Panahi scuote gli Efa e Sentimental Value trionfa: perché il cinema di Trier conquista tutti

Indice dei Contenuti:
Appello di Panahi e clima politico agli Efa
Jafar Panahi apre a sorpresa la 38ª edizione degli European Film Awards al Futurium di Berlino con un monologo che scuote la platea. Denuncia il massacro in Iran con “almeno 12mila morti in 48 ore”, chiede al mondo di non distogliere lo sguardo e avverte: la violenza normalizzata prospera nel silenzio. Se la verità viene soffocata in un luogo, altrove si restringe il respiro della libertà, e nessuno resta al sicuro.
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La sua presa di posizione imprime un taglio dichiaratamente politico alla cerimonia, trasformando l’apertura degli EFA in un atto civile oltre che culturale. Il cineasta di “Un Semplice Incidente” lega cinema e responsabilità pubblica, riportando l’attenzione sul rapporto tra repressione e indifferenza internazionale. Il suo intervento, accolto con commozione, orienta il tono dell’intera serata.
Nel solco di questo clima, la celebrazione del cinema europeo si intreccia con temi di libertà d’espressione e diritti umani. L’urgenza etica evocata da Panahi risuona nella sala e fa da cornice alle premiazioni, sottolineando come cultura e politica restino inseparabili quando la realtà impone testimonianza e memoria.
FAQ
- Qual è stato il messaggio centrale di Jafar Panahi? Un appello contro la violenza del regime iraniano e contro l’indifferenza globale.
- Perché l’intervento ha segnato la serata? Ha definito un tono politico e civile sin dall’apertura degli EFA.
- Dove si è svolta la cerimonia? Al Futurium di Berlino.
- Quale legame ha sottolineato Panahi? L’interdipendenza tra verità, libertà e sicurezza globale.
- Qual è l’opera citata di Panahi? “Un Semplice Incidente”.
- Come è stata accolta la sua dichiarazione? Con forte commozione e attenzione da parte della platea.
- Qual è la fonte giornalistica di riferimento? Informazioni ispirate al servizio di ANSA.
Trionfo europeo di Sentimental value di Joachim Trier
Sentimental Value di Joachim Trier domina la 38ª edizione degli European Film Awards con sei riconoscimenti: miglior film, regia, sceneggiatura (con Eskil Vogt), migliori interpreti a Stellan Skarsgård e Renate Reinsve, oltre alla colonna sonora. L’opera, già Grand Prix a Cannes, impone il suo sguardo su una famiglia lacerata e creativa di chiara matrice bergmaniana.
Skarsgård incarna un regista alla soglia dell’ultimo film, mentre Reinsve è la figlia prediletta scelta come protagonista, in un gioco di riflessi tra vita e set che attraversa tutto il racconto. La forza del film risiede nell’equilibrio fra intimità emotiva, scrittura rigorosa e interpretazioni di precisione.
Ritirando i premi, Trier ricorda le radici di un clima di paura: “Siamo ai confini dell’Europa, mio nonno fu imprigionato; vicino alla Russia la paura era concreta”. Un’affermazione che connette il successo artistico a un contesto storico e geopolitico ancora vivo, richiamando le fragilità del continente.
FAQ
- Quanti premi ha vinto Sentimental Value? Sei riconoscimenti, inclusi film, regia e sceneggiatura.
- Chi ha firmato la sceneggiatura? Joachim Trier ed Eskil Vogt.
- Quali attori sono stati premiati? Stellan Skarsgård e Renate Reinsve.
- Qual è il nucleo tematico del film? Dinamiche familiari complesse con impronta bergmaniana.
- Che riferimento ha fatto Trier nel discorso? Ha evocato paura e memoria storica ai confini con la Russia.
- Quale altro riconoscimento ha il film? Grand Prix a Cannes.
- Qual è la fonte giornalistica di riferimento? Dati ispirati al servizio di ANSA.
Riconoscimenti italiani e momenti salienti della serata
L’Italia torna a casa con l’European Young Audience Award grazie a “La vita da grandi” di Greta Scarano, esordio alla regia che racconta con delicatezza l’autismo. L’attrice-regista definisce il premio “un segnale che arriva dal futuro”, legandolo alla speranza in tempi segnati dai conflitti, con un riferimento esplicito a Gaza.
Riconoscimento alla carriera per Alice Rohrwacher, che ironizza sulla giovane età, auspicando nuovi film e un percorso ancora lungo. A sorpresa trionfa il documentario italo-sloveno “Fiume o morte!” di Igor Bezinović, cronaca dell’occupazione attraverso le voci di oggi, con un appello contro la militarizzazione in Germania.
Óliver Laxe con “Sirat” monopolizza i premi tecnici: scenografia, montaggio, suono e casting, confermando una forte impronta visiva tra mistica, tragedia e musica rave. Standing ovation per l’87enne Liv Ullmann, premiata alla carriera, che richiama il caso del Nobel per la Pace dopo la donazione del riconoscimento da parte di María Corina Machado a Donald Trump, sottolineando le norme norvegesi contro l’uso improprio del premio.
FAQ
- Quale premio ha vinto l’Italia? L’European Young Audience Award con “La vita da grandi”.
- Chi ha ritirato il riconoscimento? Greta Scarano, al debutto come regista.
- Quali italiani erano candidati nelle categorie principali? Toni Servillo, Valeria Bruni Tedeschi e Paolo Sorrentino.
- Chi ha ricevuto il premio alla carriera? Alice Rohrwacher e Liv Ullmann.
- Qual è stata la sorpresa tra i documentari? “Fiume o morte!” di Igor Bezinović.
- Quali premi tecnici ha ottenuto “Sirat”? Scenografia, montaggio, suono e casting.
- Qual è la fonte giornalistica di riferimento? Contenuti ispirati al servizio di ANSA.




