Milleproroghe, stop ai bonus per giovani under 35 e donne: il colpo di scena che spiazza tutti
Impatto del mancato rinvio nel decreto Milleproroghe
Il decreto Milleproroghe pubblicato in Gazzetta Ufficiale esclude il rinvio di un anno per gli incentivi all’occupazione destinati a giovani under 35 e donne, modificando in modo significativo le attese di imprese e lavoratori. La mancata proroga, inizialmente prevista in una bozza del provvedimento, determina il mantenimento delle scadenze attuali e restringe la finestra temporale utile per effettuare nuove assunzioni agevolate. Per i datori di lavoro significa pianificare con maggiore urgenza le stabilizzazioni e le nuove attivazioni, evitando di perdere un esonero contributivo totale fino a 24 mesi con tetto mensile.
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La scelta incide sul ritmo delle politiche attive, in particolare nei territori e nei settori dove gli incentivi hanno agito da leva per l’inserimento stabile. La riduzione del tempo disponibile spinge le aziende a rivedere i budget del personale per il 2025, con possibile rallentamento dei piani di recruiting e una maggiore selettività nelle trasformazioni a tempo indeterminato. L’effetto è più marcato per le realtà che contavano su un orizzonte esteso per programmare ingressi scaglionati, ora costrette a concentrare le decisioni nel breve periodo.
Il mancato rinvio non riguarda solo i bonus per under 35 e donne: risultano assenti anche la proroga del bonus ZES per il Mezzogiorno e quella per gli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici per transizione digitale ed ecologica. Ne deriva un possibile indebolimento degli strumenti di sostegno all’occupazione in aree e profili già fragili, con impatti su coesione territoriale e traiettorie di innovazione. L’impianto degli aiuti rimane operativo entro le scadenze vigenti, ma senza l’estensione temporale ipotizzata si riduce la prevedibilità per gli attori economici e si alza il rischio di un “effetto cliff” a ridosso della fine del 2025.
Per le imprese la variabile temporale diventa centrale: chi intende utilizzare gli esoneri dovrà accelerare le decisioni e verificare con precisione requisiti, massimali e tempi di decorrenza. Per i potenziali beneficiari, soprattutto giovani alla prima stabilizzazione e lavoratrici svantaggiate, la contrazione della finestra può tradursi in minori opportunità di ingresso strutturale nel mercato del lavoro, con una pressione aggiuntiva sulle politiche locali e su altre misure di accompagnamento all’occupazione.
Dettagli e requisiti dei bonus under 35 e donne
Il bonus giovani under 35, introdotto dal decreto Coesione 2024, prevede l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo massimo di 24 mesi, con un tetto di 500 euro al mese. L’agevolazione si applica alle assunzioni o alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate fino al 31 dicembre 2025 e riguarda esclusivamente giovani con meno di 35 anni che non siano mai stati occupati con un contratto stabile nel corso della vita lavorativa. Restano esclusi i rapporti che non garantiscono la piena stabilità contrattuale e i casi in cui sia già stato fruito un esonero simile per il medesimo lavoratore.
Per accedere al beneficio, i datori di lavoro devono assicurare il rispetto delle condizioni generali in materia di regolarità contributiva, applicazione dei CCNL comparativamente più rappresentativi e assenza di violazioni sostanziali in tema di lavoro e sicurezza. L’esonero opera entro il massimale mensile previsto e non copre premi e contributi non previdenziali. L’agevolazione decorre dalla data di assunzione o di trasformazione e segue le regole di cumulabilità previste dall’ordinamento, nel limite del tetto di 500 euro mensili.
Il bonus donne ricalca l’impostazione dell’incentivo per gli under 35: è un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a 24 mesi, per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate. Rientrano nella definizione le donne prive di impiego regolarmente retribuito da un periodo prolungato o in condizioni di svantaggio occupazionale secondo i criteri normativi vigenti. Anche per questa misura, senza proroga, la fruizione resta circoscritta alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2025, con applicazione del massimale mensile di 500 euro e subordinazione alle medesime condizioni di regolarità contributiva e contrattuale.
