Max Mara colpo da professionisti nello stabilimento aziendale rubati centinaia di cappotti di lusso

Furto lampo di cappotti Max Mara a Reggio Emilia: cosa è successo
Nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 marzo, nello stabilimento Manifattura San Maurizio di via Calvino a Reggio Emilia, legato al gruppo Max Mara, una banda organizzata ha rubato circa 200 cappotti del valore di 1.500 euro ciascuno, oltre ad altri capi. L’azione, durata poco più di cinque minuti, è stata compiuta intorno alle 2 e ha preso di mira merce già pronta per la spedizione del mattino. Le modalità del colpo – pianificato e ad alto rischio – fanno ipotizzare una soffiata interna e un possibile canale di ricettazione internazionale per capi di lusso. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile della Polizia di Stato, che sta analizzando le immagini delle telecamere della zona e ricostruendo i movimenti delle auto rubate usate per bloccare le vie d’accesso.
In sintesi:
- Rubati circa 200 cappotti pesanti Max Mara pronti per la spedizione mattutina.
- Banda organizzata blocca una strada con tre auto rubate e sfonda i cancelli.
- Valore stimato del bottino intorno ai 300mila euro, cifra in corso di verifica.
- Ipotesi di soffiata interna, indagini della Squadra Mobile con analisi dei video.
Secondo le prime ricostruzioni, i ladri hanno agito con un piano preciso. Prima hanno ostruito via Giacomo Wilder Zanti, all’altezza dell’asilo nido Maramotti, lasciando in sosta tre auto rubate per rallentare l’intervento delle pattuglie. Verso le 2, un furgone ha sfondato il cancello esterno e il portone della Manifattura San Maurizio, consentendo alla banda di raggiungere rapidamente il magazzino dove erano stoccati i capi. In pochi minuti sono stati caricati i cappotti pesanti firmati Max Mara e altri articoli di abbigliamento, poi i malviventi sono fuggiti prima dell’arrivo dell’istituto di vigilanza, che ha dato l’allarme trovando i varchi abbattuti e lo stabilimento già svuotato della merce di maggior valore.
Modalità del colpo, valore del bottino e ipotesi investigative
Le stime preliminari parlano di circa 200 cappotti Max Mara dal valore unitario di 1.500 euro, cui si aggiungono ulteriori capi rubati. Il danno complessivo si aggirerebbe attorno ai 300mila euro, ma la quantificazione esatta è ancora in corso sulla base degli inventari interni. Per un brand del lusso come Max Mara, colpi di questo tipo rappresentano non solo una perdita economica immediata, ma anche un rischio di contraffazione e ricettazione su mercati paralleli, offline e online.
Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione su tre fronti: la catena logistica interna, i sistemi di sorveglianza e i possibili canali di smistamento dei beni rubati. Il fatto che i cappotti fossero già imballati e pronti alla spedizione del venerdì mattina lascia ipotizzare che qualcuno fosse a conoscenza di tempi, modalità e valore del carico. Le immagini delle telecamere della zona industriale, le tracce lasciate dalle auto rubate e gli eventuali movimenti anomali nelle ore precedenti saranno centrali per risalire alla banda, probabilmente specializzata nei furti mirati alle aziende del tessile e dell’alta gamma.
Un colpo che riaccende i riflettori sul polo moda reggiano
Lo stabilimento Manifattura San Maurizio era già finito al centro del dibattito pubblico la scorsa estate, quando alcune lavoratrici organizzarono il primo sciopero dopo decenni denunciando ritmi a cottimo, pressioni psicologiche, ferie e permessi negati e insulti sul fisico. Il caso arrivò in Consiglio comunale e in Parlamento, con verifiche del Ministero del Lavoro sulle irregolarità segnalate.
Dopo le polemiche, l’azienda aveva annunciato il ritiro dal progetto del “Polo della Moda” di Reggio Emilia, sostenendo il venire meno di un clima sereno. Ora il maxi-furto aggiunge un ulteriore elemento di criticità per il distretto produttivo locale: da un lato l’esposizione dei siti industriali di fascia alta a criminalità organizzata e furti mirati, dall’altro la necessità di rafforzare sicurezza fisica, governance interna e tracciabilità dei capi. Le indagini chiariranno se il colpo sia un episodio isolato o il segnale di una filiera criminale strutturata nel comparto moda di lusso.
FAQ
Quanti cappotti Max Mara sono stati rubati a Reggio Emilia?
Sono stati rubati circa 200 cappotti pesanti Max Mara, già pronti per la spedizione, insieme ad altri capi d’abbigliamento di valore.
Qual è il valore stimato complessivo del furto nello stabilimento?
Il valore complessivo stimato è di circa 300mila euro, ma la quantificazione definitiva è in corso tramite verifica degli inventari.
Chi sta conducendo le indagini sul furto alla Manifattura San Maurizio?
Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato, che analizza telecamere, veicoli rubati e movimenti sospetti.
Perché si ipotizza una soffiata interna nel furto dei cappotti?
L’ipotesi nasce dal fatto che i cappotti fossero già pronti per la spedizione, informazione nota soprattutto a personale interno e logistica.
Quali sono le principali fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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