Olimpiadi invernali Milano-Cortina, chi può portare medaglie all’Italia

Milano-Cortina 2026 e il peso delle aspettative azzurre
L’Italia si presenta a Milano-Cortina 2026 con una delegazione ampia e matura, distribuita tra discipline veloci, sport del ghiaccio e nuove specialità olimpiche. L’obiettivo è consolidare il ruolo del movimento invernale azzurro, sfruttando il fattore campo, la profondità dei gruppi Fisi e Federghiaccio e un mix di veterani e giovani già abituati ai podi di Coppa del Mondo.
Numeri, sedi e portabandiera di un’Olimpiade diffusa
I 196 atleti italiani, 109 della Fisi e 87 della Federghiaccio, saranno protagonisti di un evento “diffuso” tra Milano, Cortina, Livigno e Predazzo. La doppia cerimonia, i quattro portabandiera e la ripartizione delle gare tra montagne e metropoli disegnano un modello organizzativo incentrato su infrastrutture rinnovate, visibilità mediatica costante e forte coinvolgimento dei territori, chiave per l’eredità post-Giochi.
Per le istituzioni sportive e politiche italiane, Milano-Cortina rappresenta un banco di prova sulla capacità di gestire grandi eventi senza ritardi strutturali, mantenendo standard ambientali elevati e garantendo accessibilità a tifosi e addetti ai lavori.
Record di Lillehammer nel mirino e ruolo dei bookmaker
Il riferimento resta Lillehammer 1994 con 20 medaglie, 7 d’oro. Le analisi dei betting analyst di Sisal e altri operatori indicano come più probabile superare quota sette podi che restare sotto: l’Over 7,5 è quotato meno dell’Under, segnale di fiducia nel movimento azzurro.
L’Over 6,5 medaglie, proposto a quota nettamente favorita, suggerisce che il pareggio del bottino norvegese è considerato ampiamente alla portata. Più complessa l’ipotesi di salire oltre nove podi, dove l’Over 8,5 rimane meno probabile dell’Under. Nel medagliere complessivo, l’Italia è outsider alle spalle di Norvegia, Stati Uniti, Germania e Canada, ma con margine per un exploit se le stelle azzurre risponderanno alle attese.
Biathlon, fondo e short track: i motori del medagliere
Gli sport di resistenza e del ghiaccio corto possono determinare il bilancio azzurro. Il biathlon ad Anterselva, lo sci di fondo e lo short track offrono più opportunità di podio, tra gare individuali, sprint e staffette miste. Continuità di risultati, gestione mentale e precisione al tiro o nelle fasi di contatto saranno decisive per trasformare la competitività stagionale in medaglie olimpiche.
Biathlon italiano tra sogno d’oro e caso doping
Il biathlon azzurro si presenta con 17 podi e 7 vittorie in Coppa del Mondo, trainato da Tommaso Giacomel, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi. Giacomel è in corsa per la classifica generale, Wierer punta a chiudere la carriera con un acuto, Vittozzi arriva rinforzata dall’esperienza e da un recupero fisico graduale.
La staffetta mista, tornata al successo a fine gennaio, è il simbolo dell’ambizione alla prima medaglia d’oro olimpica. La vigilia è però segnata dalla positività al letrozolo di Rebecca Passler: la Fisi ha annunciato verifiche per tutelare atleta e immagine federale, elemento centrale nei parametri di integrità richiesti dalle direttive anti-doping internazionali.
Fondo, short track e curling tra certezze e incognite
Nel fondo il faro resta Federico Pellegrino, specialisti delle sprint e formato grandi eventi, chiamato a trasformare in podio la sua esperienza nelle prove a tecnica classica e skating. Nello short track, l’eredità di Arianna Fontana pesa: gestione della pressione, penalità e contatti saranno determinanti più della condizione pura.
Il curling italiano, campione olimpico a squadre, dovrà difendere un titolo storico in un contesto tecnico cresciuto globalmente. La lettura del ghiaccio, la precisione delle ultime stone e la chimica interna del team saranno fattori chiave per restare stabilmente in zona medaglia durante il round robin e nella fase a eliminazione diretta.
