Mediaset ferma Falsissimo, spariscono improvvisamente le puntate sui volti di punta

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La mossa sul copyright che cambia la partita
La battaglia tra Mediaset e Fabrizio Corona entra in una fase decisiva: il gruppo di Cologno Monzese ha scelto di usare in modo pieno lo strumento del diritto d’autore, ottenendo la rimozione di quattro puntate di Falsissimo da YouTube. Le puntate finite nel mirino sono quelle dedicate a Alfonso Signorini, Gerry Scotti e Pier Silvio Berlusconi, ovvero i contenuti che avevano alimentato la crescita virale del format e acceso il dibattito online.
Secondo quanto emerge, i video incriminati contenevano spezzoni di programmi Mediaset, interviste e immagini di repertorio utilizzati senza autorizzazione, montati per rafforzare il racconto accusatorio tipico di Falsissimo. Per YouTube, di fronte a una segnalazione formale di violazione del copyright, il margine di interpretazione è minimo: scatta la rimozione immediata e, in parallelo, lo strike al canale di Corona.
Colpisce un dettaglio rilevante per la cronaca: tra i materiali contestati figura anche una recente intervista trasmessa a Verissimo, inserita nel montaggio di una delle puntate più discusse. Da quel momento, la reazione della piattaforma è stata automatica, in netto contrasto con i tempi ben più lenti delle aule giudiziarie.
Per settimane lo scontro si era consumato soprattutto sul terreno legale tradizionale: ricorsi, richieste di inibitoria, comunicati dai toni durissimi in cui Mediaset prendeva le distanze dalle ricostruzioni e dalle accuse di Corona. Solo ora il gruppo ha deciso di premere il grilletto dello strumento più semplice e immediato: il copyright.
Una scelta che, in ottica SEO e reputazione digitale, non serve solo a bloccare i contenuti, ma a limitare l’indicizzazione di video potenzialmente lesivi su Google e su Google Discover, riducendone l’impatto sull’opinione pubblica.
Strike YouTube e rischi per il progetto Falsissimo
Lo strike ricevuto dal canale di Fabrizio Corona apre uno scenario di forte incertezza sul futuro di Falsissimo. Il sistema di YouTube prevede tre gradini: al primo strike viene rimosso il contenuto segnalato e si attiva un periodo di osservazione; al secondo scattano limitazioni operative, come blocchi temporanei sulle pubblicazioni; al terzo arriva la chiusura definitiva del canale, con perdita dell’archivio.
In questa fase Corona si trova in una zona grigia ma pericolosa: non è a un passo dal ban, ma non può più permettersi leggerezze nell’uso di materiali coperti da copyright. Dal punto di vista editoriale, significa dover ripensare il linguaggio stesso di Falsissimo, nato e cresciuto su un mix di documenti, narrazione a forte carica emotiva e inserti video tratti dai programmi Mediaset.
La rimozione delle puntate più virali colpisce proprio il cuore dell’algoritmo: meno visualizzazioni, meno watchtime, minore probabilità di comparire in home su YouTube, su Google News e su Google Discover.
Per il gruppo di Cologno Monzese, questa mossa ha anche una valenza strategica: dopo aver tentato di “smontare” Falsissimo sul piano della credibilità e della legittimità delle accuse, l’azienda passa a un approccio tecnico che non discute opinioni, ma diritti. Niente dibattito pubblico, solo applicazione di regole di piattaforma.
La puntata del 26 gennaio, andata in onda nonostante l’accoglimento di un ricorso presentato dai legali di Alfonso Signorini, ha rappresentato il punto di rottura definitivo. Da lì, il passaggio dagli atti giudiziari alle segnalazioni di copyright è apparso quasi inevitabile.
Nuovi equilibri tra informazione, show e diritti digitali
La vicenda tra Mediaset e Fabrizio Corona è un caso di studio sul rapporto tra diritto di cronaca, infotainment e copyright nell’ecosistema digitale. Da un lato, il format di Falsissimo si è presentato come prodotto di “contro-informazione” con ricostruzioni, rivelazioni e documenti; dall’altro ha utilizzato in modo esteso immagini e contenuti di terzi, in particolare del cosiddetto “Biscione”, senza una cornice chiara di licenze o accordi.
In termini di SEO e visibilità, la rimozione di contenuti per violazione del copyright impatta direttamente sull’autorevolezza percepita del canale agli occhi degli algoritmi. Un canale colpito da strike tende a essere trattato con più prudenza dalle piattaforme, con effetti a cascata sulla distribuzione dei video e sulla possibilità di finire tra i suggeriti o nelle sezioni di tendenza.
Per Corona, il nuovo scenario implica un riposizionamento: puntare su documenti originali, testimonianze dirette, inchieste senza appoggiarsi a frammenti protetti da copyright, se non in casi in cui il fair use – o l’equivalente europeo del diritto di citazione – sia effettivamente sostenibile.
La mossa di Mediaset manda anche un messaggio chiaro all’intero settore dei creator italiani: usare immagini televisive senza permesso, per costruire narrazioni ad alto tasso di conflitto, espone a conseguenze immediate, non solo sul piano legale ma soprattutto su quello della sopravvivenza digitale. Il terreno su cui si gioca oggi la reputazione non è solo il tribunale, ma la SERP di Google, la home di YouTube e le raccomandazioni di Discover.
Chi produce contenuti d’inchiesta o di commento dovrà sempre più conciliare audacia editoriale, verifica delle fonti e rispetto rigoroso del diritto d’autore, se vuole restare visibile e monetizzabile.
FAQ
D: Perché le puntate di Falsissimo sono state rimosse da YouTube?
R: Perché contenevano materiali di proprietà Mediaset utilizzati senza autorizzazione, configurando violazione del copyright.
D: Quali episodi di Falsissimo sono stati oscurati?
R: Le puntate dedicate a Alfonso Signorini, Gerry Scotti e Pier Silvio Berlusconi, considerate tra le più virali del progetto.
D: Che cos’è uno strike su YouTube?
R: È una penalizzazione ufficiale per violazioni delle policy, tra cui il copyright, che può portare fino alla chiusura del canale al terzo strike.
D: Quanti strike servono per la chiusura di un canale?
R: Al terzo strike, YouTube procede di norma alla rimozione definitiva del canale e del relativo archivio di contenuti.
D: Come cambia ora il format di Falsissimo?
R: Dovrà ridurre o eliminare l’uso di spezzoni di programmi Mediaset, puntando su materiali originali e documenti propri.
D: Perché Mediaset non ha usato prima lo strumento del copyright?
R: In una prima fase ha privilegiato azioni legali e comunicati per contestare metodo e credibilità, ricorrendo al copyright solo dopo l’escalation.
D: Qual è l’impatto SEO di uno strike su un canale?
R: Può ridurre la visibilità dei video nei suggerimenti, su Google, Google News e Discover, limitando crescita e monetizzazione.
D: Qual è la principale fonte del caso Mediaset–Corona su Falsissimo?
R: La ricostruzione si basa sulle informazioni circolate nelle cronache italiane e sui contenuti rimossi da YouTube relativi al progetto Falsissimo di Fabrizio Corona.




