Mercati scommettono su tagli BCE più profondi: il divario crescente con le indicazioni di Francoforte

Indice dei Contenuti:
BCE: perché il mercato sta anticipando più tagli di quanti Francoforte prometta
Curva che si raddrizza
La parte breve della curva euro sta scendendo, mentre il lungo resta fermo o leggermente in rialzo: è il segnale classico che il mercato sta prezzando tagli ai tassi della **BCE** più profondi e rapidi di quelli ammessi da **Francoforte**. Gli investitori chiedono un premio crescente per detenere bond a lunga scadenza, spingendo in alto il differenziale rispetto ai titoli a 2-3 anni.
Nell’ultima conferenza di dicembre, **Christine Lagarde** ha ribadito l’approccio “data dependent”, rifiutando ogni nuova forma di “forward guidance” in stile **Mario Draghi**. L’istituto non vuole vincolarsi né a un calendario né a un livello obiettivo di tagli, ma il linguaggio prudente cozza con la progressiva riduzione dei rendimenti brevi sul mercato secondario.
Il Bund a 2 anni viaggia intorno al 2,08%, ancora leggermente sopra il tasso sui depositi al 2%, ma in calo netto dai massimi di dicembre, mentre il Bund decennale è quasi invariato. La pendenza crescente della curva tedesca anticipa un ciclo di allentamento monetario, anche se la banca centrale continua a evocare cautela sui rischi di inflazione di ritorno.
Inflazione, crescita e credito
L’inflazione dell’area euro è scivolata attorno all’1,9%, quindi sotto il target del 2%, con una componente “core” al 2,3% e prezzi dei servizi ancora sopra il 3%. Il raffreddamento dei salari, saliti del 3% annuo nel terzo trimestre dopo i picchi sopra il 5%, riduce il timore di una spirale salari-prezzi, pur lasciando margini di pressione residua rispetto alla produttività.
Il credito al settore privato cresce poco in termini reali e cala in rapporto al Pil, segnalando un’economia lontana da eccessi di leva. La dinamica tra attività economica e costo del denaro suggerisce che i tassi attuali siano già restrittivi, con crescita prevista intorno all’1-1,3% e un’area euro a più velocità tra **Germania**, **Francia** e **Italia**.
L’assenza di bolle creditizie riduce i rischi di instabilità finanziaria legati a tagli dei tassi, mentre il combinato di inflazione in rientro e crescita debole alimenta l’idea che il livello dei tassi reali sia troppo alto rispetto alle condizioni cicliche. Da qui il divario crescente tra la prudenza comunicativa della **BCE** e le aspettative aggressive incorporate nei prezzi di swap e futures.
Geopolitica, energia e BTp
La stabilità del cambio euro-dollaro e il crollo di gas e petrolio, nonostante tensioni in **Medio Oriente** e **Iran**, accentuano il rischio di disinflazione. Importazioni a basso costo dalla **Cina** e domanda estera debole dagli **Stati Uniti** spingono l’Europa verso una stagnazione prolungata, rendendo meno credibile uno scenario di ulteriori rialzi dei tassi e più plausibile un allentamento anticipato.
Il mercato obbligazionario riflette questa lettura: sul breve e medio termine, i rendimenti incorporano una sequenza di tagli **BCE** più numerosa di quella suggerita dai comunicati ufficiali. Sul lungo termine, invece, la curva rimane condizionata da incertezze su riarmo, spesa pubblica e possibili shock geopolitici in grado di riaccendere l’inflazione, frenando il rally dei decennali.
Per i **BTp**, un ciclo di tagli favorisce in particolare le scadenze 3-7 anni, dove la compressione dello spread con i Bund appare più probabile. Il lungo termine resta più esposto al rischio fiscale italiano e alle future regole europee di bilancio, sebbene uno scenario di bassa inflazione e crescita debole possa ancora sostenere la domanda di duration, a patto che non esplodano timori sul debito sovrano.
FAQ
D: Perché il mercato si aspetta più tagli della BCE di quelli indicati?
R: Perché inflazione e crescita sono più deboli rispetto allo scenario ufficiale, rendendo probabile un allentamento più profondo dei tassi.
D: Cosa indica la maggiore pendenza della curva dei Bund?
R: Indica che i rendimenti brevi scendono più dei lunghi, segnalando aspettative di futuri tagli dei tassi ufficiali.
D: La BCE ha già preannunciato un calendario di tagli?
R: No, la banca centrale insiste su un approccio “data dependent” senza impegni su tempi e intensità dei tagli.
D: Qual è il ruolo dell’inflazione core nelle decisioni BCE?
R: La dinamica core orienta la lettura delle pressioni di fondo e condiziona la velocità con cui la BCE può ridurre i tassi.
D: Perché il credito debole sostiene l’idea di tagli?
R: Perché segnala che l’attuale livello dei tassi frena domanda e investimenti, giustificando una politica meno restrittiva.
D: Come impattano i tagli BCE sui BTp a breve e medio termine?
R: Tendono a favorire le scadenze 3-7 anni e a ridurre lo spread con i Bund, soprattutto in assenza di shock politici.
D: Il contesto geopolitico può limitare i tagli?
R: Sì, nuove tensioni energetiche o conflitti maggiori potrebbero riaccendere l’inflazione e costringere la BCE alla prudenza.
D: Qual è la principale fonte giornalistica citata?
R: L’analisi di **Giuseppe Timpone** pubblicata su **InvestireOggi** ha ispirato i dati e il contesto macro-finanziario esposti.




