Musk sfida i consessi globali sul tema pace e rilancia: robot domestici di massa per l’umanità

Indice dei Contenuti:
Musk ironizza sul Board of peace e promette robot per tutti
Musk sfida Davos
Al World Economic Forum di Davos, la presenza dell’imprenditore sudafricano ha ribaltato anni di attacchi alla rassegna definita “governo mondiale non eletto”. Nella conversazione con Larry Fink di BlackRock, il dialogo è scivolato subito su politica globale, energia e geostrategia digitale. L’ospite ha ironizzato sul “Board of peace” per Gaza promosso da Donald Trump, riducendolo a un puzzle di “pezzi” di Groenlandia e Venezuela, giocando sulla sovrapposizione fra “peace”, “pace” e “piece”.
La battuta ha evidenziato il distacco verso le soluzioni geopolitiche improvvisate e l’uso strumentale della pace in campagna elettorale. Allo stesso tempo ha rimarcato il desiderio di incidere nel dibattito, non solo attraverso le sue aziende, ma anche con un ruolo di attore politico-mediatico globale. Il confronto a Davos è arrivato mentre l’imprenditore è nel mirino per la gestione della piattaforma X e per i contenuti ipersessualizzati generati dal chatbot Grok della startup di IA xAI.
L’uomo d’affari ha quindi utilizzato il palco svizzero per riposizionarsi: critico verso le élite, ma ancora al centro dei tavoli in cui si discutono guerra, infrastrutture digitali e spazio. Il suo ruolo in SpaceX, con la fornitura di banda larga satellitare nelle aree di conflitto, resta uno degli elementi più controversi del suo potere negoziale con i governi.
Robot, IA e guida autonoma
Nella parte più tecnologica dell’intervento, il manager ha insistito sul fatto che, entro fine 2026, l’Intelligenza artificiale supererà le capacità umane in molti domini e che i robot saranno prodotti per il grande pubblico. Secondo le sue previsioni, le macchine finiranno per superare gli esseri umani in numero, con un potenziale boom di produttività mai visto. Ma ha avvertito che, senza governance, lo scenario potrebbe scivolare verso una distopia alla “Terminator”, citando il film di James Cameron ambientato nel 2029.
Per quanto riguarda Tesla, sono stati evocati obiettivi aggressivi: vendite di robot umanoidi già nel 2027 e approvazione a breve del sistema di assistenza alla guida avanzata Full Self-Driving in Europa e Cina. L’eventuale via libera regolatorio fuori dagli Stati Uniti sarebbe una svolta economica cruciale per la casa automobilistica, che punta a monetizzare software e servizi ricorrenti più che il solo hardware. L’interlocutore ha sottolineato i vantaggi dei razzi riutilizzabili e il legame, fin dall’infanzia, fra la passione del miliardario per la fantascienza e le sue scelte industriali.
Rispondendo a una domanda sul viaggio verso Marte, l’imprenditore ha mantenuto il tono provocatorio: ha ammesso di voler morire sul pianeta rosso, “ma non per l’impatto”, strappando una risata alla platea e insieme normalizzando un obiettivo che per molti resta fantascientifico.
Scontro su energia solare e dazi USA
Nel confronto a distanza con Donald Trump, la frattura più netta riguarda le politiche energetiche. L’imprenditore ha ribadito che una piccola porzione di Utah, Nevada o Nuovo Messico basterebbe a coprire l’intero fabbisogno elettrico degli Stati Uniti con il solare. A suo giudizio, dazi e barriere tariffarie hanno reso artificialmente cara questa tecnologia, rallentando la transizione proprio mentre l’esplosione dei data center per l’IA impone nuova capacità di generazione pulita.
L’ex presidente, al contrario, ha privilegiato petrolio e gas, bloccando grandi progetti eolici e solari onshore e incoraggiando le major fossili a trivellare di più. Per l’imprenditore ciò espone il Paese al rischio di ritrovarsi con una rete inadeguata a sostenere la crescita di big tech e dei modelli di IA generativa. L’industriale ha quindi presentato il solare non come agenda “green”, ma come infrastruttura critica per la competitività tecnologica nazionale. In questo quadro, le politiche ostili alle rinnovabili verrebbero lette come un freno all’innovazione e alla sicurezza energetica, non solo come questione climatica.
Il tema della decarbonizzazione si intreccia con il posizionamento delle sue aziende: dal veicolo elettrico ai sistemi di accumulo, passando per la connettività spaziale. L’imprenditore punta così a saldare la narrazione di crescita economica illimitata con la promessa di robot e IA distribuiti su larga scala.
FAQ
D: Dove si è svolto l’intervento che ha fatto discutere?
R: L’intervento è avvenuto al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.
D: Cosa ha detto sul “Board of peace” per Gaza?
R: Ha ironizzato ipotizzando un accordo fatto di “pezzi” di Groenlandia e Venezuela, criticando implicitamente le soluzioni improvvisate.
D: Qual è la sua previsione sull’Intelligenza artificiale?
R: Ritiene che entro la fine del 2026 l’IA supererà le capacità umane in molti campi e che i robot diventeranno prodotti di massa.
D: Quando potrebbero arrivare i robot umanoidi dell’azienda automobilistica?
R: L’obiettivo indicato è di avviare vendite significative di robot umanoidi a partire dal 2027.
D: Quali mercati chiave sono attesi per il Full Self-Driving?
R: L’azienda punta a ottenere a breve l’approvazione in Europa e in Cina, oltre al mercato statunitense.
D: Come giudica le tariffe USA sul solare?
R: Le considera barriere che gonfiano artificialmente i costi e rallentano la capacità del Paese di espandere le rinnovabili.
D: Qual è il contrasto principale con Donald Trump sull’energia?
R: L’ex presidente ha sostenuto petrolio e gas e ostacolato grandi progetti rinnovabili, mentre l’imprenditore vede nel solare la chiave per alimentare anche i data center di IA.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle informazioni?
R: Le informazioni riportate si basano su una sintesi di dispacci di Reuters e ATS ripresi da RSI e firmati da M. Ang., riguardanti la partecipazione al WEF di Davos.