Sci alpino, snowboard e nuove discipline in quota
Le discipline veloci restano il cuore delle speranze italiane. Discesa, superG e gigante parallelo, affiancati da snowboard, ski cross e sci alpinismo al debutto olimpico, compongono un pacchetto di chance che spazia dai veterani consolidati ai giovani in ascesa. Il fattore neve di casa e la conoscenza dei tracciati potrebbero pesare quanto la forma fisica.
Sci alpino tra Goggia, Brignone, Franzoni e Paris
Sulla pista Olimpia delle Tofane di Cortina, Sofia Goggia è proposta favorita, con quota intorno a 2,35 su Planetwin365 e Goldbet. La familiarità con il tracciato, già teatro di più successi, ne fa il riferimento della discesa femminile, mentre Federica Brignone, nonostante gli acciacchi, resta nome da podio nelle discipline tecniche e veloci.
In campo maschile brillano Giovanni Franzoni e Dominik Paris, con quote a 9,00 e 11,00 sui principali bookmaker. Completano il nucleo veloce Mattia Casse, in cerca di continuità, e Florian Schieder, reduce da podi in Val Gardena. I rivali principali restano gli svizzeri Marco Odermatt e Franjo von Allmen, dominatori di Coppa.
Dream Team snowboard e debutto olimpico dello sci alpinismo
Nello snowboard parallelo il cosiddetto Dream Team guidato da Roland Fischnaller, con Aaron March, Maurizio Bormolini, Mirko Felicetti, Lucia Dal Masso ed Elisa Caffont, arriva da 29 podi stagionali. Nello snowboard cross spicca Michela Moioli, già campionessa olimpica, mentre il freestyle spera nel recupero di Flora Tabanelli.
Nello ski cross e freeski i riflettori sono su Jole Galli, Maria Gasslitter e sul campione del mondo Simone Deromedis. Lo sci alpinismo, new entry del programma, offre chance concrete nelle prove sprint e nella staffetta mista, dove il collettivo italiano è considerato tra i più completi del circuito internazionale.
FAQ
Quanti atleti italiani parteciperanno a Milano-Cortina 2026?
L’Italia schiererà 196 atleti complessivi, con 109 tesserati Fisi e 87 della Federghiaccio, distribuiti tra discipline della neve e del ghiaccio su più sedi olimpiche.
Quali sono le principali speranze di medaglia nello sci alpino?
Le maggiori aspettative sono su Sofia Goggia in discesa, Federica Brignone nelle gare tecniche e veloci, e sugli uomini Giovanni Franzoni, Dominik Paris, Mattia Casse e Florian Schieder nelle prove veloci.
Perché il biathlon è considerato strategico per l’Italia?
Il biathlon offre molte medaglie tra individuali e staffette. Con Tommaso Giacomel, Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi e la staffetta mista competitiva, l’Italia può puntare alla prima storica medaglia d’oro olimpica nella specialità.
Che ruolo avranno snowboard e sci alpinismo ai Giochi 2026?
Nello snowboard parallelo il team di Roland Fischnaller è tra i più vincenti al mondo, mentre lo snowboard cross conta su Michela Moioli. Lo sci alpinismo, al debutto olimpico, propone l’Italia tra le nazioni favorite in sprint e staffetta mista.
Cosa dicono i bookmaker sulle medaglie italiane?
Le quote degli analisti di Sisal, Snai e altri operatori indicano come probabile superare le sette medaglie complessive, con l’Over 6,5 e 7,5 più favorito degli Under, pur considerando difficile raggiungere in pieno il bottino record di Lillehammer 1994.
Qual è la fonte principale delle analisi sulle quote olimpiche?
Le proiezioni sulle medaglie italiane e sulle possibilità di successo dei singoli atleti derivano dai betting analyst di Sisal, Snai, Planetwin365, Goldbet e dalle elaborazioni riportate da Agipronews.




