Mediaset blocca Corona su YouTube: cosa nasconde lo strike improvviso

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Scontro digitale e diritti d’autore
Lo scontro tra Mediaset e Fabrizio Corona entra in una fase nuova, dove la partita non si gioca più solo nei tribunali italiani ma anche sulle regole di YouTube. L’ultima puntata di “Falsissimo” è stata rimossa dalla piattaforma con uno strike per presunta violazione del copyright, dopo l’uso di filmati di proprietà dell’azienda di Cologno Monzese senza autorizzazione esplicita. Nel mirino sarebbero finiti almeno quattro contributi video, tra cui l’intervista di Andrea Sempio a Verissimo, contenuti coperti dal diritto d’autore e soggetti a limiti di utilizzo precisi.
Secondo quanto trapela dall’area legale di Mediaset, la scelta di attivare lo strumento di reclamo copyright di YouTube è arrivata dopo settimane di accuse pubbliche, giudicate “reiterazione di falsità gravissime” e suscettibili di ledere la reputazione di una “società quotata in borsa” e di molti suoi dipendenti. In una nota, il gruppo televisivo ha parlato di un “metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo”, motivando così una reazione più rapida e tecnica rispetto al solo ricorso ai tribunali.
L’uso della leva del copyright consente a Mediaset di saltare il passaggio giudiziario immediato, affidandosi al sistema interno di verifica di YouTube, che agisce sulla base del Digital Millennium Copyright Act e delle proprie policy globali. Per Corona, intanto, la conseguenza è un primo strike formale e la rimozione delle puntate più virali di “Falsissimo”, proprio quelle in cui si parlava di “Sistema Signorini” e “Sistema Mediaset”.
Lo strike di YouTube spiegato
Lo strike di YouTube per violazione di copyright è uno strumento standardizzato che il colosso di Google applica a livello mondiale per tutelare i titolari dei diritti. Quando un broadcaster come Mediaset invia una richiesta formale di rimozione, il team della piattaforma verifica se i contenuti caricati riproducono materiale protetto senza un’adeguata licenza o senza rientrare nelle eccezioni previste dalla legge e dalle policy interne. Se il reclamo è ritenuto valido, il video viene rimosso e al canale viene assegnato uno strike, con effetti progressivi in caso di recidiva.
Il sistema è strutturato su tre livelli: al primo strike i contenuti contestati vengono cancellati e l’account riceve un avvertimento, con limitazioni limitate ma ben chiare sull’uso futuro di materiali di terzi. Al secondo, le restrizioni aumentano e possono toccare la possibilità di caricare nuovi video o di usare alcune funzionalità avanzate. Al terzo strike, YouTube procede alla chiusura definitiva del canale, rendendo inaccessibile tutto l’archivio pubblicato fino a quel momento, inclusi i video non coinvolti direttamente nelle contestazioni.
La piattaforma, però, prevede contrappesi. Ogni strike dura 90 giorni e non è irreversibile: l’autore può chiedere al detentore dei diritti di ritirare il reclamo, oppure inviare una contro‑notifica legale se ritiene che il contenuto rientri nel legittimo esercizio del diritto di cronaca o di critica. Inoltre, YouTube richiede la frequenza di un corso educativo online sul copyright per poter rientrare pienamente in piattaforma al termine del periodo di penalità.
Impatto sul caso Corona e sul web italiano
Per Fabrizio Corona, lo strike attuale rappresenta il primo livello di sanzione, ma l’effetto è tutt’altro che marginale: le puntate di “Falsissimo” dedicate a Alfonso Signorini e a Mediaset, che avevano raccolto milioni di visualizzazioni, non sono più disponibili su YouTube. Gli avvocati del conduttore di Grande Fratello avevano già ottenuto dal Tribunale di Milano l’oscuramento degli episodi 19 e 20 e il divieto di proseguire su quella linea editoriale, ma la scelta della piattaforma accelera ulteriormente la rimozione delle clip contestate.
La decisione segna un precedente rilevante per il panorama mediatico digitale italiano, perché mostra come i grandi broadcaster possano usare in modo strategico gli strumenti delle piattaforme per tutelare immagine e diritti d’autore, agganciandosi a un terreno – quello del copyright – spesso più rapido e concreto rispetto alle cause civili per diffamazione. Per chi produce contenuti borderline, tra inchiesta, gossip e denuncia, si apre una fase di maggiore attenzione all’uso di filmati televisivi protetti, perfino quando vengono impiegati a fini di commento o critica.
Corona potrà continuare a pubblicare nuove puntate, ma dovrà farlo senza ricorrere a materiale integrale di proprietà di Mediaset, se non in forme e quantità compatibili con la normativa e con le regole di YouTube. Il rischio, in caso di nuovi strike, è la chiusura del canale, con la perdita di un asset comunicativo centrale per il suo rientro sulla scena pubblica. Il caso potrebbe spingere altri personaggi e aziende italiane a usare con maggior frequenza gli strumenti di tutela offerti dal colosso di Mountain View.
FAQ
D: Che cosa è successo alle puntate di “Falsissimo” su YouTube?
R: Alcuni episodi sono stati rimossi dopo una richiesta di Mediaset, che ha contestato l’uso di propri video protetti da copyright.
D: Perché YouTube ha applicato uno strike al canale di Fabrizio Corona?
R: Per presunta violazione del diritto d’autore, legata all’inserimento di filmati di proprietà Mediaset senza autorizzazione adeguata.
D: Quanti strike ha attualmente il canale di Fabrizio Corona?
R: Al momento risulta un solo strike, che comporta rimozioni mirate e un avvertimento formale.
D: Cosa rischia un canale YouTube con tre strike di copyright?
R: Con il terzo strike la piattaforma chiude il canale e rende inaccessibili tutti i contenuti pubblicati.
D: Lo strike di YouTube è permanente?
R: No, dura 90 giorni e può essere superato se non si ricevono altri strike e si completa il corso sul copyright.
D: Mediaset ha agito solo su YouTube contro Fabrizio Corona?
R: No, oltre allo strike, ci sono state azioni legali e provvedimenti del Tribunale di Milano su specifiche puntate.
D: Fabrizio Corona può continuare a pubblicare nuovi video?
R: Sì, ma deve evitare l’uso illecito di contenuti di terzi, in particolare materiali televisivi di Mediaset.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni su questo caso?
R: La ricostruzione si basa su note ufficiali di Mediaset, documentazione legale e resoconti pubblicati dalla stampa italiana specializzata in cronaca media.




