Mario Giordano smonta Crans-Montana: il mistero dei 9 giorni che fa infuriare l’opinione pubblica
Indice dei Contenuti:
Domande sulle responsabilità istituzionali
Mario Giordano solleva interrogativi pesanti sulle responsabilità pubbliche dopo l’incendio del Le Constellation a Crans-Montana. Perché i controlli sarebbero stati effettuati in altri locali mentre su questo punto di ritrovo non risulta un’azione equivalente? Perché, nonostante le falle evidenti nella vigilanza, il sindaco è ancora in carica e non emergono indagati tra i dirigenti o funzionari preposti alla sicurezza?
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Il nodo è l’eventuale catena di omissioni: sei anni senza verifiche strutturali e amministrative, a fronte di acquisti in contanti e di una gestione che avrebbe richiesto attenzione rafforzata. L’assenza di provvedimenti cautelari nei confronti di chi doveva ispezionare alimenta dubbi di sistema e un potenziale deficit di accountability istituzionale.
La domanda principale resta aperta: chi doveva controllare e perché non l’ha fatto? La tenuta delle procedure, la trasparenza degli atti e la tracciabilità delle ispezioni sono elementi imprescindibili; senza chiarimenti, la fiducia pubblica verso le autorità locali e gli organi di vigilanza rischia un’ulteriore erosione.
Tempistiche dell’arresto e rischio di fuga
«Santo cielo, nove giorni?» è la sintesi dell’indignazione di Mario Giordano sul ritardo nell’arresto di Jacques Moretti, proprietario del Le Constellation. L’azione cautelare è scattata solo dopo oltre una settimana, nonostante profili di rischio evidenti: disponibilità di contanti, precedenti giudiziari e capacità logistiche utili all’allontanamento.
Il punto critico è la valutazione preventiva del pericolo di fuga. In presenza di elementi indiziari e di movimenti patrimoniali non tracciati, la dilazione temporale appare difficilmente giustificabile senza una strategia investigativa chiara, formalizzata e comunicabile in sede giudiziaria.
Resta da chiarire se siano stati emanati tempestivamente alert transfrontalieri, controlli alle frontiere e misure restrittive proporzionate. La sequenza temporale — Capodanno, incendio, verifiche, e solo dopo nove giorni il fermo — alimenta un dubbio operativo: si è atteso per consolidare il quadro probatorio o si è sottovalutato un rischio concreto e attuale di fuga?
Sicurezza del locale e mancanza di controlli
Le Constellation operava con criticità strutturali e organizzative incompatibili con un affollamento giovanile: scala stretta, uscite di sicurezza non operative e musica a volume elevato che ostacolava gli avvisi. Secondo le testimonianze, nel momento cruciale non sarebbero intervenuti adulti a interrompere la serata, coordinare l’evacuazione, aprire varchi e dirigere i soccorsi.
La carenza di figure responsabili sul posto, capaci di imporre procedure d’emergenza, evidenzia un deficit di governance interna del locale. L’assenza di un presidio adulto efficace, soprattutto con adolescenti presenti, configura un errore di prevenzione e gestione del rischio che ha aggravato le conseguenze dell’incendio.
Il quadro si sovrappone alla presunta mancanza di verifiche per anni: in altri esercizi i controlli sarebbero stati effettuati, qui no. Questa disparità solleva il tema della conformità continuativa: piani di evacuazione aggiornati, formazione del personale, funzionalità delle uscite, capienza dichiarata e reale. Senza audit regolari e tracciabili, la sicurezza diventa un adempimento formale, non una pratica effettiva a tutela del pubblico.
FAQ
- Quante criticità strutturali sono emerse? Scala angusta, uscite non fruibili e assenza di gestione acustica per allarmi e comunicazioni.
- Chi avrebbe dovuto intervenire durante l’emergenza? Personale adulto formato per fermare la musica, aprire varchi e coordinare l’evacuazione.
- I controlli erano stati eseguiti regolarmente? Si segnalano anni senza verifiche comparabili ad altri locali della zona.
- Quali procedure mancavano? Piani di evacuazione operativi, formazione antincendio e monitoraggio della capienza reale.
- Perché l’assenza di adulti è rilevante? Con minori presenti, la responsabilità di valutare e gestire il rischio ricade sugli adulti.
- Il volume della musica ha inciso? Sì, ha ostacolato comunicazioni e segnali di pericolo, ritardando l’evacuazione.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni sono state rese a È sempre Cartabianca, programma di Bianca Berlinguer, come riportato dall’account ufficiale del talk.




