Menopausa come cambia il cervello femminile e le sue funzioni chiave

Menopausa e cervello: cosa rivela il grande studio di Cambridge
La menopausa emerge sempre più come una fase cruciale per la salute cerebrale delle donne, con implicazioni che vanno oltre i sintomi vasomotori e i disturbi del sonno. Un’analisi su quasi 125.000 partecipanti della UK Biobank, condotta dall’Università di Cambridge e pubblicata su Psychological Medicine, documenta su larga scala modifiche strutturali della sostanza grigia in aree cerebrali legate a memoria, emozioni e attenzione. Lo studio confronta donne in premenopausa, in postmenopausa senza terapia ormonale sostitutiva e in postmenopausa con HRT, integrando risonanza magnetica, test cognitivi e dati di salute mentale, e apre nuovi scenari sul legame tra transizione ormonale e rischio di Alzheimer e altre forme di demenza.
L’età media della menopausa nel campione è di circa 49,5 anni, con avvio della terapia ormonale generalmente in fase molto precoce del percorso menopausale, elemento cruciale per interpretare i dati.
Perdita di materia grigia e aree cerebrali più coinvolte
Le analisi mostrano una riduzione significativa della sostanza grigia nelle donne che hanno attraversato la menopausa, indipendentemente dall’uso di HRT. Le regioni più colpite sono l’ippocampo, centrale per memoria e apprendimento, la corteccia entorinale, vero snodo di ingresso delle informazioni verso l’ippocampo, e la corteccia cingolata anteriore, implicata in regolazione emotiva, attenzione e decisioni.
Queste aree coincidono con quelle tipicamente colpite nella malattia di Alzheimer, suggerendo un potenziale percorso biologico condiviso tra menopausa e vulnerabilità neurodegenerativa, che richiede monitoraggio clinico e ricerca mirata.
Il commento degli esperti e il legame con l’Alzheimer
La professoressa Barbara Sahakian sottolinea che le regioni colpite dalla menopausa sono le stesse che si deteriorano precocemente nell’Alzheimer, affermando che “la menopausa potrebbe rendere queste donne vulnerabili nel lungo termine”. Questo dato aiuta a interpretare perché la demenza colpisca quasi il doppio delle donne rispetto agli uomini, andando oltre la sola maggiore longevità femminile.
Il quadro conferma la necessità di includere la salute cerebrale tra gli indicatori chiave nella gestione specialistica della menopausa, con percorsi preventivi personalizzati per le pazienti a rischio.
Impatto su ansia, depressione e qualità del sonno


Oltre alle modifiche strutturali, la ricerca di Cambridge evidenzia un incremento netto di ansia, depressione e disturbi del sonno nelle donne in postmenopausa. I dati confermano un maggiore ricorso al medico di base e allo psichiatra per sintomi emotivi e nervosismo, punteggi più elevati ai questionari di depressione e un uso più frequente di antidepressivi.
Anche la terapia ormonale sostitutiva appare associata a livelli più alti di disagio psichico, ma le analisi suggeriscono che tali differenze fossero già presenti prima della menopausa, indicando una prescrizione di HRT spesso rivolta a donne già psicologicamente vulnerabili.
Salute mentale in postmenopausa e ruolo dell’HRT
Le donne in postmenopausa mostrano un rischio maggiore di sviluppare o aggravare ansia e depressione, con sintomi che incidono sulla vita quotidiana e sui rapporti sociali. I dati indicano consulti più frequenti con specialisti della salute mentale e un aumento dell’uso di psicofarmaci.
Tra le donne in HRT si registrano punteggi mediamente più alti di ansia e depressione, ma l’analisi temporale rivela che queste criticità erano già presenti prima dell’avvio della terapia. Ciò suggerisce che la terapia ormonale venga talvolta utilizzata in chiave preventiva in pazienti fragili, più che come causa diretta del disagio psicologico.
Disturbi del sonno, stanchezza e interrogativi sulla terapia
I disturbi del sonno risultano particolarmente diffusi: insonnia, riduzione delle ore complessive di riposo e sensazione di stanchezza cronica vengono riportate con maggiore frequenza dopo la menopausa.
Le donne in terapia ormonale riferiscono paradossalmente i livelli più elevati di affaticamento, pur senza differenze significative nella durata effettiva del sonno rispetto alle coetanee non trattate. Questo scarto tra quantità e qualità percepita del riposo solleva dubbi sull’efficacia dell’HRT sui disturbi del sonno e indica la necessità di approcci multimodali, che includano igiene del sonno, gestione dello stress e, se necessario, supporto psicologico specialistico.
