Ocse lancia allarme sul debito globale, raggiunta nuova soglia record

Debito globale ai massimi storici nel 2025: rischi nascosti per mercati e governi
Nel 2025 il debito pubblico e privato mondiale ha raggiunto circa 109mila miliardi di dollari, contro i 100mila miliardi del 2024, secondo l’ultimo Global Debt Report dell’OCSE.
Nonostante tensioni geopolitiche, guerra dei dazi e tassi elevati, i mercati del debito restano sorprendentemente stabili, con volatilità moderata e ampia liquidità.
Ma, avverte Carmine Di Noia, director for financial and enterprise affairs dell’OCSE, questa apparente calma nasconde vulnerabilità strutturali che potrebbero emergere rapidamente se gli attuali macro-trend fiscali e di finanziamento non verranno corretti.
I rischi più immediati riguardano rifinanziamento, scadenze sempre più brevi e livelli di indebitamento sovrano record, soprattutto nelle economie avanzate, inclusa l’Italia.
In sintesi:
- Debito globale a 109mila miliardi di dollari nel 2025, in forte crescita rispetto al 2024.
- Mercati del debito stabili ma con rischi strutturali mascherati da liquidità abbondante.
- Governanti e imprese concentrano le emissioni su scadenze brevi, aumentando il rischio di rifinanziamento.
- Italia secondo debito OCSE dopo Giappone, ma con traiettoria di miglioramento post-pandemico.
Rifinanziamento, scadenze brevi e debito sovrano OCSE ai record
Con l’aumento dei costi di finanziamento, soprattutto sulle scadenze lunghe, governi e imprese hanno spostato le nuove emissioni verso durate più brevi.
Secondo Carmine Di Noia, ciò attenua nell’immediato l’impatto della maggiore spesa per interessi, ma espone Stati e aziende a un marcato rischio di rifinanziamento in un contesto di tassi incerti e domanda in calo strutturale.
Per i soli Paesi OCSE, il debito sovrano in circolazione ha toccato nel 2025 il record di circa 61mila miliardi di dollari, rispetto ai 55mila miliardi del 2024.
Il rapporto debito/PIL medio OCSE è stimato all’83% nel 2025, con previsione all’85% nel 2026: 39 punti percentuali in più rispetto al 2007, prima della crisi finanziaria globale.
Il fabbisogno di rifinanziamento sovrano OCSE ha raggiunto nel 2025 circa 13.500 miliardi di dollari, pari a quasi l’80% delle emissioni lorde, segnalando una crescente dipendenza dai mercati per sostituire debito esistente, più che per finanziare nuova spesa pubblica.
A circa 3.500 miliardi di dollari, il fabbisogno netto resta stabile nel 2025 ma ancora ben sopra i livelli pre-Covid, con un’ulteriore crescita attesa nel 2026 ai massimi dal 2020.
Italia tra vulnerabilità e miglioramento della traiettoria fiscale
Nell’area G7, l’OCSE rileva come il rapporto debito/PIL 2025 sia sostanzialmente invariato rispetto al 2020 in Canada, Stati Uniti e Regno Unito.
In Francia e Germania i livelli risultano invece più elevati, rispettivamente di 5 e 2 punti percentuali.
L’Italia mantiene il secondo rapporto debito/PIL più alto dell’area OCSE, dietro il Giappone, ma con un dato 2025 inferiore di 11 punti rispetto al picco pandemico.
«È fondamentale avere una traiettoria fiscale credibile… e penso che l’economia italiana stia andando bene», sottolinea Di Noia, evidenziando come credibilità delle politiche di bilancio e crescita reale siano determinanti per contenere il premio al rischio e preservare l’accesso ai mercati.
In prospettiva, la combinazione di scadenze più brevi, fabbisogno netto ancora elevato e tassi potenzialmente volatili rende cruciale per Roma e per le altre capitali OCSE una strategia di gestione del debito che allunghi gradualmente le maturità senza innescare tensioni di mercato.
Prospettive future e rischi di una normalizzazione incompiuta
Se la crescita resta moderata e i tassi alti più a lungo, il mix di debito record, rifinanziamento massiccio e scadenze brevi può trasformare la stabilità odierna in vulnerabilità improvvisa.
Per l’Italia, il margine di manovra dipenderà dalla capacità di consolidare la crescita, mantenere credibilità fiscale e sfruttare finestre favorevoli di mercato per diversificare investitori e allungare le scadenze.
In assenza di riforme e disciplina di bilancio, il rischio è una nuova stagione di tensioni sui titoli sovrani, con effetti a catena su imprese e sistema bancario.
FAQ
Quanto è cresciuto il debito globale tra 2024 e 2025?
Il debito globale è aumentato da circa 100mila a 109mila miliardi di dollari nel 2025, secondo le stime dell’OCSE riportate nel Global Debt Report.
Perché le scadenze brevi aumentano il rischio di rifinanziamento?
Le scadenze brevi obbligano governi e imprese a tornare più spesso sul mercato, esponendoli a shock di tassi, volatilità improvvisa e cali della domanda degli investitori.
Qual è il livello del debito sovrano nei Paesi OCSE nel 2025?
Nel 2025 il debito sovrano OCSE in circolazione raggiunge circa 61mila miliardi di dollari, con un rapporto debito/PIL medio intorno all’83%, in ulteriore crescita attesa nel 2026.
Come si posiziona l’Italia nel confronto internazionale sul debito?
L’Italia ha il secondo rapporto debito/PIL più elevato dell’OCSE dopo il Giappone, ma nel 2025 risulta undici punti sotto il massimo registrato durante la pandemia.
Quali sono le fonti informative utilizzate per questi dati sul debito?
I dati sono stati ricavati da una elaborazione redazionale di informazioni provenienti congiuntamente da fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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