OpenAI lancia auricolari innovativi: tecnologia all’avanguardia per esperienze sonore senza precedenti

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Ecco primo gadget firmato OpenAI: un paio di auricolari
Auricolari AI senza cloud
Il primo dispositivo hardware di OpenAI arriverà nella seconda metà del 2026 e punterà tutto su un paio di auricolari avanzati, progettati per dialogare in modo naturale con ChatGPT direttamente dall’orecchio. L’elemento chiave sarà la capacità di eseguire compiti di intelligenza artificiale complessi in locale, senza appoggio costante al cloud, grazie a un chip dedicato di nuova generazione.
Secondo le indiscrezioni, il system-on-chip utilizzerà un processo produttivo a 2 nanometri, soluzione che promette potenza di calcolo elevata e consumi contenuti, rendendo possibile l’elaborazione linguistica e multimodale in tempo reale. In pratica, le cuffiette funzioneranno come un assistente personale sempre attivo, in grado di comprendere contesto, comandi vocali e routine quotidiane.
L’obiettivo strategico per il colosso statunitense è entrare nel segmento dei dispositivi “AI-first”, agganciando l’utente per molte ore al giorno e riducendo la dipendenza dallo smartphone tradizionale. Il progetto, noto internamente con il nome in codice Sweet Pea, è già considerato in fase avanzata di pre-produzione su larga scala.
Jony Ive e la fabbrica dei 50 milioni
Lo sviluppo del gadget è affidato alla startup Io, guidata dall’ex capo design di Apple Jony Ive, oggi uno dei nomi più influenti nel product design hi-tech. L’impostazione punta a un’estetica minimale, ma fortemente riconoscibile, che si discosti dalle solite true wireless presenti sul mercato, privilegiando compattezza e ergonomia quotidiana.
Fonti della filiera asiatica indicano che la produzione potrebbe essere assegnata a Luxshare in Cina oppure a Foxconn a Taiwan, due giganti già rodati nella costruzione di elettronica di consumo ad altissimo volume. Le stime interne parlano di 40-50 milioni di unità nel solo primo anno, numeri da big tech maturo più che da esperimento di nicchia.
La scelta degli auricolari, e non di un gadget “a clip” sul modello di Rabbit R1 o Humane Pin AI, riflette anche il flop commerciale di questi dispositivi. Il formato in-ear, invece, è già accettato dal pubblico e offre un canale privilegiato per notifiche, comandi vocali e interazioni prolungate con l’assistente AI.
Davos, strategia e scenari di mercato
L’esistenza del progetto è stata di fatto confermata da Chris Lehane, Chief Global Affairs Officer di OpenAI, nel corso di un panel ospitato da Axios al World Economic Forum di Davos. Il dirigente ha anticipato che il debutto commerciale dell’hardware è previsto nella seconda metà dell’anno, senza però fornire dettagli su prezzo o mercati di lancio prioritari.
L’orizzonte è chiaro: spostare l’intelligenza artificiale a bordo dispositivo, limitando latenza, costi infrastrutturali e problemi di privacy collegati all’invio continuo di dati ai server. Gli auricolari potranno così diventare un hub personale per riassunti, traduzioni, reminder, gestione della produttività e assistenza in mobilità, anche offline o con connettività instabile.
Resta da capire come si posizionerà il prezzo rispetto a concorrenti premium come Apple AirPods Pro o Samsung Galaxy Buds, e se sarà previsto un modello in abbonamento legato alle funzioni avanzate di ChatGPT. La combinazione di hardware proprietario e servizi AI potrebbe ridefinire l’ecosistema degli assistenti vocali.
FAQ
D: Quando usciranno gli auricolari di OpenAI?
R: Il lancio è atteso nella seconda metà del 2026, salvo slittamenti legati alla produzione su larga scala.
D: Come si chiamerà il prodotto?
R: Al momento è noto solo il nome in codice interno Sweet Pea, il marchio commerciale definitivo non è stato ancora reso pubblico.
D: Servirà una connessione internet continua?
R: No, il dispositivo sarà progettato per gestire molte funzioni AI direttamente a bordo, riducendo la dipendenza dal cloud.
D: Chi cura il design degli auricolari?
R: Il progetto è seguito dalla startup Io, guidata dall’ex designer di Apple Jony Ive, con un’impostazione minimalista e distintiva.
D: Chi produrrà fisicamente gli auricolari?
R: Secondo le fonti asiatiche, la manifattura potrebbe essere affidata a Luxshare in Cina o a Foxconn a Taiwan.
D: Che tipo di chip utilizzeranno?
R: È previsto un chip ad alte prestazioni realizzato con processo a 2 nanometri, pensato per l’elaborazione AI in locale.
D: Perché OpenAI ha scelto gli auricolari e non un altro gadget?
R: Il formato è già familiare al pubblico, facilita l’uso prolungato dell’assistente vocale e riduce i rischi visti con dispositivi sperimentali come Rabbit R1 o Humane Pin AI.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata?
R: Le dichiarazioni sul lancio sono state rese da Chris Lehane durante un panel organizzato da Axios al World Economic Forum di Davos, riprese da testate internazionali specializzate in tecnologia.




