Musk ignaro di Grok? Scoppia il caso: immagini inappropriate di minori e tempesta su responsabilità
Indice dei Contenuti:
Reazioni e smentite di Musk
Elon Musk ha dichiarato di non essere a conoscenza di “immagini nude di minori” generate da Grok, precisando in un post su X che i casi sarebbero “letteralmente zero”. Ha ribadito che lo strumento di xAI rifiuta richieste illegali e che deve rispettare le leggi di ogni Paese o Stato. Ha inoltre sottolineato che Grok non crea immagini spontaneamente, ma solo in risposta a richieste degli utenti.
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Secondo Musk, chi usa Grok per produrre contenuti illegali affronta le stesse conseguenze di chi carica materiale illecito sulla piattaforma. Le sue affermazioni arrivano mentre crescono le contestazioni su scala globale e aumentano gli appelli alla rimozione di Grok dagli store di Apple e Google. La posizione pubblica del fondatore di SpaceX e Tesla mira a contenere l’escalation politica e legale.
Le smentite di Musk si inseriscono dopo una settimana in cui tre senatori democratici hanno chiesto ad Apple e Alphabet di eliminare l’app X e l’AI integrata, citando la diffusione di immagini sessuali non consensuali di donne e minori. Anche una coalizione di gruppi femminili e watchdog tecnologici ha sollecitato mosse analoghe, mentre X ha limitato pubblicamente la funzione di generazione ed editing delle immagini per molti utenti.
Pressioni regolatorie e indagini globali
La pressione istituzionale su X e xAI si intensifica: nel Regno Unito entra in vigore una norma che criminalizza la creazione di immagini sessualmente esplicite generate con IA, e il regolatore delle comunicazioni Ofcom ha avviato un’indagine formale su Grok. Il primo ministro Keir Starmer ha dichiarato che la piattaforma sta collaborando per l’adeguamento.
Negli Stati Uniti, tre senatori del Partito Democratico hanno sollecitato Apple e Google a rimuovere X e l’AI integrata dai rispettivi store, richiamando la diffusione di contenuti sessuali non consensuali che coinvolgono donne e minori. Una coalizione di gruppi femminili, watchdog tecnologici e attivisti progressisti ha sostenuto la richiesta, incrementando il rischio di de-listing.
A livello internazionale, Malesia e Indonesia hanno già bloccato l’accesso a Grok e avviato azioni legali contro X e xAI, contestando carenze nella prevenzione dei contenuti dannosi e nella tutela degli utenti. Le autorità valutano anche la responsabilità delle piattaforme per gli abusi dell’utenza, mentre cresce il fronte dei Paesi che studiano moratorie o restrizioni mirate.
Limitazioni di Grok e rischi residui
X ha ridotto la possibilità per molti utenti di generare o modificare immagini tramite Grok, ma i test di esperti del settore e osservatori indipendenti indicano che il modello può ancora produrre output sessualmente espliciti in specifici contesti. Le barriere introdotte, inclusa la collocazione dietro paywall di alcune funzioni avanzate, non garantiscono un blocco completo dell’accesso a strumenti di imaging più profondi.
Secondo analisti e watchdog, i filtri di sicurezza risultano sensibili alla formulazione delle richieste e possono essere aggirati con prompt indiretti o iterativi. Questo evidenzia un gap tra policy dichiarate e enforcement tecnico, con il rischio di elusione tramite linguaggi allusivi o richieste multipartite.
Resta inoltre il nodo della moderazione in tempo reale: il sistema reagisce su base reattiva alle query, ma la latenza di rilevazione e la complessità del contesto visivo possono consentire esiti indesiderati prima dell’intervento dei controlli. Gli esperti raccomandano audit esterni, tracciabilità dei prompt e sandboxing più aggressivo per tutti i moduli di generazione ed editing, oltre a blacklist dinamiche e valutazioni pre-pubblicazione per gli account ad alto rischio.
FAQ
- Grok è ancora in grado di generare immagini esplicite?
Gli esperti segnalano che, nonostante le limitazioni, in alcuni casi possono verificarsi output espliciti. - Le restrizioni introdotte da X sono definitive?
No, sono misure in evoluzione e potrebbero essere rafforzate con nuovi controlli. - Perché i filtri possono fallire?
Possono essere aggirati con prompt complessi o indiretti che eludono le regole. - Qual è il ruolo del paywall?
Riduce l’accesso a funzioni avanzate ma non elimina i rischi residui. - Quali misure aggiuntive sono consigliate?
Audit esterni, tracciabilità dei prompt, sandboxing e moderazione pre-pubblicazione. - La piattaforma rileva gli abusi in tempo reale?
Sì, ma la latenza e la complessità dei contenuti possono ridurre l’efficacia. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Le informazioni riprendono quanto riportato in dichiarazioni pubbliche su X e da resoconti internazionali, inclusi riferimenti al dibattito politico e regolatorio.




