Padre di Manfredi Marcucci rompe il silenzio su Crans Montana, accusa la Svizzera e scuote la politica italiana

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Il padre di Manfredi Marcucci, ferito a Crans-Montana: “Frustrati dalla Svizzera, bene il governo”
La scarcerazione che fa discutere
La scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, dopo il rogo di Capodanno, ha lasciato sgomente le famiglie di vittime e feriti. L’uomo è tornato in libertà grazie al pagamento di una cauzione di 200mila franchi, decisione che i parenti giudicano un segnale debole e poco rispettoso della gravità della tragedia.
Il padre di Manfredi Marcucci, ricoverato al Niguarda di Milano, parla di “frustrazione” per una scelta in parte attesa, ma che ferisce nel momento in cui diventa realtà. Alla percezione di apertura istituzionale, con il presidente della Confederazione che incontra i familiari, si contrappone la sensazione che manchi una reale volontà di riscatto da parte delle autorità svizzere.
L’uscita di Moretti dal carcere viene letta come un messaggio ambiguo: da un lato cordoglio e ascolto, dall’altro la percezione che chi ha responsabilità possa sottrarsi rapidamente a conseguenze concrete, con un danno emotivo profondo per chi ha perso un figlio o ha un congiunto in ospedale.
Accuse alle autorità elvetiche
Secondo Umberto Marcucci, la gestione del caso da parte delle istituzioni di Crans-Montana e della Confederazione dà l’idea di voler “nascondere la polvere sotto il tappeto”. Chiede che si faccia piena chiarezza “a tutti i livelli”, indagando non solo sul ruolo del proprietario del locale ma anche sulle eventuali responsabilità dei funzionari comunali nella catena dei controlli e delle autorizzazioni.
Particolarmente contestata è l’entità della cauzione fissata per Moretti, ritenuta sproporzionata rispetto alla gravità del rogo. Per i familiari, un importo così accessibile non trasmette alcun segnale di reale deterrenza e consente, di fatto, una rapida uscita di scena giudiziaria almeno sul piano detentivo.
La vicenda non colpisce solo i cittadini italiani: molte famiglie svizzere, osserva Marcucci, si sentono tradite dalle proprie stesse autorità. Il nodo, per loro, non è solo giudiziario, ma anche morale e politico: dalla Svizzera si aspettavano un atto esemplare, non una decisione che appare difensiva e minimalista.
Il ruolo dell’Italia e la richiesta di verità
Nelle parole di Marcucci emerge apprezzamento per il “forte intervento” del governo italiano, giudicato un segnale importante di vicinanza e tutela dei propri cittadini coinvolti nella tragedia di Crans-Montana. Pur riconoscendo che la scarcerazione di Moretti è ormai un fatto compiuto, le famiglie sperano che la pressione diplomatica contribuisca almeno ad alzare il livello di trasparenza e rigore nelle indagini.
Dietro il sostegno politico di Roma c’è anche la volontà di evitare che il caso si chiuda rapidamente con poche responsabilità accertate e una memoria pubblica affievolita. L’obiettivo, per i parenti, è ottenere non solo giustizia penale, ma anche una chiara assunzione di colpa da parte di tutti i soggetti che avrebbero dovuto prevenire quella notte di fuoco.
Marcucci insiste sul fatto che “non si torna indietro”: le vite spezzate, come quella di Riccardo Minghetti, e i traumi dei feriti rimarranno. Ciò che può ancora cambiare è il modo in cui le istituzioni, svizzere e italiane, decideranno di affrontare responsabilità, risarcimenti e riforme sulla sicurezza.
FAQ
D: Chi è Jacques Moretti?
R: È il proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, coinvolto nel rogo di Capodanno.
D: Perché la sua scarcerazione è contestata?
R: Perché è stato liberato dietro cauzione, ritenuta troppo bassa rispetto alla gravità dei fatti.
D: Chi è Manfredi Marcucci?
R: È uno dei feriti nell’incendio, attualmente ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano.
D: Cosa lamenta il padre di Manfredi?
R: Esprime frustrazione per le decisioni delle autorità svizzere e chiede maggiore chiarezza sulle responsabilità.
D: Qual è la posizione delle famiglie svizzere coinvolte?
R: Molte condividono il senso di tradimento e ritengono insufficiente la risposta delle istituzioni del loro Paese.
D: Come si è mosso il governo italiano?
R: Ha assunto una posizione molto netta, sostenendo le richieste di verità e giustizia dei familiari delle vittime.
D: Che ruolo hanno le autorità comunali di Crans-Montana?
R: I familiari chiedono di verificare eventuali responsabilità nei controlli e nelle autorizzazioni del locale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale?
R: Le dichiarazioni di Umberto Marcucci e i dettagli sul caso sono stati riportati dall’agenzia ANSA.




