Oliver Stone prefigurava il peso strategico dell’Iran nello scacchiere globale
Indice dei Contenuti:
Il monito di Oliver Stone su Iran, Eurasia e potere globale
Chi: il vicepresidente USA Dick Cheney, interpretato da Richard Dreyfuss, nel film “W.” di Oliver Stone.
Che cosa: una visione strategica sul controllo di Iran ed Eurasia come chiave del potere mondiale.
Dove: nella war room della Casa Bianca ricostruita nel film, con George W. Bush e il gabinetto di guerra.
Quando: il film esce nel 2008; Stone rilancia oggi la scena sui social, a fronte delle tensioni USA-Iran.
Perché: per mostrare le radici di lungo periodo del confronto geopolitico su petrolio, rotte energetiche e supremazia globale.
In sintesi:
- Oliver Stone rilancia una scena di “W.” che anticipa l’attuale confronto USA-Iran.
- Nel film, Dick Cheney lega il controllo dell’Iran al dominio dell’Eurasia.
- Energia, petrolio e stretto di Hormuz emergono come nodi centrali del potere globale.
- “W.” resta un film poco visto ma cruciale per capire vent’anni di geopolitica USA.
L’Iran come epicentro energetico e strategico secondo Cheney
Nella sequenza chiave di “W.”, il vicepresidente Cheney spiega a Bush e ai vertici di difesa e diplomazia che l’invasione dell’Iraq è solo il primo passo di una più ampia proiezione di forza in Eurasia. Elenca gas, petrolio, acqua: l’80% delle risorse mondiali concentrate in quell’area, con circa il 10% delle riserve petrolifere in Iraq.
Sottolinea il paradosso energetico americano: *“Siamo il 5% della popolazione del mondo ma consumiamo il 25% della sua energia”*. Con la prospettiva di riserve in calo entro 25 anni e domanda in crescita fino al 40%, Cheney indica Russia e Cina come futuri competitori, non partner.
Il nodo centrale è l’Iran, descritto come “giacimento madre” e cardine del traffico di idrocarburi attraverso lo stretto di Hormuz, da cui transita circa il 40% del petrolio mondiale. *“Se controlli l’Iran controlli l’Eurasia e controlli il mondo”*, afferma nel film, ribadendo che l’obiettivo non è “sganciarsi” ma restare, consolidando una presenza militare e politica di lungo periodo.
Perché la visione di Stone parla ancora all’attualità geopolitica
Rilanciando la scena su Facebook, Oliver Stone ricorda come “W.” avesse già individuato nel dossier USA-Iran uno snodo strutturale dell’ordine globale. Il regista, noto per film come “JFK” e “Nixon”, chiudeva così la sua trilogia presidenziale, legando la biografia di George W. Bush a una guerra “permanente” in Eurasia.
La difficoltà nel reperire finanziamenti a Hollywood, superata grazie a produttori europei, conferma quanto quella lettura risultasse scomoda per l’industria americana. Oggi, con nuove crisi nel Golfo Persico, competizione con Cina e Russia e instabilità da Libia a Siria, quella scena assume il valore di una lente interpretativa: non previsione esatta degli eventi, ma mappa realistica delle logiche energetiche e militari che continuano a condizionare scelte e conflitti nell’area più strategica del pianeta.
FAQ
Perché Oliver Stone ha rilanciato oggi la scena su Iran e Eurasia?
Lo ha fatto per sottolineare come le tensioni odierne USA-Iran derivino da strategie energetiche e militari concepite già all’inizio degli anni Duemila.
Quanto è storicamente accurata la rappresentazione di Dick Cheney in “W.”?
È dichiaratamente drammatizzata, ma si basa su documenti pubblici, memorie politiche e analisi di think tank che descrivono la visione strategica di Cheney.
Perché l’Iran è centrale nelle rotte energetiche globali?
L’Iran controlla sponde e accessi allo stretto di Hormuz, da cui transita una quota decisiva dell’export mondiale di petrolio.
Che ruolo hanno avuto Europa e produttori europei nel film “W.”?
Hanno avuto un ruolo decisivo finanziando il progetto quando molti studi statunitensi giudicavano il film politicamente troppo rischioso.
Quali sono le fonti principali utilizzate per questo articolo?
Questo articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

