Lucio Presta critica Simona Ventura e mette in discussione la sua popolarità

Rottura professionale tra Lucio Presta e Simona Ventura
La separazione tra Lucio Presta e Simona Ventura, formalizzata nel febbraio 2025 con il passaggio della conduttrice nell’agenzia di Beppe Caschetto, sembrava un divorzio professionale pacifico. A distanza di un anno, però, l’ex manager rompe il silenzio sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, intervistato da Selvaggia Lucarelli, e restituisce una lettura molto più problematica del rapporto. Le sue parole non riguardano solo scelte di carriera, ma toccano la percezione pubblica di Ventura, il ruolo del marito Giovanni Terzi e l’evoluzione della tv generalista. In gioco non c’è solo una collaborazione finita, ma il modo in cui si costruisce oggi l’immagine dei volti di punta del piccolo schermo.
La frattura tra i due si inserisce in una serie di addii eccellenti che hanno coinvolto lo stesso Presta, da Amadeus a Paolo Bonolis, spesso sfociati in tensioni pubbliche e botta e risposta social, a dimostrazione di quanto il rapporto tra talent e manager sia diventato centrale e, al tempo stesso, fragile.
Dal divorzio “sereno” alle frizioni a distanza
All’epoca dell’addio, anticipato dal giornalista Giuseppe Candela, si parlò di una separazione civile, in contrapposizione ai casi Amadeus e Bonolis. Oggi il racconto cambia tono: le dichiarazioni di Presta mostrano una delusione professionale e personale, con il manager che rivendica il proprio ruolo nella ricostruzione televisiva di Ventura dopo anni complessi.
Questa rilettura ex post è significativa: evidenzia come, nel sistema televisivo italiano, gli equilibri possano mutare rapidamente e come gli ex alleati possano trasformarsi in voci critiche che intervengono a posteriori per rilegittimare il proprio operato e segnare le distanze editoriali e umane.
Le tensioni con altri volti tv e il peso dei social
I riferimenti nell’intervista agli scontri con Amadeus e Paolo Bonolis confermano una costante: i rapporti tra Presta e i suoi assistiti, quando si rompono, raramente restano neutri. I social amplificano contrasti e retroscena, trasformando divergenze contrattuali in narrazioni pubbliche che incidono sulla reputazione di entrambe le parti.
In questo contesto, le parole su Ventura non sono solo uno sfogo personale, ma anche un atto di posizionamento: Presta difende la propria strategia manageriale e suggerisce che le scelte successive – soprattutto il cambio di agenzia – abbiano modificato l’identità televisiva della conduttrice, non sempre, a suo dire, in meglio.
La critica di Lucio Presta alle scelte televisive di Simona Ventura
Il punto più netto dell’intervista riguarda l’approdo di Simona Ventura alla conduzione del Grande Fratello. Presta sostiene che la conduttrice abbia inseguito il ritorno al ruolo di “Super Simo” dei tempi de L’Isola dei Famosi, inseguendo un modello di intrattenimento che, secondo lui, appartiene a una stagione televisiva conclusa. Per il manager, la vera rinascita professionale di Ventura era avvenuta con Citofonare Rai2, dove l’ironia e l’autoironia avevano permesso di aggiornare il suo linguaggio tv in coerenza con l’età e con il nuovo contesto del daytime.
La critica va oltre il singolo programma: mette in discussione la capacità di leggere il mercato televisivo attuale, il ruolo di consiglieri e familiari e il peso della nostalgia nei percorsi delle star.
“Super Simo” tra nostalgia e cambio di registro
Presta dichiara: “Simona Ventura vuole tornare a essere la Super Simo de L’Isola dei Famosi, ma è finita quella tv e lei ha un’altra età. In Citofonare Rai 2 l’avevo aiutata a trovare la giusta cifra dell’autoironia”. La sua analisi tocca un tema chiave: molti volti storici della tv generalista faticano a rinunciare al proprio archetipo di successo.
Secondo il manager, la conduzione del Grande Fratello avrebbe riportato Ventura verso un modo di stare in video “un po’ vecchio”, proprio mentre si era avviata una trasformazione stilistica più contemporanea. È una lettura severa ma coerente con la visione di un agente che rivendica una strategia editoriale graduale, lontana dalle “operazioni nostalgia” ad alto rischio d’immagine.
Percezione del pubblico e rischio di sovraesposizione
Uno dei passaggi più duri è quello sulla popolarità reale di Ventura: “Negli ultimi anni era poco amata, ora pensa di esserlo moltissimo: io ho dei dubbi, ma è la mia idea”. Qui Presta contrappone la percezione soggettiva della conduttrice ai dati, impliciti, di ascolti e sentiment del pubblico.
