Panetta: Valutare i Mercati, la Sfida delle Variabili Politiche Influenza Decisioni Economiche Cruciali

Indice dei Contenuti:
Panetta: ‘Sui mercati valutare è difficile, variabili politiche’
Economia globale tra politica e mercati
Per il governatore di Banca d’Italia Fabio Panetta, leggere i mercati oggi significa confrontarsi con variabili sempre più condizionate da scelte politiche. Investimenti, commercio internazionale e tassi di interesse non dipendono più soltanto da fondamentali economici, ma da decisioni di governi e alleanze mutevoli.
Il baricentro della crescita mondiale si è spostato di migliaia di chilometri verso est, dal tradizionale asse New York–Londra all’area del Pacifico. La forza di Stati Uniti e Cina – sottolinea – è oggi soprattutto tecnologica, non militare. Questo cambiamento rende più fragile ogni previsione macroeconomica e complica la definizione di strategie di lungo periodo per imprese e istituzioni finanziarie.
Sul fronte congiunturale, la crescita globale si è rivelata più robusta delle attese. L’economia americana, che un anno fa era data intorno all’1,5%, dovrebbe chiudere tra il 2,2% e il 2,5%, segnalando una resilienza che ha contribuito a evitare scenari recessivi diffusi. I dazi hanno riallocato flussi commerciali più che ridurli, con le esportazioni cinesi dirottate verso altri paesi asiatici che fungono da piattaforme intermedie verso gli USA.
Rivoluzione tecnologica e sfida per l’Europa
La nuova ondata tecnologica si sviluppa in un contesto non cooperativo, a differenza delle precedenti fasi di innovazione internazionale. Secondo Panetta, gli investimenti sono enormi – in Cina valgono centinaia di miliardi – creando divari difficili da colmare, ma non necessariamente da eguagliare: per l’Europa conta soprattutto la capacità di adozione rapida delle tecnologie esistenti.
Per l’Italia la leva decisiva è la conoscenza, una risorsa che non si estrae dal sottosuolo ma si costruisce investendo sui giovani. Il governatore ricorda come il Vecchio Continente non abbia inventato Internet, ma abbia tratto forti guadagni di produttività dall’adozione delle reti digitali. Oggi la priorità è mettere le Pmi in condizione di cavalcare l’innovazione, trasformandola in competitività e valore aggiunto sull’intera filiera produttiva.
In questo scenario, le banche europee sono più solide e redditizie rispetto al passato, ma restano penalizzate dalla lentezza dell’integrazione. L’assenza di una vera Capital Markets Union e di una compiuta Banking Union lascia l’Unione in posizione difensiva di fronte alle tensioni globali. Anche sul fronte regolamentare cresce il consenso verso una semplificazione delle norme, per ridurre oneri ridondanti che non migliorano la stabilità ma frenano l’operatività degli intermediari.
Geopolitica, risorse e trasformazione bancaria
L’intreccio tra economia e geopolitica ridisegna le priorità strategiche mondiali. Panetta richiama l’attenzione sulle tensioni per il controllo di territori ricchi di materie prime e, in prospettiva, di risorse idriche. L’acqua si avvia a diventare un asset critico quanto l’energia elettrica, soprattutto per il funzionamento dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture tecnologiche. Il controllo dei territori assume quindi una valenza insieme energetica, digitale e logistica.
Nel nuovo ecosistema, tutte le principali variabili finanziarie assumono un carattere strategico e le decisioni di allocazione del capitale devono incorporare scenari politici in rapida evoluzione. Questo vale in particolare per i flussi di investimento di lungo periodo, che devono valutare rischi normativi, sanzioni, riallocazioni della produzione e nuovi corridoi commerciali.
Per le banche, il cuore della competizione si gioca sui sistemi di pagamento e sulla finanza digitale, divenuti frontiere ad alta intensità tecnologica e regolamentare. Le infrastrutture di pagamento sono una leva chiave per presidiare la relazione con imprese e famiglie, mentre l’innovazione fintech si muove ormai in parallelo alle dinamiche politiche globali, amplificando i vantaggi competitivi di chi sa integrare tecnologia, compliance e visione strategica di medio termine.
FAQ
D: Perché oggi è più difficile valutare i mercati?
R: Perché variabili politiche e geopolitiche incidono quanto, e talvolta più, dei fondamentali economici tradizionali.
D: Che cosa significa lo spostamento del baricentro economico verso est?
R: Indica il crescente peso dell’area del Pacifico e di paesi come Cina e altre economie asiatiche nella crescita globale e nei flussi commerciali.
D: In che modo i dazi hanno influenzato il commercio?
R: Non hanno fatto crollare gli scambi, ma ne hanno modificato le rotte, con una riallocazione delle esportazioni, soprattutto cinesi, tramite altri paesi asiatici.
D: Qual è il ruolo della tecnologia nella competizione tra USA e Cina?
R: La loro forza è sempre meno militare e sempre più fondata su capacità di innovazione, piattaforme digitali e controllo delle filiere tecnologiche critiche.
D: Che cosa propone Panetta per l’Italia?
R: Un grande investimento in conoscenza e capitale umano, in particolare sui giovani e sulle competenze necessarie a diffondere l’innovazione nelle Pmi.
D: Perché l’Europa è considerata ancora debole?
R: Per l’assenza di una piena integrazione finanziaria e politica, con ritardi su Capital Markets Union e Banking Union che limitano la risposta alle crisi esterne.
D: Quali risorse rischiano di generare le tensioni future?
R: Oltre alle materie prime tradizionali, l’acqua è destinata a diventare un fattore di conflitto e di potere economico sempre più rilevante.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle dichiarazioni citate?
R: Le affermazioni di Fabio Panetta sono riportate in un lancio dell’agenzia di stampa ANSA, che detiene i diritti di riproduzione.




