Milano, clochard morto in strada: il gelo miete vittime invisibili e scuote la città
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Ritrovamento e prime verifiche
Milano, venerdì 16 gennaio, ore 10:30: sotto il ponte ferroviario di via Padova, poco prima dell’incrocio con via Esterle, è stato rinvenuto il corpo di un uomo senza fissa dimora di circa 40 anni. Le prime valutazioni sul posto indicano un decesso compatibile con l’esposizione prolungata al freddo.
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Allertata l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, sono intervenute un’ambulanza e un’automedica; i sanitari hanno potuto soltanto constatare la morte. Presenti anche gli agenti della Polizia di Stato, che hanno delimitato l’area e avviato gli accertamenti di rito.
Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore della vittima per definire con precisione la dinamica e l’orario del decesso. Al vaglio eventuali immagini di videosorveglianza e testimonianze di residenti e passanti. Non sono emersi, al momento, segni evidenti di aggressione; l’ipotesi principale resta l’ipotermia.
Precedenti decessi legati al gelo
Dall’inizio dell’anno a Milano si contano già tre morti attribuibili al freddo. Il 5 gennaio è stato trovato senza vita Andrea Colombo, 34 anni, al capolinea della metro M3 al confine con San Donato Milanese, con quadro compatibile con ipotermia.
L’8 gennaio un altro clochard è stato rinvenuto privo di vita nei pressi della stazione Cadorna, in centro città, in una zona con intenso passaggio ma esposta alle basse temperature.
A inizio dicembre, nel parco di via Solari, era stato segnalato il decesso di un 55enne originario dello Sri Lanka, anch’egli senza dimora, trovato all’aperto in condizioni meteo rigide.
Le circostanze ricorrenti indicano esposizione prolungata al gelo, stazionamento notturno in aree scoperte e difficoltà nell’accesso a ripari temporanei.
Gli episodi avvengono in punti nevralgici della città — snodi del trasporto pubblico, zone ferroviarie e parchi — dove l’afflusso di persone non garantisce protezione termica.
Le indagini medico-legali sui singoli casi hanno privilegiato l’ipotesi dell’ipotermia, in assenza di elementi che facciano pensare a responsabilità terze.
Misure del piano freddo a Milano
Misure del piano freddo a Milano
Il Comune ha attivato una rete di accoglienza invernale con circa 450 inserimenti di persone senza dimora, per l’85% uomini; nel 65% dei casi si tratta di nuovi accessi alle strutture emergenziali.
I centri attivi sono nove: via Saponaro (70 posti), ex mercato coperto del Giambellino in largo Balestra (fino a 50 posti), ex scuola Manara in via Fratelli Zoia (25 posti, con accoglienza per animali d’affezione), ex campo base M4 in via Cavriana (68 posti), via Sammartini 106 (25 posti), Opera Cardinal Ferrari in via Boeri (20 posti per sole donne), via Marsala (25 posti), via Jommelli (10 posti) e Casa Alba in via Balsamo Crivelli (20 posti per sole donne).
Ai nove poli si aggiungono due spazi supplementari: Casa di Quartiere di via Cenisio (25 posti) ed ex centro vaccinale di Brenta (25 posti), destinati all’emergenza freddo e all’ampliamento della capacità ricettiva nelle notti più rigide.
La distribuzione dei posti mira a coprire snodi sensibili e aree periferiche, con procedure snelle di accesso e supporto sanitario di base; l’obiettivo è sottrarre i più fragili all’esposizione notturna e stabilizzare i nuovi ingressi verso percorsi di presa in carico.
FAQ
- Quante persone sono state inserite nel piano freddo?
Circa 450, in prevalenza uomini. - Quanti sono i centri attivi?
Nove strutture principali più due spazi aggiuntivi. - Dove si trova la capienza maggiore?
Via Saponaro (70 posti) e via Cavriana, ex campo base M4 (68 posti). - Esistono posti dedicati alle donne?
Sì, via Boeri (Opera Cardinal Ferrari) e Casa Alba in via Balsamo Crivelli. - È prevista l’accoglienza di animali?
Sì, nella ex scuola Manara di via Fratelli Zoia. - Come avviene l’accesso alle strutture?
Tramite rete emergenziale comunale con procedure rapide per i nuovi ingressi. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dati e dettagli riprendono quanto riportato dalla stampa locale su Milano e rete comunale, inclusi riferimenti a centri e capienze come da cronache cittadine.




