Oppido accusato di diffamazione dalla famiglia Caliendo dopo le rivelazioni sul caso Cuore bruciato in Tv
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Cuore bruciato, scontro frontale tra famiglia Caliendo e chirurgo Oppido
Il caso del bambino con “cuore bruciato”, Domenico Caliendo, esplode in un nuovo capitolo di conflitto tra la famiglia e il cardiochirurgo Guido Oppido, che lo ha operato al Monaldi di Napoli.
Durante la trasmissione Mi manda Raitre, Oppido ha sostenuto di aver “detto tutto fin dall’inizio” ai genitori sul quadro clinico.
Una versione respinta con forza dai familiari, che si dichiarano mai informati tempestivamente e annunciano, tramite il loro legale, una querela per le affermazioni del medico.
L’episodio si inserisce nell’inchiesta penale già aperta dalla Procura di Napoli sul trapianto eseguito con un cuore danneggiato dal freddo, prelevato a Bolzano.
Al centro, non solo la comunicazione con i genitori, ma anche presunte omissioni di formazione sull’uso dei contenitori isotermici Paragonix e l’ipotesi di errori nella gestione del prelievo e del trasporto dell’organo.
In sintesi:
- Il chirurgo Guido Oppido sostiene di aver informato subito la famiglia di Domenico Caliendo.
- I familiari contestano e annunciano querela tramite il loro legale per le sue dichiarazioni pubbliche.
- Patrizia Mercolino riferisce di aver saputo solo che “il cuore non era ripartito”.
- L’Azienda Ospedaliera dei Colli denuncia criticità su formazione e uso dei dispositivi Paragonix.
Le accuse incrociate su informazione, cartelle cliniche e dinamica del trapianto
Dopo le parole di Guido Oppido in tv, il legale della famiglia Caliendo ha annunciato una querela, contestando la ricostruzione del cardiochirurgo.
Secondo l’avvocato, Oppido sarebbe “libero di diffamare” perfusionista e anestesista parlando di dati alterati nelle cartelle anestesiologica e della circolazione extracorporea, ma non potrà, ha precisato, coinvolgere la propria assistita Patrizia Mercolino.
L’avvocato respinge infatti con forza l’idea che Mercolino abbia “reso false dichiarazioni ai magistrati” sostenendo che la famiglia fosse stata realmente informata su tutto.
La stessa Patrizia Mercolino racconta che, dopo l’intervento del 23 dicembre, solo la dottoressa Gabriella Farina le avrebbe comunicato che *“il cuore non era ripartito”*, senza spiegarne le cause.
Il resto, riferisce, la famiglia lo avrebbe appreso dai media circa un mese e mezzo dopo.
Parallelamente, la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, ha spiegato a Mi manda Raitre di aver presentato a inizio febbraio una denuncia alla Procura di Napoli.
La denuncia riguarda la mancata formazione dell’equipe di cardiologia pediatrica sull’uso dei contenitori isotermici Paragonix, in uso da almeno tre anni per i trapianti di cuore negli adulti ma, secondo quanto emerge, di fatto non utilizzati e non conosciuti dal personale pediatrico.
Come ricostruito dal Corriere della Sera, il team di cardiochirurghi pediatrici guidato da Oppido non avrebbe risposto alle mail di convocazione per i corsi.
L’equipe partita per Bolzano a prelevare il cuore avrebbe utilizzato un box-frigo tradizionale, privo di termostato, riempito con ghiaccio secco di anidride carbonica.
Tale modalità di conservazione avrebbe causato lesioni da freddo all’organo destinato a Domenico Caliendo, dando origine al drammatico caso del “cuore bruciato” oggi al centro dell’indagine e delle contrapposte versioni.
Le possibili ricadute su protocolli clinici e responsabilità future
Il confronto tra la versione di Guido Oppido, le dichiarazioni di Patrizia Mercolino e l’iniziativa di Anna Iervolino rischia di ridefinire responsabilità individuali e organizzative.
Oltre al profilo penale, il caso potrebbe accelerare una revisione nazionale dei protocolli sui trapianti pediatrici, dall’addestramento sulle tecnologie di trasporto come Paragonix alla tracciabilità delle comunicazioni cliniche con le famiglie.
In prospettiva, l’inchiesta della Procura di Napoli e le azioni legali annunciate dalla famiglia Caliendo potrebbero portare a linee guida più stringenti su conservazione degli organi, formazione obbligatoria e documentazione, con impatti diretti su tutti i centri di cardiochirurgia pediatrica italiani.
FAQ
Chi è il cardiochirurgo coinvolto nel caso del cuore bruciato?
Si tratta del cardiochirurgo pediatrico Guido Oppido, in servizio all’Ospedale Monaldi di Napoli, responsabile dell’intervento su Domenico Caliendo.
Cosa contesta la famiglia di Domenico Caliendo a Guido Oppido?
La famiglia sostiene di non essere stata informata tempestivamente sul reale quadro clinico e ha annunciato querela contro Guido Oppido per le sue recenti dichiarazioni.
Qual è il ruolo di Anna Iervolino nell’inchiesta sul cuore bruciato?
Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, ha presentato denuncia in Procura sulle criticità di formazione e procedure.
Perché sono importanti i contenitori isotermici Paragonix nel caso?
I dispositivi Paragonix consentono controllo termico dell’organo. La mancata formazione avrebbe portato all’uso di un box tradizionale, con danni da freddo al cuore.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
È stata elaborata congiuntamente dalle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

