Mediaset porta Corona in tribunale e alza lo scontro legale sul fronte dell’immagine pubblica

Indice dei Contenuti:
Mediaset denuncia Corona: ora è guerra
Lo scontro legale
Mediaset ha depositato una denuncia alla Procura di Milano contro Fabrizio Corona, contestando diffamazione e minacce rivolte ai vertici del gruppo e ad alcuni suoi volti di punta, tra cui il conduttore Alfonso Signorini. Nel mirino ci sono i contenuti pubblicati attraverso il format web “Falsissimo”, ritenuti dall’azienda gravemente lesivi per immagine e reputazione. Le puntate più recenti hanno colpito direttamente l’area intrattenimento del gruppo televisivo, alimentando tensioni già latenti.
La querela non è però l’unica mossa sul tavolo: l’emittente ha chiesto alla Direzione Distrettuale Antimafia di valutare misure di prevenzione personali. L’obiettivo sarebbe quello di bloccare l’accesso di Corona ai social, ai dispositivi elettronici e alle piattaforme telematiche, stoppando alla radice la produzione e la diffusione dei suoi contenuti online. Una richiesta che, se accolta, costituirebbe un precedente di forte impatto nel rapporto tra televisione tradizionale e comunicazione digitale.
Secondo fonti interne, il colosso televisivo punta a riaffermare un perimetro di tutela giuridica chiaro nei confronti delle campagne mediatiche organizzate via web, soprattutto quando coinvolgono nomi e brand ad alta visibilità commerciale.
La controffensiva di Corona
La reazione di Fabrizio Corona è arrivata immediata e incendiaria, attraverso i suoi profili social e il suo canale digitale. L’ex agente fotografico ha parlato apertamente di “guerra”, escludendo qualsiasi ipotesi di trattativa, promettendo di continuare a raccontare retroscena e accuse sul sistema televisivo generalista. “Per fermarmi mi dovete sparare”, ha scritto, trasformando la vicenda in una prova di forza pubblica e mediatica.
A sostenerlo in sede legale è il suo storico avvocato Ivano Chiesa, che ha definito “sconcertante” l’iniziativa del broadcaster, richiamando l’articolo 21 della Costituzione italiana. Secondo il legale, la richiesta di limitare l’accesso alle piattaforme equivarrebbe a una forma di censura preventiva incompatibile con l’ordinamento repubblicano.
Per la difesa, l’attività di Corona rientra nel perimetro della libertà di pensiero, seppur espressa con toni duri e linguaggio fortemente polemico. La linea sarà quella di contestare ogni tentativo di restringere l’uso dei canali digitali come strumento di comunicazione e inchiesta sul mondo dello spettacolo.
Libertà di espressione e reputazione
Il caso apre un terreno delicato per la giurisprudenza italiana, chiamata a bilanciare libertà di espressione, tutela della reputazione e sicurezza digitale. La richiesta di inibire a Fabrizio Corona l’uso di social e dispositivi elettronici chiama in causa le misure di prevenzione tipicamente applicate a contesti di pericolosità sociale, traslandole nel campo della comunicazione online.
Sul piano mediatico, lo scontro tra Mediaset e l’ex fotografo dei vip segna un nuovo livello di conflitto tra grandi gruppi televisivi e personalità che utilizzano piattaforme web per diffondere contenuti non filtrati da redazioni e codici interni. Al centro resta la linea rossa tra critica aspra, diritto di satira, diffamazione e minaccia.
La vicenda si inserisce nella lunga parabola pubblica di Corona, scandita da processi, detenzione, ritorni sulla scena e continui scontri con istituzioni e protagonisti dello showbiz. L’esito di questa battaglia legale potrebbe incidere non solo sul suo futuro digitale, ma anche sul perimetro consentito agli “imprenditori del dissenso” nel sistema mediatico italiano.
FAQ
D: Perché Mediaset ha denunciato Fabrizio Corona?
R: L’azienda contesta diffamazione e minacce collegate ai contenuti diffusi tramite il format online “Falsissimo”.
D: Quale procura sta seguendo il caso?
R: La denuncia è stata presentata alla Procura di Milano, con coinvolgimento della Direzione Distrettuale Antimafia per le misure di prevenzione richieste.
D: Cosa chiede Mediaset oltre alla querela penale?
R: Il gruppo televisivo sollecita il divieto per Corona di usare social, dispositivi elettronici e piattaforme telematiche.
D: Come ha reagito Fabrizio Corona alla notizia della denuncia?
R: Ha rilanciato sui social, parlando di “guerra” e annunciando di voler continuare a rivelare presunti retroscena televisivi.
D: Chi difende legalmente Corona in questa vicenda?
R: Lo assiste l’avvocato Ivano Chiesa, che richiama la tutela costituzionale della libertà di espressione.
D: Quali programmi sono coinvolti nella polemica?
R: Al centro c’è il format web “Falsissimo”, in cui vengono citati volti e programmi legati a Mediaset, tra cui Alfonso Signorini.
D: Qual è il nodo giuridico principale del caso?
R: Il bilanciamento tra diritto alla libera manifestazione del pensiero e protezione dell’onore e della reputazione di persone e brand.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata per la notizia?
R: La ricostruzione della denuncia e delle reazioni è stata riportata inizialmente da testate italiane di cronaca e spettacolo come Il Fatto Quotidiano e altri quotidiani nazionali.




