Matteo Angeletti racconta il dietro le quinte dell’oro di Francesca Lollobrigida

La rinascita di Francesca Lollobrigida tra famiglia e oro olimpico
Il trionfo di Francesca Lollobrigida nei 3000 metri a Milano-Cortina 2026 è il punto d’arrivo di un percorso in cui performance d’élite, maternità e gestione degli infortuni si intrecciano. Dietro il successo c’è una rete familiare solida, guidata dal marito Matteo Angeletti e dal piccolo Tommaso, che hanno accompagnato l’atleta nella fase più complessa della carriera. Dopo la gravidanza e la tentazione del ritiro, la campionessa azzurra ha trasformato un periodo di fragilità in un progetto tecnico e umano ad altissimo livello, culminato nell’oro olimpico e in un record che la proietta al vertice del pattinaggio di velocità internazionale.
Il contesto di questa vittoria restituisce un modello concreto di gestione della doppia identità atleta-madre, oggi centrale nel dibattito sportivo globale.
Gestione della crisi tra gravidanza, infortuni e dubbi sul ritiro
Dopo Pechino 2022, con argento e bronzo olimpici, Lollobrigida ha affrontato l’impatto fisico e mentale della gravidanza, aggravato da problemi muscolari e calo di rendimento. Le gare non rispondevano alle aspettative, i tempi si allontanavano dagli standard d’élite, la prospettiva di un addio alla pista era concreta. In questa fase, la strategia condivisa con Angeletti, ex pattinatore e preparatore atletico, ha puntato su recupero progressivo, pianificazione a lungo termine e realismo sugli obiettivi intermedi, senza forzare i rientri e proteggendo la salute dell’atleta.
La scelta di non interrompere il progetto quadriennale verso Milano-Cortina è stata il passaggio decisivo.
Il ruolo chiave della famiglia come team di supporto
Il risultato olimpico è l’esito di un lavoro di squadra che coinvolge l’intero nucleo familiare. Angeletti ha gestito in parallelo la crescita di Tommaso e la logistica quotidiana, mentre la sorella Giulia e i genitori della campionessa hanno garantito presenza costante, dagli allenamenti ai festeggiamenti, come dimostrano le immagini con torta e candeline al seguito. L’obiettivo condiviso non era solo la medaglia, ma la possibilità di far vivere al figlio, anche se ancora piccolo, un momento storico per la carriera della madre, rafforzando il legame tra dimensione privata e vetrina olimpica.
Dentro la vittoria: strategia, aspettative e gestione emotiva
Alla vigilia di Milano-Cortina 2026, il contesto competitivo non lasciava presagire un dominio di Lollobrigida. Secondo Matteo Angeletti, il target realistico era il podio, non l’oro: il gap cronometro alla mano sembrava difficilmente colmabile. La gara è stata vissuta da lui con trepidazione, più come liberazione che come sorpresa assoluta, dopo quattro anni di preparazione in cui la componente psicologica è stata determinante. Il peso delle aspettative, la memoria delle medaglie di Pechino e le difficoltà dell’ultimo anno hanno reso l’esito ancora più significativo sul piano umano e professionale.


Il successo finale ha chiuso un ciclo, riaprendone un altro verso i 5000 metri.
Dai quattro anni di attesa all’oro oltre le previsioni
Il progetto Milano-Cortina nasce subito dopo il 2022: l’oro sui 3000 era indicato come obiettivo tecnico, ma l’ultima stagione ha ridimensionato le ambizioni. Tempi in calo, risposte fisiche alterne e un contesto internazionale in crescita hanno spinto lo staff a rivedere le priorità, puntando a un terzo posto ritenuto “ragionevole”. I tre secondi da recuperare per il podio apparivano gestibili, il distacco dalla prima no. La capacità di andare oltre le metriche previste, in gara, segnala una gestione perfetta di condizione, tattica di passo e carico emotivo al momento decisivo, elemento tipico degli atleti di vertice.
L’impatto emotivo su Matteo Angeletti e sulla famiglia
Angeletti descrive il post-gara come la rimozione di un macigno accumulato in quattro anni di attesa. La tensione non nasce solo dal risultato sportivo, ma dal peso delle rinunce familiari: lunghi periodi di lontananza, incertezza sul futuro agonistico, notti in cui Tommaso cercava la mamma. Il confronto post-vittoria tra i coniugi è tornato proprio su questo punto: il momento in cui Francesca Lollobrigida pensava di mollare. Rivedere quel bivio alla luce dell’oro consente alla famiglia di rileggere sacrifici e fatiche non come prezzo, ma come investimento riuscito, rafforzando la coesione interna.
