Mostro di Firenze, nuova pista segreta tra videocassette scomparse e sangue raro
Nuovo sospetto nell’inchiesta sul Mostro di Firenze
Un nuovo nome entra nell’inchiesta sul Mostro di Firenze: un anziano della provincia, mai indagato, con un lungo passato nella produzione e nel noleggio di materiale pornografico amatoriale dagli anni ’70. L’esposto dell’avvocato Mattia Alfano rilancia una pista legata al sottobosco hard toscano e collega questo presunto “regista del porno” ad alcuni dei delitti più misteriosi.
Il profilo dell’anziano regista amatoriale
L’uomo indicato nell’esposto avrebbe gestito per anni una rete di produzione e distribuzione di filmati hard artigianali, con centinaia di contatti nella provincia di Firenze e dintorni. Secondo le segnalazioni, era noto per carattere dominante, capacità logistiche e frequentazioni notturne nei luoghi appartati usati dalle coppie. Questa combinazione di controllo del territorio, discrezione e accesso a mezzi tecnici lo rende oggi un soggetto ritenuto “strategico” per ricostruire eventuali collegamenti con i duplici omicidi.
Perché non era mai stato indagato prima
Negli anni delle prime indagini il mondo del porno amatoriale era considerato un fenomeno marginale, socialmente stigmatizzato ma investigativamente sottovalutato. Molti operatori restavano nell’ombra, protetti da omertà, vergogna dei clienti e mancanza di tracciabilità. Così un profilo defilato, privo di precedenti penali rilevanti e formalmente estraneo ai fascicoli, poteva restare fuori dai radar. Solo l’incrocio tardivo di vecchie testimonianze e nuove tecniche di analisi investigativa ha riportato oggi il suo nome al centro dell’attenzione.
I collegamenti con i delitti di Calenzano, Baccaiano e Scopeti
L’esposto di Alfano insiste su tre episodi chiave: Calenzano (1981), Baccaiano (1982) e Scopeti (1985). In tutti emergono coincidenze di luoghi, dinamiche e possibili interessi legati a riprese clandestine di coppie appartate. La tesi è che il movente non fosse solo sessuale o maniacale, ma intrecciato a un circuito economico e ricattatorio.
La pista del sottobosco pornografico toscano
Secondo l’ipotesi accusatoria, alcune zone frequentate dalle vittime coincidevano con aree note per scambi e incontri filmati di nascosto. Il presunto regista avrebbe potuto sfruttare punti d’osservazione, conoscenza degli orari e dei flussi di auto per selezionare le coppie. In quest’ottica, i duplici omicidi assumono il volto di azioni di controllo, eliminazione di testimoni scomodi o gestione brutale di incidenti legati a riprese non autorizzate, più che di casuali sortite di un singolo serial killer isolato.
Le connessioni temporali e logistiche tra i delitti
Gli omicidi a Calenzano, Baccaiano e Scopeti mostrano analogie negli orari notturni, nelle zone periferiche e nella tipologia di coppie colpite. L’esposto sottolinea sovrapposizioni con l’attività di noleggio del sospettato, la disponibilità di veicoli e la presenza in aree rurali in quegli anni. Non vengono presentate prove definitive, ma uno schema ricorrente di movimenti compatibili, che suggerisce un possibile ruolo di regia, organizzazione o copertura dietro chi materialmente impugnava l’arma.
L’esposto di Mattia Alfano e gli sviluppi investigativi
L’iniziativa dell’avvocato Mattia Alfano punta a riaprire in modo strutturato il fronte delle indagini economiche e ambientali attorno al Mostro di Firenze. L’obiettivo è verificare, con metodi moderni, l’eventuale esistenza di una rete di interessi, complicità e silenzi che abbia protetto per decenni figure chiave rimaste fuori dagli atti giudiziari principali.
I nuovi elementi portati all’attenzione degli inquirenti
L’esposto raccoglie vecchie dichiarazioni, voci di paese, riferimenti a cassette scomparse, contatti fra il regista e persone poi emigrate o decedute. Vengono chiesti riscontri su tabulati, movimenti bancari dell’epoca e collegamenti con locali a luci rosse della provincia di Firenze. L’intento è trasformare sospetti e testimonianze frammentarie in un quadro probatorio verificabile, sfruttando anche confronti balistici, analisi documentali e incroci anagrafici aggiornati.
I limiti giudiziari e le prospettive di riapertura
La presenza di sentenze passate in giudicato e di condanne già definitive limita i margini di una riapertura globale del caso. Tuttavia, l’ordinamento consente nuove iniziative su eventuali concorrenti rimasti ignoti, soprattutto se emergono fatti o soggetti mai esaminati. Il nodo per la magistratura sarà valutare se gli elementi indicati da Alfano superano la soglia del mero sospetto e giustificano nuovi atti d’indagine formali su un uomo molto anziano ma potenzialmente centrale nelle dinamiche dell’epoca.
FAQ
Chi è il nuovo sospetto legato al Mostro di Firenze?
È un anziano della provincia di Firenze, mai indagato, noto per aver prodotto e noleggiato porno amatoriale dagli anni ’70, indicato come possibile figura di regia o di supporto logistico attorno ai delitti attribuiti al Mostro di Firenze.
Che ruolo avrebbe avuto il mondo del porno amatoriale nei delitti?
Secondo l’ipotesi investigativa, alcune coppie sarebbero state osservate o filmate di nascosto in luoghi appartati, inserendo i crimini in un contesto di controllo, ricatto o eliminazione di testimoni legati al sottobosco pornografico toscano.
Perché si parla dei delitti di Calenzano, Baccaiano e Scopeti?
Questi tre episodi mostrano somiglianze di luoghi, orari e dinamiche compatibili con la presenza di osservatori stabili e con possibili riprese clandestine, motivo per cui sono al centro dell’esposto e delle nuove richieste di verifica.
Cosa chiede esattamente l’avvocato Mattia Alfano?
Alfano sollecita approfondimenti su contatti, movimenti economici e logistici del presunto regista, chiedendo di rivalutare testimonianze e materiali d’epoca con strumenti investigativi moderni per individuare eventuali complici rimasti ignoti.
Le nuove rivelazioni possono cambiare le sentenze passate?
Le condanne definitive restano valide, ma nuovi elementi potrebbero portare a indagini su altre persone coinvolte come concorrenti o fiancheggiatori, senza stravolgere necessariamente i verdetti già pronunciati dai tribunali competenti.
Qual è la principale fonte di queste nuove ipotesi investigative?
Le ipotesi nascono dall’esposto formale depositato dall’avvocato Mattia Alfano, che ha rielaborato materiali d’archivio, testimonianze e informazioni sul sottobosco pornografico collegato ai delitti del Mostro di Firenze.




