Marco Poggi sparito da Garlasco, il legale denuncia complotti e associazioni criminali contro di lui
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Garlasco, il fratello di Chiara nel mirino: l’allarme del legale
Chi è finito sotto accusa, cosa sta accadendo e perché? Il bersaglio è Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2003.
Da quando, nel marzo 2025, è stato avviato il cosiddetto “Garlasco bis”, una nuova indagine ha riacceso l’attenzione sul caso e scatenato campagne diffamatorie online.
Nel programma “Chi l’ha visto?”, l’avvocato Francesco Compagna ha denunciato un clima “tossico” di fake news e sospetti infondati contro i Poggi, ormai esposti a una sistematica aggressione mediatica.
In sintesi:
- Il legale di Marco Poggi denuncia un’aggressione mediatica continua contro la famiglia della vittima.
- Web e tv rilanciano ipotesi complottiste prive di riscontri, in contrasto con gli atti ufficiali.
- Decine di denunce per diffamazione e ipotesi di associazioni a delinquere online.
- Si consolida una “economia del caso Garlasco” tra social, influencer e youtuber.
Nel suo intervento a “Chi l’ha visto?”, l’avvocato Francesco Compagna ha ricostruito il fenomeno: da oltre un anno, parte di social, siti e talk show alimentano un racconto parallelo sul delitto di Garlasco.
In questo “processo digitale”, Marco Poggi viene descritto, senza prove, come tossicodipendente, ricoverato in comunità o persino legato a file pedopornografici. Un crescendo di illazioni che, secondo il legale, colpisce non solo i congiunti, ma anche la memoria stessa di Chiara Poggi.
Compagna distingue due piani: da un lato l’indagine ufficiale condotta dalla magistratura, dall’altro “un mondo parallelo” fatto di ipotesi assurde, rilanciate fino a trasformare la mera esistenza di voci in “notizia”. Il cuore della narrazione complottista riguarda il presunto ruolo occulto della famiglia Poggi nell’omicidio e l’idea che i genitori e il fratello avrebbero mentito sulle dinamiche e sugli alibi di quel 13 agosto 2003.
Fake news, denunce e la nuova economia del caso Garlasco
Durante la trasmissione sono stati mostrati post di utenti comuni che accusano la famiglia Poggi di aver “nascosto la verità” sull’omicidio di Chiara.
L’avvocato Compagna ha ricordato come siano state prodotte “foto inequivocabili” a conferma che Marco Poggi fosse in montagna con i genitori il giorno del delitto, smentendo la tesi che lo volesse a Garlasco. Nonostante ciò, online si è arrivati a sostenere persino che quelle immagini sarebbero state manipolate.
Per contrastare questa deriva, il team legale deposita “settimanalmente esposti e denunce”, coinvolgendo il Garante della Privacy, la Procura di Pavia e la Procura generale di Milano. I procedimenti avviati sarebbero numerosi e non limitati alla diffamazione: si ipotizza l’esistenza di vere e proprie associazioni a delinquere strutturate attorno alla produzione e monetizzazione di contenuti falsi sul caso.
Compagna lega questo fenomeno a una “nuova economia” digitale: soggetti, talvolta trasferiti all’estero, sfruttano il caso Garlasco per generare visualizzazioni e introiti, sottraendosi alla giurisdizione italiana e a qualunque obbligo deontologico.
Una fotografia sintetizzata dalle parole del direttore di Gente, Umberto Brindani, secondo cui i social si sono riempiti di “gruppi ad hoc, reali o presunti esperti, ingenui appassionati, avvelenatori di pozzi, youtuber, influencer, e tutti a banchettare alla mensa di Garlasco”.
Proprio Marco Poggi, che da anni ha scelto il silenzio mediatico, è tra le figure più colpite: la sua assenza dal dibattito pubblico è diventata carburante per nuove congetture, tra chi lo immagina coinvolto in una “spedizione punitiva” contro la sorella e chi lo colloca in una clinica non meglio identificata.
Il futuro del dibattito pubblico sul caso Garlasco
Nel finale dell’intervista, Federica Sciarelli chiede al legale di chiarire la situazione attuale di Marco Poggi. Compagna risponde che oggi Marco “vive e lavora in Veneto”, conduce una vita normale, legge i giornali, non è ricoverato in alcuna clinica e non era a Garlasco il giorno dell’omicidio, come documentano numerose foto.
Il nodo che si apre ora riguarda il rapporto tra indagini giudiziarie e “tribunali del web”. Il caso Garlasco, già definito il delitto “più mediatico” d’Italia, è diventato un laboratorio estremo delle distorsioni prodotte da social, infotainment e contenuti remunerati a clic. Le tante denunce annunciate dai legali dei Poggi potrebbero determinare nei prossimi anni nuovi orientamenti giurisprudenziali sul confine tra libertà di espressione, diritto di cronaca e responsabilità digitale.
FAQ
Chi è Marco Poggi e perché viene attaccato online?
Marco Poggi è il fratello di Chiara Poggi. Viene colpito da accuse prive di riscontri, nate sul web dopo l’avvio del “Garlasco bis”.
Marco Poggi era a Garlasco il giorno dell’omicidio di Chiara?
No, secondo il suo legale si trovava in montagna con i genitori. Foto ritenute “inequivocabili” documentano l’assenza da Garlasco il 13 agosto 2003.
Quali azioni legali ha intrapreso la famiglia Poggi?
La difesa presenta esposti e denunce settimanali a Garante Privacy, Procura di Pavia e Procura generale di Milano contro diffamatori e presunte associazioni a delinquere.
Perché si parla di nuova economia digitale sul caso Garlasco?
Perché youtuber, influencer e gruppi social monetizzano contenuti sensazionalistici sul delitto, generando profitti tramite visualizzazioni, senza verifiche giornalistiche né responsabilità deontologiche.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti tratti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