Entrambi gli incentivi richiedono la tracciabilità delle assunzioni e l’esatta verifica dei requisiti soggettivi dei lavoratori e oggettivi dei datori, inclusi i limiti sul precedente utilizzo di esoneri analoghi. Le aziende devono programmare in anticipo le tempistiche per non superare le scadenze e per evitare sovrapposizioni con altri aiuti non cumulabili oltre i limiti. La corretta gestione amministrativa, dalla comunicazione obbligatoria alla rendicontazione dei periodi agevolati, è essenziale per la conservazione del beneficio in caso di controlli.
Conseguenze per zes e incentivi all’autoimpiego
L’assenza della proroga nel decreto Milleproroghe blocca l’estensione temporale del bonus ZES per il Mezzogiorno e degli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici della transizione digitale ed ecologica, lasciando valide solo le scadenze già in vigore. Per il bonus ZES, dedicato alle imprese del Sud che assumono a tempo indeterminato lavoratori con più di 35 anni e in condizione di disoccupazione di lunga durata, la mancata estensione riduce lo spazio operativo per completare i piani occupazionali e limita la capacità di assorbire profili senior fuori dal mercato. Il rischio è un rallentamento delle stabilizzazioni nelle aree a più alta fragilità occupazionale, con effetti sul tasso di partecipazione e sulla qualità dei contratti offerti.
Per gli incentivi all’autoimpiego rivolti a persone disoccupate under 35 che avviano attività imprenditoriali nei comparti chiave per l’innovazione tecnologica e la sostenibilità, l’assenza del rinvio significa una finestra temporale più stretta per presentare i progetti e consolidare i piani d’impresa. La compressione dei tempi può scoraggiare iniziative ad alto contenuto innovativo che richiedono validazione tecnica e accesso a forniture specialistiche, con la conseguenza di spostare investimenti e competenze verso misure alternative o territori con strumenti più prevedibili.
Nei territori ZES, la fine delle agevolazioni entro l’arco attuale di validità può generare un “effetto soglia”: accelerazione di assunzioni nel brevissimo periodo seguita da un calo repentino degli inserimenti quando i tetti temporali saranno esauriti. Le imprese che avevano programmato graduali ampliamenti di organico dovranno concentrare le decisioni o ricalibrare i fabbisogni, con possibile rinvio di progetti industriali e di trasferimenti tecnologici. La minore prevedibilità impatta anche sui fornitori di servizi collegati alle nuove attività imprenditoriali, che vedono ridursi il bacino potenziale di start-up e microimprese.
Sul piano operativo, l’interruzione della prospettiva di proroga impone a imprese e aspiranti imprenditori di verificare con puntualità i requisiti, i tempi di ammissibilità e le cumulabilità con altri interventi, per massimizzare l’utilizzo delle misure entro le scadenze residue. Nelle regioni del Mezzogiorno, la cessazione delle agevolazioni oltre il termine già fissato può pesare sugli obiettivi di coesione, riducendo l’effetto leva su occupazione stabile e autoimprenditorialità nei settori strategici per la transizione digitale ed ecologica. La capacità di mantenere il ritmo degli investimenti dipenderà dal coordinamento con politiche regionali e strumenti alternativi di sostegno.
FAQ
- Qual è l’effetto della mancata proroga sul bonus ZES per il Mezzogiorno?
Rimane valida solo la scadenza già in vigore, riducendo il tempo utile per nuove assunzioni a tempo indeterminato di over 35 disoccupati di lungo periodo nelle aree ZES. - Gli incentivi all’autoimpiego per under 35 nei settori strategici sono ancora attivi?
Sì, ma senza proroga: valgono entro i limiti temporali attuali e richiedono la presentazione dei progetti entro le scadenze vigenti. - Come cambia la pianificazione per le imprese del Sud senza il rinvio?
Serve anticipare assunzioni e stabilizzazioni, concentrando le decisioni nel breve periodo per non perdere l’agevolazione. - Quali profili di lavoratori sono coinvolti dal bonus ZES?
Lavoratori con più di 35 anni, disoccupati da lungo tempo, assunti a tempo indeterminato da imprese localizzate nelle aree ZES del Mezzogiorno. - Chi può accedere agli incentivi all’autoimpiego?
Persone disoccupate under 35 che avviano un’attività imprenditoriale nei settori legati a nuove tecnologie e alla transizione digitale ed ecologica. - È possibile cumulare questi incentivi con altri aiuti?
La cumulabilità è ammessa entro i limiti normativi e i massimali previsti; è necessario verificare caso per caso le sovrapposizioni e le condizioni di ammissibilità.




