Morte di Maurizio Gozzelino, l’uomo che ha inventato il Crodino
È morto a 89 anni Maurizio Gozzelino, enotecnico piemontese e inventore del celebre aperitivo analcolico Crodino. Originario di Saluzzo e formato alla scuola enologica di Alba, ha creato negli anni ’60 la bevanda che avrebbe rivoluzionato il rito dell’aperitivo italiano. Il decesso è avvenuto in Piemonte, dove viveva con la famiglia. La sua figura è centrale nella storia dell’industria del beverage nazionale: dalla collaborazione con le Terme di Crodo S.p.A. di Piero Ginocchi fino al successivo sviluppo imprenditoriale tra Torino, Milano e Bucarest. La notizia della scomparsa riapre il dibattito sul valore culturale ed economico del Crodino, oggi brand globale ma nato in un piccolo stabilimento di montagna, e sull’eredità professionale di un tecnico che ha sempre rivendicato il lavoro di squadra più che il protagonismo personale.
In sintesi:
- Morto l’enotecnico piemontese Maurizio Gozzelino, inventore del Crodino nato a Saluzzo nel 1935.
- Il Crodino fu sviluppato alle Terme di Crodo su intuizione dell’imprenditore Piero Ginocchi.
- Gozzelino fu anche imprenditore: San Giorgio essenze, Emans e Astese.
- Oggi il marchio Crodino è nel perimetro del gruppo Campari.
Dalla bottega di Saluzzo al successo mondiale del Crodino
L’infanzia di Maurizio Gozzelino si svolge a Saluzzo, dove il padre commercia vini e la famiglia gestisce l’osteria I tre scalini. È tra i profumi di quel locale che matura la sensibilità per aromi ed estratti, affinata poi alla scuola enologica di Alba.
Terminati gli studi, si trasferisce a Torino come tecnico per l’assistenza alla clientela enologica e dei liquori, costruendosi una reputazione di specialista nelle essenze e nei blend.
La svolta arriva nel 1962 con la firma del contratto con Piero Ginocchi. Nel 1963 Gozzelino entra alle Terme di Crodo S.p.A., in Val d’Ossola, dove riceve l’incarico di sviluppare un nuovo aperitivo analcolico.
La richiesta di Ginocchi è precisa: creare una bevanda non alcolica, adatta a tutti, capace di inserirsi nel rito dell’aperitivo allora dominato da prodotti alcolici. In pochi mesi nasce il Crodino, dal nome di Crodo, il paese che ospita lo stabilimento.
Gozzelino, pur riconosciuto come “padre” della formula, ribadirà sempre che quella ricetta – tuttora segreta – fu il risultato di un intenso lavoro di squadra nel reparto tecnico dello stabilimento Ginocchi.
Parallelamente alla fama del Crodino, Gozzelino costruisce una solida carriera imprenditoriale: dal 1966 al 1988 è coproprietario e amministratore delegato della San Giorgio essenze di Torino, poi ceduta a Pernod Ricard.
In seguito diventa proprietario dell’industria Essenziera Emans di Milano e della società Astese di Bucarest, consolidando il proprio ruolo di riferimento nel settore aromi e bevande su scala internazionale.
L’eredità culturale del Crodino e il futuro del brand
La dimensione privata di Maurizio Gozzelino è rimasta sempre riservata: poco si sa del suo patrimonio personale, mentre è evidente quello simbolico legato al Crodino, oggi distribuito in tutto il mondo.
La bevanda è stata riconosciuta patrimonio piemontese DOC, al pari di tartufo, nocciola, Barolo e bagna cauda, sancendo il legame profondo tra il marchio e il territorio d’origine.
Determinante, nella nascita del Crodino, fu la visione di Piero Ginocchi, presidente di Terme di Crodo S.p.A., che colse l’assenza sul mercato di un aperitivo analcolico “democratico”.
Senza eredi diretti, Ginocchi cedette l’azienda a una multinazionale, destinando parte del proprio patrimonio alla città di Crodo con la creazione del Centro studi Piero Ginocchi, struttura che ospita libreria, archivio storico, teatro e museo delle acque minerali.
La produzione del Crodino, nato in Val d’Ossola, è stata successivamente spostata a Novi Ligure, rimanendo però in Piemonte. Oggi il marchio rientra nel gruppo Campari, mentre lo stabilimento originario è passato dalla olandese Bols Wessanen alla danese Royal Unibrew, che ha investito milioni di euro sugli impianti per produrre principalmente Lemonsoda e Oransoda.
L’eredità di Gozzelino sopravvive così in un brand globale che continua a presidiare il segmento degli aperitivi analcolici, in un mercato sempre più attento a consumo consapevole e moderazione alcolica.
FAQ
Chi era Maurizio Gozzelino e di cosa si occupava?
Era un enotecnico piemontese, nato a Saluzzo nel 1935, specializzato in aromi, liquori e bevande analcoliche, attivo tra Italia e Romania.
In quale anno è stato creato l’aperitivo analcolico Crodino?
È stato sviluppato nel 1963 alle Terme di Crodo S.p.A., pochi mesi dopo l’arrivo di Maurizio Gozzelino nello stabilimento piemontese.
Dove si produce oggi il Crodino e a quale gruppo appartiene?
Attualmente il Crodino viene prodotto a Novi Ligure, in Piemonte, ed è un brand incluso nel portafoglio del gruppo Campari.
Perché il Crodino è considerato patrimonio piemontese DOC?
È riconosciuto patrimonio piemontese DOC per origine territoriale, radicamento culturale e rilevanza economica, insieme a tartufi, nocciole, Barolo e bagna cauda.
Quali sono le fonti utilizzate per la ricostruzione di questa notizia?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