Equilibrio tra maternità, carriera olimpica e vita quotidiana
La gestione della quotidianità tra una campionessa olimpica spesso in viaggio e un bambino di tre anni rappresenta uno degli aspetti più concreti del modello Lollobrigida-Angeletti. Con 230-250 giorni l’anno passati lontano da casa, aumentati nel periodo olimpico tra raduni e gare, la famiglia ha strutturato una vera “organizzazione di supporto”, che include nonni, asilo, pianificazione degli orari di lavoro e gestione autonoma del padre. Questo equilibrio, pur complesso, mostra come una carriera di altissimo livello possa convivere con una maternità presente, anche se scandita da lunghi distacchi.
Il racconto diretto di Angeletti chiarisce dinamiche e compromessi reali dietro le immagini di festa.
Lontananza, notti difficili e resilienza del piccolo Tommaso
Nei periodi di preparazione olimpica, Tommaso affronta assenze prolungate della madre, arrivando talvolta a svegliarsi di notte chiamandola. Dopo pochi minuti si calma, consapevole che l’assenza è temporanea e legata al lavoro. Secondo il padre, appare “troppo piccolo per comprendere”, ma in realtà ha sviluppato un’elevata capacità di adattamento, distinguendo tra normalità domestica e fasi di competizione. Questa resilienza infantile è un fattore non secondario nel permettere a Lollobrigida di mantenere alta intensità di allenamento e frequenza di gare senza compromettere in modo irreversibile l’equilibrio affettivo familiare.
Organizzazione dei ruoli, supporto dei nonni e vita professionale
Matteo Angeletti rifiuta l’etichetta di “mammo” e rivendica una paternità piena, integrata al lavoro alla Camera dei deputati. La giornata si divide tra impegni istituzionali, cura del figlio e coordinamento con i nonni. I genitori di Francesca rappresentano il primo presidio logistico, mentre quelli di Matteo, dalle Marche a Ladispoli, intervengono soprattutto nei fine settimana. L’asilo è un tassello funzionale essenziale, che garantisce continuità educativa e margini di operatività per gli adulti. L’insieme di questi elementi restituisce un modello organizzativo concreto, replicabile da altre famiglie sportive ad alto livello.
FAQ
Chi è Francesca Lollobrigida e in cosa ha vinto l’oro
Francesca Lollobrigida è una pattinatrice di velocità su ghiaccio italiana, oro e record olimpico nei 3000 metri ai Giochi di Milano-Cortina 2026, dopo le medaglie di argento e bronzo conquistate a Pechino 2022.
Che ruolo ha Matteo Angeletti nel percorso di Lollobrigida
Matteo Angeletti, marito di Lollobrigida, è ex pattinatore e preparatore atletico: contribuisce alla pianificazione sportiva e gestisce la quotidianità familiare con il figlio Tommaso, soprattutto nei lunghi periodi di assenza dell’atleta.
Come la gravidanza ha influenzato la carriera di Francesca
La gravidanza ha rallentato la progressione agonistica di Lollobrigida, imponendo un lavoro di recupero fisico e mentale. In combinazione con alcuni problemi fisici, aveva aperto l’ipotesi di ritiro, poi superata con una pianificazione mirata verso Milano-Cortina.
Quanti giorni all’anno Lollobrigida è lontana dalla famiglia
Secondo Angeletti, Francesca Lollobrigida passa tra 230 e 250 giorni all’anno lontana da casa per gare, raduni e allenamenti, con un carico ancora maggiore nel periodo olimpico.
Come vive Tommaso l’assenza della madre atleta
Tommaso, quasi tre anni, sente la mancanza della madre e talvolta la chiama di notte, ma riesce a rasserenarsi rapidamente. Sa che la mamma è al lavoro e che tornerà, dimostrando una sorprendente capacità di adattamento alla routine sportiva familiare.
In che modo la famiglia si organizza tra lavoro e cura del figlio
Angeletti si divide tra l’impegno alla Camera dei deputati e la gestione di Tommaso, con un supporto determinante dei nonni e dell’asilo. Questa rete permette a Lollobrigida di mantenere standard agonistici da élite.
Perché l’oro di Milano-Cortina è stato vissuto come una liberazione
Dopo quattro anni di preparazione, risultati altalenanti e dubbi sul ritiro, l’oro nei 3000 metri ha rappresentato per Angeletti una liberazione emotiva e la conferma che i sacrifici familiari e personali erano stati “all’altezza del risultato” perseguito.
Qual è la fonte originale dell’intervista su Lollobrigida
Le informazioni e le dichiarazioni riportate provengono da un articolo firmato da Giulia Zonca e pubblicato su La Stampa, dedicato al successo olimpico di Francesca Lollobrigida e al racconto della sua famiglia.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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