Prestazioni cognitive, HRT e strategie di prevenzione
Dal punto di vista cognitivo, lo studio documenta un rallentamento dei tempi di reazione nelle donne in postmenopausa senza terapia ormonale, mentre le capacità di memoria appaiono sostanzialmente preservate nei tre gruppi analizzati. In questo contesto la terapia ormonale mostra un possibile effetto parzialmente protettivo sulla velocità di risposta, pur non contrastando la perdita di materia grigia né i disturbi dell’umore.
Gli autori evidenziano l’urgenza di studi longitudinali, capaci di seguire le stesse donne nel tempo per capire se le modifiche osservate si traducano in un reale aumento del rischio di demenza.
Tempi di reazione, memoria e possibili benefici dell’HRT
Le analisi indicano che, con l’età, i tempi di reazione rallentano fisiologicamente in entrambi i sessi; nelle donne la menopausa sembra anticipare e accentuare questo processo. La dottoressa Katharina Zühlsdorff osserva che “la menopausa sembra accelerare questo processo, ma l’HRT appare mettere un freno, rallentando leggermente il processo di invecchiamento”.
La memoria, invece, non mostra cali marcati tra pre e postmenopausa, suggerendo che il declino cognitivo iniziale sia più legato alla velocità di elaborazione che alle capacità mnemoniche. Resta da chiarire se il lieve beneficio dell’HRT sui tempi di reazione abbia un impatto clinicamente significativo a lungo termine.
Stili di vita, ricerca futura e integrazione delle cure
La dottoressa Christelle Langley sottolinea la necessità di un approccio integrato: “La maggior parte delle donne attraverserà la menopausa, che può rappresentare un evento trasformativo, indipendentemente dall’assunzione di HRT. Uno stile di vita sano – attività fisica regolare, alimentazione equilibrata – diventa particolarmente importante in questo periodo per mitigare alcuni degli effetti”.
Nel solo Regno Unito, circa il 15% delle donne ha ricevuto una prescrizione di HRT nel 2023, mentre il quadro sugli effetti di lungo periodo sul cervello resta incompleto. La priorità scientifica è chiarire i meccanismi molecolari delle modifiche cerebrali, identificare eventuali finestre terapeutiche e valutare se i segnali strutturali rappresentino veri marcatori precoci di rischio neurodegenerativo.
FAQ
Che cosa ha scoperto lo studio di Cambridge sulla menopausa?
Lo studio dell’Università di Cambridge su quasi 125.000 donne ha rilevato riduzioni della sostanza grigia in aree cerebrali chiave dopo la menopausa, aumento di ansia, depressione e disturbi del sonno, e un rallentamento dei tempi di reazione, con memoria sostanzialmente preservata.
Quali aree del cervello sono più colpite dopo la menopausa?
Le regioni più interessate sono l’ippocampo, la corteccia entorinale e la corteccia cingolata anteriore, coinvolte in memoria, regolazione emotiva, attenzione e processi decisionali, e tipicamente vulnerabili nella malattia di Alzheimer.
La menopausa aumenta il rischio di Alzheimer nelle donne?
Lo studio mostra che la menopausa coinvolge le stesse aree colpite precocemente dall’Alzheimer, suggerendo una potenziale maggiore vulnerabilità. Tuttavia, non dimostra ancora un nesso causale diretto; servono studi longitudinali per confermare il rischio.
La terapia ormonale sostitutiva protegge il cervello?
L’HRT non sembra prevenire la perdita di sostanza grigia né i cambiamenti di salute mentale, ma potrebbe attenuare in parte il rallentamento dei tempi di reazione. Il suo effetto protettivo complessivo sul cervello resta oggetto di ricerca.
In che modo la menopausa influisce su ansia e depressione?
Le donne in postmenopausa mostrano tassi più elevati di ansia, depressione e ricorso a cure psichiatriche. L’assetto ormonale in cambiamento, unito a fattori sociali e personali, contribuisce ad aumentare la vulnerabilità emotiva.
Qual è il legame tra menopausa e disturbi del sonno?
La transizione menopausale è associata a più insonnia, sonno frammentato e stanchezza cronica. Anche con HRT, molte donne riferiscono elevata fatica, indicando che la sola terapia ormonale spesso non basta a risolvere i problemi di sonno.
Quali strategie non farmacologiche possono aiutare in menopausa?
Attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, gestione dello stress, igiene del sonno e supporto psicologico mirato possono ridurre l’impatto di sintomi cognitivi, emotivi e fisici legati alla menopausa e migliorare la qualità di vita.
Qual è la fonte scientifica dei dati su cervello e menopausa?
I risultati provengono da un’analisi dei dati della UK Biobank condotta dall’Università di Cambridge e pubblicata sulla rivista Psychological Medicine, base dell’articolo originariamente diffuso da Tom’s Hardware.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



