NASA anticipa il rientro dalla ISS: la decisione che cambia le missioni spaziali

Indice dei Contenuti:
Decisione della NASA e contesto
NASA ha confermato il 9 gennaio 2026 un rientro anticipato della missione SpaceX Crew-11 dalla Stazione Spaziale Internazionale, misura eccezionale motivata da un “fattore medico” non correlato alla sicurezza della ISS. L’annuncio, spiegato dal medico di volo JD Polkun, segna un caso senza precedenti nell’arco di quasi 25 anni di presenza continua in orbita.
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Il 7 gennaio è stato individuato un problema sanitario che coinvolge un membro dell’equipaggio; le condizioni sono stabili, ma sono richieste valutazioni e interventi non eseguibili in microgravità. Per questo, l’agenzia ha sospeso l’attività extraveicolare prevista l’8 gennaio che avrebbe coinvolto Mike Fincke e Zena Cardman.
La decisione è stata coordinata con i chirurghi di volo e i centri di controllo, in raccordo con JAXA, Roscosmos e SpaceX, mantenendo la riservatezza su identità e natura del problema per tutela della privacy. Il rientro è atteso “nei prossimi giorni” e rappresenta uno dei rarissimi casi di interruzione anticipata di una rotazione completa per ragioni cliniche, ribadendo la priorità assoluta della salute degli astronauti.
FAQ
- Perché la NASA ha deciso il rientro anticipato? Per un motivo medico che richiede valutazioni e cure a Terra.
- La sicurezza della ISS è a rischio? No, il caso non è legato a incidenti o problemi di sicurezza sulla stazione.
- Chi è l’astronauta coinvolto? Non divulgato, nel rispetto della privacy medica.
- Quando avverrà il rientro? Nei prossimi giorni, secondo le finestre operative.
- Quali agenzie sono coinvolte nella decisione? NASA, JAXA, Roscosmos e SpaceX, con i team medici e di controllo.
- La passeggiata spaziale prevista è stata effettuata? No, è stata rinviata in seguito all’evento medico.
Dettagli sulla missione crew-11
La missione SpaceX Crew-11, partita tra l’1 e il 2 agosto 2025 a bordo della capsula Crew Dragon, comprende quattro astronauti: Zena Cardman (NASA, comandante), Mike Fincke (NASA, pilota), Kimiya Yui (JAXA, specialista di missione) e Oleg Platonov (Roscosmos, specialista di missione). Il profilo di volo prevedeva un soggiorno orbitale fino tra febbraio e maggio 2026, con attività scientifiche, manutenzioni e EVA programmate.
Il rientro avverrà con la stessa Crew Dragon impiegata al lancio, seguendo le finestre meteo e dinamiche di recupero nel Pacifico o nell’Atlantico. I team congiunti di NASA, JAXA, Roscosmos e SpaceX hanno allineato assetti, checklist e logistica di recupero per garantire tempi rapidi e continuità operativa a bordo della ISS.
L’evento medico ha comportato anche il rinvio dell’attività extraveicolare che avrebbe coinvolto Mike Fincke e Zena Cardman. L’agenzia mantiene la riservatezza su identità e natura del problema, in conformità alle policy di privacy medica applicate ai voli con equipaggio.
FAQ
- Chi compone l’equipaggio di Crew-11? Zena Cardman, Mike Fincke, Kimiya Yui e Oleg Platonov.
- Quando è partita Crew-11? Tra l’1 e il 2 agosto 2025 a bordo di Crew Dragon.
- Qual era la durata prevista della missione? Fino tra febbraio e maggio 2026.
- Con quale veicolo torneranno? Con la stessa capsula SpaceX Crew Dragon del lancio.
- Dove avverrà l’ammaraggio? In aree di recupero nel Pacifico o nell’Atlantico, in base alle condizioni.
- L’EVA pianificata è stata svolta? No, è stata rinviata a seguito dell’evento medico.
Procedure e motivazioni del rientro anticipato
La sequenza di rientro prevede la chiusura dei portelli, il distacco della Crew Dragon dalla ISS, deorbit burn, rientro controllato e ammaraggio in una zona designata nel Pacifico o nell’Atlantico, con navi di recupero SpaceX in posizione. Il profilo è stato validato dai chirurghi di volo e dai team di dinamica orbitale per minimizzare i tempi tra il distacco e l’assistenza medica a Terra.
La motivazione è esclusivamente clinica: un membro dell’equipaggio necessita di diagnosi e trattamenti non disponibili in microgravità, pur in condizioni stabili. Le capacità di telemedicina a bordo coprono scenari non critici, ma alcune valutazioni richiedono strumentazione avanzata terrestre; per questo la NASA ha applicato il principio di precauzione.
Durante la preparazione, vengono ridistribuiti i carichi critici, aggiornate le checklist di emergenza, riconfigurati i sistemi ambientali della capsula e verificati i consumabili per il rientro. La sospensione della EVA programmata libera margine operativo e riduce il rischio di aggravare la condizione. Privacy medica garantita: non verranno divulgati né identità né natura del problema, in linea con gli accordi con JAXA, Roscosmos e SpaceX.
FAQ
- Qual è la sequenza tecnica del rientro? Chiusura portelli, undock, deorbit burn, rientro e splashdown con recupero rapido.
- Perché non restare in orbita con telemedicina? Sono necessarie valutazioni e cure disponibili solo a Terra.
- La situazione clinica è critica? No, è stabile ma incompatibile con una permanenza prolungata.
- Come viene garantita la sicurezza dell’equipaggio? Procedure standardizzate, checklist dedicate e assetti di recupero pre-posizionati.
- Perché l’EVA è stata rinviata? Per ridurre rischi operativi e concentrare le risorse sul rientro.
- Verranno rilasciati dettagli medici? No, per rispetto della privacy e delle policy della NASA.




