Milano-Cortina esplode la protesta cittadini contro l’ICE alle Olimpiadi

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Milano-Cortina 2026: oltre 12 mila firme alla petizione per escludere l’ICE dagli eventi olimpici
Petizione in crescita
In soli due giorni oltre 12.000 persone hanno firmato su Change.org una richiesta rivolta al Governo italiano e al Comitato organizzatore dei Giochi invernali di Milano–Cortina 2026 per escludere ogni partecipazione istituzionale dell’agenzia statunitense ICE dagli eventi olimpici e paralimpici. L’iniziativa, promossa da Francesco Ascioti, segretario di Milano in Azione, punta a impedire presenze ufficiali, operative o di cooperazione di sicurezza riconducibili all’ente americano.
Secondo i promotori, l’accesso di funzionari o agenti dovrà essere limitato a visite strettamente individuali e turistiche, senza alcuna forma di legittimazione istituzionale. Il messaggio intende valorizzare i principi di diritti umani, inclusione e pace che l’appuntamento olimpico dovrebbe rappresentare agli occhi del mondo.
La petizione è consultabile e sottoscrivibile online, con un testo che richiama esplicitamente gli impegni internazionali assunti dall’Italia in materia di tutela della persona e contrasto alle pratiche discriminatorie.
Diritti umani e reputazione olimpica
I firmatari richiamano i numerosi rapporti di organizzazioni internazionali che denunciano pratiche di detenzione, separazione familiare e deportazione attribuite all’agenzia di immigrazione statunitense, ritenute da molti osservatori in contrasto con gli standard del diritto internazionale. L’eventuale presenza operativa di tali strutture in occasione di Milano–Cortina 2026 viene considerata incompatibile con lo spirito della Carta olimpica.
Francesco Ascioti sottolinea che la manifestazione è chiamata a celebrare eccellenza sportiva, rispetto reciproco e dialogo tra culture, e che ogni soggetto associato a possibili violazioni dei diritti fondamentali rischia di offuscare l’immagine dell’evento. L’attenzione non riguarda soltanto i profili giuridici, ma anche la percezione pubblica e la fiducia delle comunità coinvolte.
Nello stesso solco si inseriscono le prese di posizione di esponenti istituzionali, come il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha espresso timori sul quadro di sicurezza e sulle scelte del Viminale in vista dei Giochi, invocando massima trasparenza nelle collaborazioni internazionali.
Impatto politico e rilievo internazionale
L’appello rivolto al Governo e al Comitato organizzatore arriva in una fase delicata della preparazione di Milano–Cortina 2026, quando si definiscono protocolli di sicurezza, accordi di cooperazione e strategie di comunicazione globale. Una decisione esplicita di escludere la partecipazione istituzionale dell’agenzia statunitense avrebbe un forte valore simbolico nei rapporti tra Italia, Unione Europea e Stati Uniti.
Gli estensori del testo sostengono che una linea chiara a tutela dei diritti umani rafforzerebbe la credibilità del Paese ospitante e la capacità dei Giochi di proporsi come modello di evento sportivo sostenibile anche dal punto di vista etico. Allo stesso tempo, la petizione sollecita un dibattito pubblico più ampio sul ruolo delle agenzie di frontiera e di controllo migratorio nei grandi eventi internazionali.
Il successo iniziale dell’iniziativa suggerisce che il tema della coerenza tra retorica olimpica e pratiche concrete di sicurezza continuerà a influenzare l’agenda politica, le scelte organizzative e l’attenzione dei media nei mesi che precedono l’apertura ufficiale delle competizioni.
FAQ
D: Chi ha lanciato la petizione online?
R: L’iniziativa è stata avviata da Francesco Ascioti, segretario di Milano in Azione, tramite la piattaforma Change.org.
D: Quante firme ha raccolto finora l’appello?
R: Le sottoscrizioni hanno superato le 12.000 adesioni in pochi giorni dalla pubblicazione.
D: A chi è indirizzata la richiesta dei firmatari?
R: La richiesta è rivolta al Governo italiano e al Comitato organizzatore delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026.
D: Che cosa viene chiesto in concreto riguardo all’agenzia statunitense?
R: Si chiede di negare ogni forma di partecipazione ufficiale o operativa, consentendo soltanto eventuali presenze a titolo privato e turistico.
D: Perché vengono citate violazioni dei diritti umani?
R: Diverse organizzazioni internazionali hanno documentato pratiche di detenzione e deportazione considerate in contrasto con gli standard di tutela della dignità umana.
D: Dove si può leggere il testo completo della petizione?
R: Il testo integrale è disponibile su Change.org all’indirizzo indicato dai promotori nelle comunicazioni pubbliche.
D: Qual è il legame tra questa iniziativa e il dibattito politico italiano?
R: La petizione entra nel confronto sulle politiche di sicurezza per i Giochi, anche alla luce delle posizioni espresse da amministratori come il sindaco di Milano.
D: Quale fonte giornalistica ha riportato per prima la notizia?
R: L’informazione sulla raccolta firme e sulle dichiarazioni dei promotori è stata diffusa dalla stampa nazionale, tra cui un articolo di cronaca pubblicato da una testata con sede a Roma che ha rilanciato l’appello ai lettori.




