Moretti torna protagonista tra polemiche e sdegno pubblico mentre la Procura scarica responsabilità e difende decisioni discutibili

Indice dei Contenuti:
Moretti libero in villa. La Procura si assolve “Scelta non nostra”
Tensione tra Italia e Vallese
La scarcerazione di Jacques Moretti, decisa dal Tribunale delle misure coercitive di Sion con una cauzione di 200mila franchi, ha innescato una frattura diplomatica con il governo italiano. La Procura generale del Canton Vallese, guidata da Beatrice Pilloud, respinge ogni addebito e rivendica la piena autonomia del Tribunale.
All’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, la procuratrice ha concesso solo un colloquio telefonico, ribadendo che la liberazione non è frutto di una sua scelta ma di una decisione giudiziaria. Ha invitato Roma a rivolgersi direttamente al Tribunale o alle autorità federali, come il Consiglio federale e l’Ufficio federale di giustizia.
Pilloud insiste di non voler alimentare uno scontro tra Stati e dichiara di non cedere a pressioni esterne. Intanto, da Palazzo Chigi arrivano segnali di irritazione, mentre le parti civili italiane contestano la gestione del fascicolo e la tutela degli interessi delle vittime.
Procura sotto assedio
La posizione di Beatrice Pilloud è da settimane nel mirino di famiglie delle vittime e avvocati. Le critiche riguardano l’arresto ritenuto tardivo di Moretti, la cauzione giudicata troppo bassa, i sequestri di telefoni effettuati solo dopo nove giorni e le mancate perquisizioni e iscrizioni nel registro degli indagati di funzionari comunali legati al Constellation.
A far discutere anche la conferenza stampa con il sindaco di Crans-Montana, Nicholas Feraud, suo collega di partito, e il “bavaglio” imposto ai legali, considerato un provvedimento eccezionale nel diritto svizzero. Nelle prime fasi dell’inchiesta, ai difensori delle famiglie è stato vietato di assistere agli interrogatori dei testimoni, alimentando il sospetto di un’indagine troppo chiusa.
Contestata pure la scelta di non ipotizzare il dolo eventuale, limitandosi a incendio, omicidio e lesioni colpose. Ignorate, secondo le parti civili, le segnalazioni sul rischio di collusione e inquinamento probatorio da parte dei Moretti. Nonostante ciò, la procuratrice continua a difendere la linea dell’ufficio.
Cauzione, villa e mistero del benefattore
Poche ore prima della decisione sulla scarcerazione, la Procura aveva respinto l’istanza di nomina di un procuratore straordinario esterno al Cantone, richiesta per fugare il sospetto di connivenze tra inquirenti e indagati. La scelta di mantenere il fascicolo in casa vallesana ha irrigidito ulteriormente il fronte delle vittime.
Dalla serata di venerdì, Jacques Moretti ha lasciato il carcere di Sion ed è rientrato nella villa di Lens, dove vive con la moglie, ora sorvegliata dalla polizia e assediata dai media. Resta il giallo sul benefattore che ha versato i 200mila franchi di cauzione: i giudici assicurano di aver verificato identità e provenienza dei fondi, riconducendoli a un caro amico dell’imputato.
In un verbale del 9 gennaio, Moretti aveva dichiarato di avere “amici molto stretti in Svizzera”, citando un notaio di Crans-Montana, un agente assicurativo e una terza persona non meglio precisata. Le famiglie delle vittime, pur apprezzando la ferma reazione del governo italiano, esprimono indignazione per la nuova libertà concessa all’indagato.
FAQ
D: Chi ha deciso la scarcerazione di Jacques Moretti?
R: La decisione è stata presa dal Tribunale delle misure coercitive di Sion, non dalla Procura del Vallese.
D: Qual è stato il ruolo della procuratrice Beatrice Pilloud?
R: Ha proposto la cauzione di 200mila franchi e difende l’operato della Procura, respingendo le accuse di pressioni o favoritismi.
D: Perché l’Italia contesta la gestione del caso?
R: Roma critica la scarcerazione, i ritardi investigativi e la tutela ritenuta insufficiente degli interessi delle vittime italiane.
D: Per quale motivo è stato chiesto un procuratore straordinario?
R: Gli avvocati delle famiglie volevano un magistrato esterno al Cantone per escludere possibili connivenze tra inquirenti e indagati.
D: Chi ha pagato la cauzione di 200mila franchi?
R: Secondo i giudici, la somma è stata versata da un caro amico di Moretti, di cui è stata verificata identità e provenienza dei fondi.
D: Dove si trova ora Jacques Moretti?
R: È nella villa di famiglia a Lens, sorvegliata dalle forze dell’ordine e circondata dai giornalisti.
D: Quali reati sono ipotizzati a carico di Moretti?
R: L’ipotesi di dolo eventuale non è stata accolta; si procede per incendio, omicidio e lesioni colpose.
D: Qual è la fonte giornalistica principale delle informazioni?
R: Le notizie derivano da ricostruzioni di stampa svizzera e italiana, tra cui l’agenzia Keystone-Ats e cronache giudiziarie nazionali.




