: In cosa consiste lo strumento anti-coercizione dell’Unione europea?
R: È un meccanismo che permette di reagire a pressioni economiche esterne con dazi, restrizioni commerciali e limiti agli appalti.
D: Quanto tempo ha la Commissione europea per completare l’indagine sulle minacce USA?
R: Dispone di quattro mesi per valutare i fatti, consultare gli Stati membri e proporre eventuali ritorsioni.
D: Chi approva le contromisure contro gli Stati Uniti?
R: Le misure proposte dalla Commissione devono essere adottate dal Consiglio UE con maggioranza qualificata.
D: Quali settori americani potrebbero essere colpiti dalle ritorsioni UE?
R: Oltre ai dazi aggiuntivi su beni industriali e agricoli, potrebbero essere limitati servizi, investimenti e accesso agli appalti pubblici europei.
D: Qual è la posizione del Partito Popolare Europeo sulla risposta a Trump?
R: Il PPE, tramite Jörgen Warborn, è più cauto e spinge per tentare prima una soluzione negoziata pur senza escludere lo strumento anti-coercizione.
D: Qual è la fonte giornalistica originale cui si ispira questo resoconto?
R: Le informazioni derivano da un articolo di corrispondenza da Strasburgo, tradotto in inglese dal servizio di traduzione di Withub.




