Musk avverte sui rischi di robot e intelligenza artificiale e invoca maggiore cautela globale

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Musk: “Serve cautela su robot e AI, attenzione a non finire come Terminator”
Robot, AI e rischio “Terminator”
L’intervento di Elon Musk al World Economic Forum di Davos ha ribadito un binomio chiaro: ottimismo sul progresso tecnologico, ma massima cautela sul suo impatto. Intervistato da Larry Fink, numero uno di BlackRock e co-presidente del forum, l’imprenditore ha avvertito che la robotica e l’intelligenza artificiale possono generare una straordinaria espansione economica, ma anche scenari da “Terminator” se lasciate senza controllo.
Secondo il fondatore di Tesla e SpaceX, lo sviluppo di sistemi autonomi avanzati deve essere accompagnato da regole stringenti, protocolli di sicurezza e una governance internazionale capace di intervenire prima che la tecnologia sfugga di mano. Non è una posizione catastrofista, ha precisato, bensì una forma di realismo lungimirante: l’umanità deve restare “al volante” delle proprie creazioni.
Il nodo cruciale, per Musk, è evitare che modelli di AI generica e robot umanoidi vengano addestrati o impiegati con obiettivi militari o repressivi da regimi autoritari, alimentando una nuova corsa agli armamenti digitali rispetto alla quale le attuali norme globali appaiono largamente inadeguate.
AI più intelligenti dell’uomo entro un anno
Musk ha definito “estremamente probabile” che i sistemi di intelligenza artificiale diventino più intelligenti di ogni singolo essere umano entro quest’anno, o al massimo entro il prossimo. In uno scenario favorevole, la diffusione di robot e AI potrebbe raggiungere i miliardi di unità, fino a superare numericamente la popolazione mondiale.
Queste piattaforme, secondo l’imprenditore, sarebbero in grado di coprire l’intero spettro dei bisogni umani, dalla manifattura alla logistica, fino alla cura dei bambini e degli anziani. Una prospettiva che ridisegna il welfare, il lavoro e l’organizzazione delle città, aprendo al contempo interrogativi su disoccupazione tecnologica, concentrazione del potere e ridistribuzione della ricchezza creata dalle macchine.
Sul fronte della guida autonoma, Musk ha parlato di “problema risolto” sotto il profilo tecnologico per i veicoli di Tesla. Restano però i tempi della regolazione: in Europa, ha anticipato, il via libera normativo completo potrebbe arrivare già entro il prossimo mese, con un’accelerazione decisiva per il mercato dei robotaxi e dei sistemi di trasporto autonomo.
Stoccate politiche e partita geopolitica
L’intervento non si è limitato alla tecnologia. Musk ha aperto l’intervista con una frecciata all’ex presidente Donald Trump e al suo nuovo “Board of Peace” per Gaza, trasformato ironicamente in “board of piece”. Ha evocato la possibilità che, dietro la retorica della pace, si nascondano mire territoriali su “un pezzo di Groenlandia, più un pezzo di Venezuela”, alludendo alla storica ossessione trumpiana per nuove acquisizioni territoriali.
La battuta ha messo in luce come la diplomazia contemporanea intrecci tecnologia, guerra e comunicazione, con i grandi colossi privati che diventano attori politici di fatto. L’assenza di una presenza unitaria dell’Unione europea a Davos, insieme alla centralità di leader autocratici e grandi fondi come BlackRock, alimenta il tema di chi realmente orienti la governance dell’AI e dei robot su scala globale.
In questo quadro, la richiesta di prudenza invocata da Musk sui sistemi autonomi diventa anche un appello implicito a istituzioni multilaterali più forti, capaci di reggere l’urto di interessi nazionali divergenti e delle ambizioni dei grandi gruppi tecnologici e finanziari.
FAQ
D: Perché Elon Musk parla di rischio “Terminator” legato all’AI?
R: Intende avvertire che, senza regole e controlli, robot e AI avanzata potrebbero essere usati in modo distruttivo, fino a scenari di perdita di controllo umano sui sistemi autonomi.
D: Musk è ottimista o pessimista sul futuro dei robot?
R: È ottimista sul potenziale economico e sociale della robotica, ma chiede prudenza massima nello sviluppo e nell’impiego, in particolare in ambito militare e di sicurezza.
D: Quando, secondo Musk, l’AI supererà l’intelligenza umana?
R: Stima che i sistemi più avanzati diventeranno più intelligenti di ogni singolo individuo entro quest’anno o il prossimo, in termini di capacità di calcolo e problem solving.
D: Che ruolo avranno i robot nella cura di bambini e anziani?
R: Nel suo scenario favorevole, robot e AI potranno coprire bisogni di assistenza quotidiana, sorveglianza, compagnia e supporto medico di base, integrando ma non sostituendo l’intervento umano.
D: Qual è la posizione di Musk sulla guida autonoma in Europa?
R: Ritiene il problema tecnico sostanzialmente risolto e prevede che le autorità europee concederanno un via libera normativo completo entro il prossimo mese.
D: Che cosa ha detto Musk sul “Board of Peace” di Donald Trump?
R: Ha ironizzato definendolo un possibile “board of piece”, insinuando che dietro l’iniziativa su Gaza possano celarsi ambizioni geopolitiche e territoriali più che unicamente pacifiche.
D: Perché l’assenza compatta dell’Ue a Davos è considerata rilevante?
R: Perché in un contesto dove si decide la governance globale di AI, robotica e finanza, la mancanza di una voce europea coesa lascia maggiore spazio a grandi potenze e colossi privati.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni sull’intervento di Musk e sul “Board of Peace” provengono dal resoconto del nostro inviato Filippo Santelli e dalla copertura della redazione Economia pubblicati su un quotidiano nazionale italiano il 22 gennaio 2026.




