Milano Museo del Profumo svela il nuovo regno degli aromi: esperienza sensoriale imperdibile in città

Milano Museo del Profumo svela il nuovo regno degli aromi: esperienza sensoriale imperdibile in città

6 Gennaio 2026

Storia e fondazione del museo

A Milano, in Via Messina 55, il Museo del Profumo nasce nel 2004 per impulso di Giorgio Della Villa, dopo un progetto editoriale avviato tra il 1998 e il 1999 dedicato alla profumeria d’epoca e ai suoi protagonisti. All’inizio degli Anni Duemila, l’accumulo di archivi e oggetti trasforma quella rivista in uno spazio espositivo privato, ricavato nei sotterranei di un condominio residenziale. L’accesso, inizialmente riservato agli abbonati, sancisce una dimensione intima e di studio, con un dialogo diretto tra appassionati, studiosi e collezionisti.

La ricerca si concentra sulla “profumeria romantica d’epoca”, dall’alba dell’Ottocento alla metà del Novecento, quando il profumo abbandona l’artigianato puro per entrare nell’industria. Il direttore guida personalmente le visite, promuovendo testimonianze orali e materiali inediti, con l’obiettivo di raccontare l’Italia attraverso i profumi. Nel tempo, l’apertura si allarga a un pubblico più vasto, superando l’impostazione specialistica.

Nonostante la centralità della tradizione italiana, i visitatori più numerosi arrivano dall’estero, soprattutto da Stati Uniti e Cina. La missione rimane esplicita: valorizzare un patrimonio culturale spesso invisibile, intrecciando storia sociale, design e memoria olfattiva.

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Collezione e capolavori olfattivi

La collezione, curata da Daniela Candio, riunisce oltre mille essenze e flaconi storici, testimonianza dell’evoluzione tra bottega e industria tra Ottocento e Novecento. Spiccano opere nate dall’incontro tra maestri del vetro, essenzieri, stilisti e designer, in cui il contenitore diventa oggetto d’arte e dispositivo narrativo della cultura materiale.

Tra i pezzi emblematici figurano i lavori di René Lalique per François Coty, incluso lo “Scarabèe”, che segna l’alleanza fra profumo moderno e vetro d’autore. In evidenza anche la collaborazione tra Elsa Schiaparelli e Salvador Dalí, culminata nel flacone “Le Roy Soleil” del 1945, icona di surrealismo applicato al design cosmetico.

Il percorso espositivo attraversa nuclei dedicati all’Italia, alla Francia, alla Russia e al Sudamerica, con vetrine tematiche che documentano passaggi di status del profumo: da simbolo elitario a bene di massa, senza perdita di valore simbolico. In rassegna anche rari lavori firmati Carlo Scarpa, Dino Villani, Hattie Carnegie e creazioni per Nina Ricci, in dialogo con il patrimonio del design del Novecento.

La disposizione privilegia una lettura interdisciplinare: ogni flacone è contestualizzato con archivi, testimonianze e materiali iconografici, favorendo una fruizione guidata e comparativa tra epoche, scuole e marchi.

Nuova sede e prospettive future

Il Museo del Profumo si prepara al trasferimento in Via Washington, in un ex magazzino dei primi del Novecento che diventerà sede permanente e spazio per mostre temporanee. L’approdo segna il passaggio da un luogo “domestico” a un hub culturale aperto, con una programmazione espositiva modulare e apparati didattici potenziati.

L’obiettivo dichiarato è ampliare l’accesso, rafforzare il dialogo con università, collezionisti e istituzioni del design e dell’arte, e consolidare la vocazione di ricerca sulla storia italiana della profumeria. Il format di visita guidata dal direttore resta centrale, ma si affiancheranno attività per pubblici internazionali, in particolare da Stati Uniti e Cina, dove l’interesse è già consolidato.

Il nuovo allestimento prevede vetrine tematiche flessibili, un calendario di temporary dedicati a maestri come René Lalique, Elsa Schiaparelli e ai capitoli industriali italiani, oltre a spazi per consultazione di archivi e testimonianze orali. La missione resta invariata: leggere l’Italia attraverso i profumi, rendendo visibile un patrimonio altrimenti sommerso.

FAQ

  • Quando è previsto il trasferimento del Museo del Profumo?
    In primavera, con apertura nella nuova sede di Via Washington in un ex magazzino dei primi del Novecento.
  • La modalità di visita cambierà con la nuova sede?
    Le visite guidate resteranno centrali e saranno affiancate da attività per un pubblico più ampio e internazionale.
  • Cosa caratterizzerà l’allestimento nel nuovo spazio?
    Vetrine tematiche flessibili, mostre temporanee e aree per consultazione di archivi e testimonianze.
  • Qual è la missione culturale del museo?
    Raccontare la storia italiana attraverso il profumo, intrecciando design, arte e memoria sociale.
  • Quali collaborazioni sono previste?
    Partnership con università, collezionisti e istituzioni dell’arte e del design.
  • Quali pubblici internazionali sono più interessati?
    I visitatori arrivano soprattutto da Stati Uniti e Cina, con cui si prevede di rafforzare l’offerta.

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