Mariarosaria Taddeo avverte sull’uso militare e di sorveglianza dell’AI

Come l’intelligenza artificiale ha cambiato la guerra in Iran e oltre
L’operazione congiunta di Stati Uniti e Israele che ha portato alla morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei si è svolta in Iran, a Teheran, nelle ultime settimane, sfruttando in modo decisivo l’intelligenza artificiale per sorveglianza, analisi dei dati e pianificazione operativa.
Secondo ricostruzioni internazionali, i servizi di intelligence – in particolare Mossad e Cia – hanno usato sistemi avanzati di AI per aggregare anni di informazioni sui movimenti del leader e del suo entourage.
Il motivo è chiaro: solo strumenti di calcolo automatizzato hanno consentito di gestire una mole di dati altrimenti ingestibile, riducendo i tempi decisionali militari e aumentando la precisione dell’attacco, con implicazioni profonde per il futuro delle guerre e della sorveglianza globale.
In sintesi:
- AI decisiva nell’operazione Usa-Israele contro Ali Khamenei grazie a sorveglianza e analisi dati massiva.
- Mariarosaria Taddeo: “Senza AI l’operazione non sarebbe stata possibile, troppi dati da gestire”.
- La sorveglianza di massa torna centrale: oggi esistono i sistemi per analizzare tutti quei dati.
- Vuoto normativo globale: il diritto internazionale è superato dalla prassi militare sull’AI.
L’AI militare tra Teheran, Ucraina e Palestina: cosa è davvero cambiato
I servizi israeliani monitoravano da anni spostamenti delle guardie del corpo e dei funzionari iraniani, accumulando dati su Teheran.
Secondo fonti citate dal Financial Times, l’hackeraggio delle telecamere urbane e l’analisi automatizzata di immagini, comunicazioni e fonti di intelligence hanno permesso di “conoscere Teheran come casa nostra”.
L’AI ha ricostruito il cosiddetto “pattern of life” di Ali Khamenei, individuando il momento operativo più favorevole.
Per la docente di Oxford Mariarosaria Taddeo, lo spartiacque nell’uso bellico dell’AI resta la guerra in Ucraina, ma l’operazione in Iran prosegue una traiettoria già visibile in Palestina, con sistemi come Lavender, usato da Israele per selezionare obiettivi di Hamas.
In parallelo, il Wall Street Journal ha rivelato che l’AI della Anthropic, guidata da Dario Amodei, è stata impiegata anche in contesti bellici, nonostante il successivo ordine di Donald Trump alle agenzie federali di interromperne l’uso.
Bloomberg ha inoltre documentato una proposta da 100 miliardi di dollari di Anthropic al Pentagono per sistemi di comando vocale e coordinamento di sciami di droni, segnalando una corsa tecnologica senza precedenti.
Dalla sorveglianza di massa al vuoto normativo: il diritto rincorre la guerra
Per Mariarosaria Taddeo, la vera novità non è l’uso militare dell’AI, ma la sua capacità di trasformare la sorveglianza di massa in uno strumento operativo pienamente funzionante.
Dal caso NSA e dalle rivelazioni di Edward Snowden nel 2013, l’enorme archivio di dati era già disponibile; ciò che allora mancava erano gli strumenti per analizzarli su larga scala.
Oggi, osserva Taddeo, “la tecnologia esiste”: quantità, qualità e velocità di analisi consentono penetrazioni capillari nelle infrastrutture digitali altrui.
Questo scenario solleva interrogativi sulla sicurezza della supply chain digitale e sul grado di esposizione di infrastrutture sempre più connesse ad attacchi e monitoraggi sistematici.
L’ex direttore Keith B. Alexander sosteneva: *“Noi abbiamo i dati, ma non abbiamo la tecnologia per analizzarli”*.
Oggi quella barriera è superata, e la linea di difesa si sposta interamente sul piano regolatorio, dove però il vuoto è quasi totale, specie nella Difesa.
Esistono solo due grandi cornici legislative generali sull’AI – l’AI Act dell’Unione europea e la normativa della Repubblica di Corea – ma entrambe escludono esplicitamente l’uso militare, prerogativa nazionale.
Nel frattempo, la prassi bellica avanza: secondo Taddeo, gli Stati non stanno definendo soglie di errore “accettabile” per i sistemi autonomi, ma privilegiano il vantaggio competitivo immediato.
Il risultato è un’erosione “sistematica e silenziosa” del diritto umanitario internazionale, con le democrazie occidentali che, adottando l’AI senza cornici rigide, diventano “conniventi” di questo processo.
Quali scenari futuri apre la guerra con l’intelligenza artificiale
Il nodo politico-giuridico, secondo Mariarosaria Taddeo, riguarda la legittimazione delle scelte etiche sull’AI militare.
Il caso Anthropic–Pentagono mostra l’irrilevanza delle “virtù morali” del singolo amministratore delegato: *“I limiti all’AI non li decide il capo di un’azienda, ma il diritto internazionale”*.
Se la corsa all’AI bellica continuerà a prescindere da regole condivise, il rischio è che l’evoluzione tecnologica definisca di fatto nuovi standard di accettabilità della violenza, riducendo a mera testimonianza il ruolo delle norme umanitarie.
FAQ
Come è stata usata l’intelligenza artificiale nell’operazione contro Ali Khamenei?
L’AI è stata impiegata per analizzare anni di dati su spostamenti, comunicazioni e immagini, ricostruendo il “pattern of life” di Ali Khamenei e identificando il momento operativo più favorevole per l’attacco.
Perché la guerra in Ucraina è considerata uno spartiacque per l’AI militare?
Lo è perché ha mostrato per la prima volta su larga scala droni autonomi, sistemi di targeting automatizzato e analisi in tempo reale dei dati sul campo, creando un modello operativo ora replicato in altri teatri di guerra.
Che cosa preoccupa di più gli esperti sulla sorveglianza di massa oggi?
Preoccupa il fatto che, rispetto all’era Snowden, oggi esistono AI capaci di elaborare e correlare in modo operativo l’intero patrimonio di dati raccolti, rendendo la sorveglianza potenzialmente continua, invisibile e pienamente sfruttabile in ambito militare.
Esistono norme internazionali specifiche sull’uso dell’AI nella Difesa?
Attualmente no. Esistono solo principi generali di diritto internazionale umanitario e leggi nazionali sull’AI civile, come l’AI Act europeo, che escludono espressamente gli impieghi militari, lasciando un pericoloso vuoto normativo.
Qual è la fonte originaria delle informazioni su AI militare e operazione in Iran?
Le informazioni derivano da una elaborazione giornalistica basata congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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