Meloni vara decreto bollette, Piazza Affari crolla sui titoli energetici

Decreto bollette Meloni: cosa prevede e perché affossa Piazza Affari
Il nuovo decreto bollette del governo Meloni, presentato ieri a Roma, introduce una tassazione straordinaria del 2% (base IRAP) sulle principali attività delle aziende energetiche. Oggi, alla Borsa di Milano, la reazione è immediata: vendite diffuse colpiscono Enel, A2A, Italgas, Iren, Erg e l’intero comparto Utilities e Oil, mentre pesano anche il crollo di Fincantieri e Prysmian.
Il provvedimento, pensato per ridurre il caro energia per famiglie e imprese tra il 2026 e il 2027, viene giudicato da Equita SIM e Intermonte fortemente penalizzante per i gruppi regolati e integrati. Il motivo centrale è l’aumento del rischio regolatorio e l’incertezza sui futuri prezzi dell’energia legata alle norme europee ETS e al trattamento delle centrali a gas CCGT.
In sintesi:
- Tassazione IRAP aggiuntiva 2% per due anni sulle principali attività energetiche italiane.
- Stime di riduzione utili: -1,5%/-4% per molte Utilities quotate a Milano.
- Maggiore rischio regolatorio su ETS, CCGT e struttura futura dei prezzi energia.
- Possibile calo PUN 25-30 €/MWh, con impatto su Erg, Enel, A2A, Iren.
Impatto del decreto su mercati, utili e rischio regolatorio
Gli analisti di Equita SIM definiscono il decreto “negativo per gli operatori energetici (Utilities e Oil)”. Il nuovo prelievo IRAP del 2% per il biennio 2026-2027 si applica a generazione, trasmissione e distribuzione di elettricità e gas, teleriscaldamento, retail energia e attività estrattive Oil.
Equita stima una riduzione dell’utile tra l’1,5% e il 2% per Enel, A2A, Iren, Hera, Acea, e tagli più pesanti, tra -3% e -4%, per le regolate Terna, Snam e Italgas. Per ENI l’impatto atteso è più contenuto, intorno o inferiore all’1% dell’EPS.
Il decreto elimina inoltre il costo ETS dal pricing degli impianti a gas, con potenziale riduzione dei prezzi wholesale fino a 25-30 €/MWh, ma la misura richiede il via libera UE sugli aiuti di Stato. Proprio questa condizionalità, insieme all’esclusione dei diritti CO₂ per alcune centrali CCGT, accresce il rischio regolatorio e riduce la visibilità sui margini futuri dei produttori. Sul listino, Enel cede oltre il 4%, soffrono A2A, Italgas, fuori Ftse Mib scendono Iren ed Erg, su cui Equita mantiene view neutrale e target price a 25,60 euro.
Conseguenze future per PUN, rinnovabili e strategie degli investitori
Intermonte calcola che l’aumento IRAP, pensato per generare circa 1 miliardo di gettito, impatterà sull’EPS 2026 per circa il 3% sulle Regulated Utilities e il 2% sulle Integrated Utilities, con Acea limitata all’1%. Per ENI la simulazione è di -1%.
Nel “worst case” per i produttori rinnovabili, gli analisti stimano un possibile effetto negativo sul PUN tra 25 e 30 €/MWh, identificando come più penalizzate Erg, seguita da A2A, Iren ed Enel. La sensibilità a variazioni di 10 €/MWh sui prezzi wholesale è stimata da Equita al 3% di EBITDA per Erg, 1,5% per A2A, 1% per Iren, 0,5% per Enel.
Il decreto include anche misure su spread PSV-TTF, incentivi volontari per impianti solari, bonus sociale per ISEE bassi, semplificazioni per data center e PPA. La possibilità che l’IRAP aggiuntiva diventi strutturale è però il vero nodo monitorato dagli investitori istituzionali, insieme alle trattative con Bruxelles su ETS e aiuti di Stato.
FAQ
Qual è la nuova tassazione IRAP prevista per le aziende energetiche?
La norma introduce un’aliquota IRAP aggiuntiva del 2% per gli esercizi 2026-2027 su generazione, trasmissione, distribuzione energia, gas, teleriscaldamento, retail e attività estrattive.
Perché il decreto bollette è considerato negativo per le Utilities?
È considerato negativo perché riduce gli utili attesi fino al 4%, aumenta il rischio regolatorio, introduce incertezza su ETS, CCGT e prezzi futuri dell’energia.
Quali titoli risultano più penalizzati in Borsa dopo il decreto?
Risultano più penalizzati in Borsa Enel (oltre -4%), A2A, Italgas, oltre a Iren ed Erg fuori dal Ftse Mib.
Come può cambiare il PUN con le nuove misure su ETS e gas?
Può ridursi, secondo le stime, di circa 25-30 €/MWh, con effetti più incisivi sui produttori rinnovabili esposti ai prezzi di mercato.
Qual è la fonte delle analisi su impatto IRAP e rischio regolatorio?
Le analisi e le stime su IRAP, EPS, PUN e rischio regolatorio sono fornite principalmente da Equita SIM, Intermonte e riportate da Radiocor e Money.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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