McDonald’s ottiene vittoria legale contro marchio Mc Dino’s per uso ingannevole del prefisso Mc
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McDonald’s vince a Bari: stop al prefisso “Mc” per ristorante pugliese
Il Tribunale civile di Bari, quarta sezione, ha accolto il ricorso di McDonald’s contro una società di ristorazione pugliese che utilizzava i segni “Mc Dino’s”, “McDrive” e denominazioni di prodotti con prefisso “Mc”.
La decisione, pubblicata nei giorni scorsi, vieta l’uso di tali marchi perché ritenuti idonei a generare confusione con la rete del colosso statunitense, la cui identità commerciale ruota proprio attorno al prefisso “Mc”.
La causa si è resa necessaria dopo il mancato rispetto di una diffida extragiudiziale. Secondo i giudici, la forza distintiva del marchio McDonald’s richiede una tutela rafforzata per evitare sfruttamento parassitario e concorrenza sleale.
In sintesi:
- Il Tribunale di Bari vieta a una società pugliese l’uso del prefisso commerciale “Mc”.
- Ritenuta contraffazione l’insegna “Mc Dino’s” e i segni “McDrive” e “Mc Burger”.
- I giudici riconoscono a McDonald’s un marchio “forte” con tutela particolarmente intensa.
- Nessun risarcimento riconosciuto: danno non provato né quantificato in giudizio.
Perché il prefisso “Mc” è protetto come elemento distintivo forte
Al centro della controversia c’è l’uso, da parte della società pugliese, dell’insegna “Mc Dino’s” e del segno “McDrive”, identico a quello impiegato da McDonald’s per i propri punti vendita con servizio auto.
Nel menu del locale figuravano inoltre prodotti denominati “Mc Burger” e altre voci precedute dal prefisso “Mc”, già registrato e utilizzato dal gruppo americano in combinazione con marchi come Big Mac, McDrive, McBurger, McChicken, McNuggets, McCafe.
Riprendendo quanto evidenziato dalla sentenza, citata dal Corriere della Sera, tale sistema di denominazioni crea un “ombrello” unitario di riconoscibilità commerciale: il consumatore medio associa immediatamente il prefisso “Mc” a un’unica origine imprenditoriale, quella di McDonald’s.
Per questo i giudici baresi hanno qualificato il marchio come “forte”, cioè dotato di capacità distintiva elevata, meritevole di una tutela più intensa. Ne deriva che risultano illecite anche varianti pur originali, se lasciano sussistere l’identità sostanziale del segno.
Dopo una diffida rimasta senza effetti, il colosso statunitense ha adito il Tribunale, che ha accertato il rischio di confusione e l’agganciamento parassitario alla notorietà del brand.
Le conseguenze della sentenza per i marchi nella ristorazione
La decisione del Tribunale di Bari dichiara che l’uso dei segni “Mc Dino’s”, “McDrive”, “Mc Burger” e di qualsiasi altro prefisso “Mc” riconducibile al brand americano, in qualunque combinazione, costituisce “contraffazione e concorrenza sleale”.
Pur riconoscendo la violazione, il giudice ha respinto la richiesta di risarcimento danni, ritenendo non provato né quantificato il pregiudizio economico subito da McDonald’s.
La pronuncia assume rilievo per l’intero settore della ristorazione e del food retail: sfruttare prefissi, format linguistici o segni che richiamano un gigante globale, anche con varianti apparentemente creative, espone al rischio concreto di contenziosi per violazione di marchio.
Per le realtà locali, la sentenza conferma l’esigenza di strategie di branding autonome, evitando scorciatoie che possano essere percepite come imitazione sistematica di brand ipernoti.
FAQ
Cosa ha deciso il Tribunale di Bari nel caso McDonald’s?
Il Tribunale di Bari ha vietato a una società pugliese l’uso dei segni “Mc Dino’s”, “McDrive”, “Mc Burger” e prefissi “Mc” affini.
Perché il prefisso “Mc” è considerato così tutelato in Italia?
Perché è parte di un marchio “forte”: identifica immediatamente McDonald’s e rende illecite anche varianti che mantengono un’identità sostanziale.
Cosa rischia chi utilizza segni simili a marchi famosi nella ristorazione?
Rischia azioni per contraffazione e concorrenza sleale, con possibili inibitorie sull’uso del marchio e, se provato, richieste risarcitorie.
Il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento danni a McDonald’s?
No, il Tribunale non ha riconosciuto alcun risarcimento perché il danno non è stato adeguatamente dimostrato né quantificato in giudizio.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giuridica?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati tratti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla Redazione.

