Macron sorprende Davos tra occhiali a specchio, battute taglienti e strategia diplomatica fuori copione

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Occhiali aviator, sarcasmo e sfida a Trump sul palco di Davos
Al Forum di **Davos**, nel suo “special address”, **Emmanuel Macron** entra in scena con occhiali da sole aviator per un problema all’occhio, ma li trasforma in un segno politico. Ironizza sul “tempo di pace, stabilità e prevedibilità” mentre elenca oltre sessanta guerre in corso, colpendo indirettamente **Donald Trump** e il suo vanto sulle “otto guerre” finite in mandato.
Il presidente francese denuncia la “legge del più forte” che mira a subordinare l’**Europa**, critica dazi e annessioni territoriali, e definisce “inaccettabili” le pressioni sulla sovranità, dalla **Groenlandia** a Gaza. Tra risate e gelo in sala, soprattutto nella numerosa delegazione americana, oppone il “rispetto ai bulli” come linea rossa francese.
La sera, al gala con il violoncellista **Yo-Yo Ma** dedicato allo “spirito di dialogo”, resta in scena per capitalizzare l’attenzione prima dell’arrivo di Trump e dei negoziati su Danimarca, Ucraina e Gaza.
Dazi al 200%, Gaza e Groenlandia: diplomazia fuori copione
Lo scontro esplode sul Comitato per la pacificazione a **Gaza**, convocato da Trump con la presenza di leader come **Vladimir Putin** e **Aleksandr Lukashenko**. Macron diserta l’incontro, irritando il tycoon, che reagisce pubblicando un messaggio privato conciliante e minacciando dazi al 200% su vino e champagne francesi.
Da Davos, il francese avverte che la combinazione fra nuove tariffe, annessioni e ritiro dalla legalità internazionale spinge verso un “mondo senza regole”. I dazi legati al dispiegamento di truppe europee in **Groenlandia** vengono definiti strumento di ricatto geopolitico, non politica commerciale.
In parallelo, la questione groenlandese prende il sopravvento nell’agenda del **World Economic Forum**, condizionando anche il presidente ucraino **Volodymyr Zelensky**, che rinvia la visita per evitare di restare schiacciato dal braccio di ferro Usa-Europa.
Europa divisa, Macron occupa la scena tra Wef, sondaggi e alleati inquieti
L’intervento francese oscura il discorso più tecnico della presidente della Commissione **Ue Ursula von der Leyen** e approfitta dell’assenza di **Giorgia Meloni** e di **Friedrich Merz**, atteso solo il giorno dopo. Con i sondaggi in calo, Macron usa Davos come moltiplicatore di visibilità interna e segnale di leadership europea.
Mentre molti al Wef faticano a capire se l’idea trumpiana di annettere la Groenlandia sia minaccia reale o bluff, il segretario al Tesoro **Scott Bessent** prima la difende come garanzia contro conflitti, poi abbassa i toni, aprendo varchi alla de‑escalation sui dazi. **Jeromin Zettelmeyer** nota l’imbarazzo americano nel coprire pubblicamente il presidente.
Il finlandese **Alexander Stubb** parla di “spiragli” nelle trattative, mentre il premier norvegese **Espen Barth Eide** avverte: meglio evitare una rottura frontale con **Washington**, indispensabile – seppure in ruolo di supporto – alla difesa europea dell’**Ucraina**.
FAQ
D: Perché Macron indossava occhiali aviator a Davos?
R: Per un problema all’occhio destro, trasformato in elemento scenico e simbolico durante il discorso al Forum di Davos.
D: In che modo Macron ha criticato Donald Trump?
R: Ha ironizzato su pace e stabilità, contestato il racconto delle “otto guerre” finite e denunciato dazi e annessioni come strumenti di vassallizzazione dell’Europa.
D: Cosa ha fatto infuriare Trump riguardo al comitato su Gaza?
R: Il rifiuto di Macron di partecipare a un comitato con leader come Putin e Lukashenko, che ha portato il tycoon a minacciare dazi al 200% sul vino francese.
D: Qual è il ruolo della Groenlandia nella crisi attuale?
R: L’isola, parte del Regno di **Danimarca**, è al centro delle tensioni per ipotesi di annessione americana e dazi legati al dispiegamento di truppe europee.
D: Come hanno reagito gli europei alle minacce di dazi Usa?
R: Tra appelli alla fermezza e inviti alla prudenza, prevale l’idea di negoziare una de‑escalation senza rompere con Washington.
D: Perché Zelensky ha rinviato la sua presenza a Davos?
R: Per non farsi oscurare dalla crisi su Groenlandia e dazi, mantenendo la priorità mediatica e diplomatica sulla guerra in Ucraina.
D: Qual è la fonte originale degli eventi descritti?
R: Gli avvenimenti e le citazioni sono rielaborati a partire da una cronaca dell’agenzia di stampa **ANSA** (“Riproduzione riservata © Copyright ANSA”).




