Moretti svela retroscena sugli svizzeri: la verità sul franco che ha scatenato polemiche a Crans-Montana

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Crans-Montana, “ho pagato un franco”: Moretti inguaia gli svizzeri
Licenza simbolica e dubbi sulle autorità
Come sia stato possibile ottenere per un solo franco la licenza del club Le Constellation è oggi il nodo che imbarazza non solo Jacques e Jessica Moretti, ma anche le autorità di Crans-Montana. La discoteca, andata a fuoco nella notte di Capodanno con 40 vittime tra giovani e giovanissimi, era stata rilevata nel 2015 insieme ad altri locali della località vip del Canton Vallese. Gli inquirenti svizzeri hanno chiesto contezza di quel prezzo simbolico, che cozza con l’immagine di tre attività considerate “galline dalle uova d’oro”.
L’imprenditore corso, ancora detenuto e indagato per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi, è stato interrogato per oltre dieci ore. Ha rivendicato difficoltà economiche estreme: sul conto corrente resterebbero appena 520 euro, mentre ville e società sarebbero gravate da ipoteche per circa 4 milioni. Una situazione patrimoniale in apparenza incompatibile con il controllo di tre locali di punta nella stazione sciistica elvetica.
Proprio questo squilibrio tra indebitamento dichiarato e valore potenziale dei club alimenta i sospetti sulla catena di passaggi societari e sulle verifiche effettuate, o omesse, dagli uffici comunali e cantonali.
La versione di Moretti e lo scontro legale
Alla domanda dell’avvocato Romanin Jordan, “Ha pagato un franco?”, Moretti ha risposto che la cifra simbolica era legata al fatto che l’attività era chiusa da un anno. Il contratto, ha spiegato, era di semplice locazione, modello replicato anche per gli altri locali Senso e Le Vieux Chalet, anch’essi inattivi al momento della firma. Non ci sarebbe stata quindi una vera acquisizione d’azienda, ma solo la riattivazione di spazi commerciali spenti.
I legali della coppia sono passati al contrattacco, sostenendo che i loro assistiti non avrebbero responsabilità penali dirette nella tragedia. Puntano il dito su norme, controlli e catena delle autorizzazioni, cercando di spostare l’attenzione sui presunti vuoti di vigilanza amministrativa a Crans-Montana. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, nelle carte d’indagine non compare alcuna prova che l’affitto del locale fosse fissato a 40 mila euro mensili nei primi cinque anni, come sostenuto da altre ricostruzioni.
Se quell’oneroso canone fosse documentato, la cessione a un franco potrebbe apparire come una scelta economicamente logica. In assenza di riscontri, la narrazione di un’operazione “di salvataggio” resta tutta da verificare.
Fatturati d’oro e ombre sulla fuga
Nelle stime rese agli investigatori, lo stesso Moretti ha indicato per Le Constellation un potenziale fatturato compreso tra 600 mila e 700 mila franchi svizzeri l’anno. Per il Senso avrebbe parlato di un giro d’affari tra 800 mila e un milione di franchi, mentre per Le Vieux Chalet la soglia del milione sarebbe abituale. Tre asset di pregio, dunque, ottenuti formalmente con esborsi iniziali quasi nulli, ma gravati da costi e debiti poco chiari.
Nel frattempo, emergono elementi che alimentano l’ipotesi di una fuga pianificata in jet privato prima dell’arresto, ipotesi che rafforza l’immagine di un imprenditore deciso a mettere al riparo se stesso e il suo patrimonio. Le indagini elvetiche cercano di ricostruire flussi di denaro, passaggi di quote e livelli di responsabilità gestionale per collegare eventuali risparmi su sicurezza e manutenzione al disastro di Capodanno.
Sul tavolo della magistratura resta la domanda cruciale: il modello di business fondato su licenze a costo simbolico e locali chiusi ha finito per tradursi in una catena di rischi sottovalutati, pagata poi con decine di vite?
FAQ
D: Chi sono Jacques e Jessica Moretti?
R: Sono imprenditori, originari della Corsica, proprietari dei locali Le Constellation, Senso e Le Vieux Chalet a Crans-Montana, oggi indagati in Svizzera.
D: Perché la licenza del club è costata solo un franco?
R: Secondo Moretti, il prezzo simbolico era legato al fatto che l’attività era chiusa da un anno e che l’operazione riguardava solo un contratto di locazione.
D: Quali reati vengono ipotizzati dagli inquirenti svizzeri?
R: Le accuse al momento riguardano omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi, in relazione al rogo con 40 vittime nella notte di Capodanno.
D: Qual è la situazione economica dichiarata da Moretti?
R: L’imprenditore afferma di avere circa 520 euro sul conto e ipoteche per circa 4 milioni di euro su ville e società collegate.
D: Quanto fatturerebbero i locali coinvolti?
R: Le Constellation tra 600 e 700 mila franchi l’anno, il Senso tra 800 mila e 1 milione, e Le Vieux Chalet intorno al milione di franchi.
D: Cosa contestano i legali dei Moretti?
R: Sostengono che i loro assistiti non abbiano responsabilità penali dirette e mettono in discussione la ricostruzione di un canone d’affitto da 40 mila euro mensili.
D: Qual è il ruolo delle autorità di Crans-Montana nel caso?
R: Sono sotto pressione per chiarire controlli, modalità di rilascio delle licenze e verifiche effettuate sui locali prima della riapertura.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata nel caso?
R: Molti dettagli sull’inchiesta, inclusi quelli sul canone d’affitto contestato, provengono da ricostruzioni pubblicate da Il Messaggero.