Il sottotesto è chiaro: l’illusione di un amore ritrovato può nascere dall’eco dei social e dai riflettori di un format molto esposto, ma non sempre coincide con una crescita solida di reputazione. Per un volto televisivo maturo, la sostenibilità nel tempo passa anche dalla capacità di scegliere progetti coerenti con il proprio posizionamento e non solo con la visibilità immediata.
Il ruolo di Giovanni Terzi e le implicazioni nel sistema tv
Altro snodo delicato riguarda Giovanni Terzi, marito di Simona Ventura. Presta parla apertamente di un condizionamento: “Simona è in balia di chi le è accanto”, definendo il giornalista come una figura che si sarebbe posta anche come manager, oltre che come partner. Qui la critica entra nel perimetro più sensibile del rapporto tra vita privata e scelte professionali.
Nella tv italiana non è raro che i compagni di conduttori e conduttrici abbiano un ruolo attivo nelle strategie di carriera. La particolarità del caso Ventura-Terzi sta nel fatto che a muovere le critiche è un professionista che per anni è stato l’interlocutore principale della conduttrice, e che oggi vede in questo assetto un elemento di fragilità.
Accuse di plagio e interferenze familiari
Presta sostiene che Ventura sarebbe stata “plagiata” dal marito, presentato come figura dominante nelle decisioni lavorative. Nella sua ricostruzione, la scelta di accettare il Grande Fratello non nascerebbe da una valutazione condivisa con un management strutturato, ma da dinamiche interne alla coppia.
Questa lettura pone una questione più ampia: quando il confine tra consulenza affettiva e direzione professionale si fa labile, il rischio è quello di perdere il confronto con interlocutori terzi, in grado di offrire analisi di mercato e strategie meno emotive. Per un personaggio esposto come Ventura, il bilanciamento tra queste sfere diventa cruciale per non compromettere quanto costruito negli ultimi anni.
La frecciata su Ballando con le Stelle
L’attacco finale riguarda Ballando con le Stelle, dove sia Giovanni Terzi sia Paola Perego, moglie di Presta, hanno partecipato. Il manager ricorda: “A Ballando con le Stelle diceva cattiverie su mia moglie, è entrato in competizione, quando era solo un gioco”.
L’episodio, pur legato a un programma di intrattenimento, è usato per sottolineare il carattere competitivo di Terzi e la sua tendenza – secondo Presta – a trasformare un contesto leggero in un terreno di scontro personale. È un dettaglio che contribuisce a costruire un profilo critico del marito di Ventura, visto non solo come consigliere invadente, ma come elemento potenzialmente divisivo anche nei rapporti professionali allargati.
FAQ
Perché è finito il rapporto professionale tra Lucio Presta e Simona Ventura?
La collaborazione si è conclusa nel 2025, quando Simona Ventura è passata all’agenzia di Beppe Caschetto. All’epoca si parlò di separazione pacifica, ma le recenti parole di Lucio Presta indicano divergenze profonde sulle scelte di carriera e sulla gestione dell’immagine pubblica.
Cosa contesta Lucio Presta alla nuova gestione della carriera di Ventura?
Presta critica in particolare l’accettazione della conduzione del Grande Fratello, ritenuta poco coerente con il percorso di rinnovamento avviato con Citofonare Rai2. A suo giudizio, si è tornati a un modello televisivo superato, indebolendo il posizionamento conquistato nel daytime.
Perché Citofonare Rai2 è considerato centrale nel percorso di Ventura?
Secondo Presta, Citofonare Rai2 aveva permesso a Ventura di trovare una cifra nuova, basata su ironia e autoironia, adatta al pubblico attuale e alla sua maturità professionale. Era, nella lettura del manager, un esempio di adattamento intelligente all’evoluzione della tv generalista.
Come viene descritto il ruolo di Giovanni Terzi nelle scelte di Ventura?
Presta sostiene che Giovanni Terzi si ponga anche come manager della moglie, influenzandone in modo marcato le decisioni. Parla di una Ventura “in balia di chi le è accanto”, lasciando intendere un’eccessiva interferenza della sfera privata in quella professionale.
Che cosa dice Presta sulla popolarità attuale di Simona Ventura?
Il manager afferma che negli ultimi anni Ventura fosse “poco amata” e che oggi lei creda di esserlo “moltissimo”, aggiungendo: “io ho dei dubbi, ma è la mia idea”. È una critica alla distanza tra percezione interna e risposta reale del pubblico.
Qual è il significato della critica alla conduzione del Grande Fratello?
Definendo lo stile di conduzione di Ventura “un po’ vecchio”, Presta segnala il rischio di ancorarsi a modelli del passato invece di proseguire nel rinnovamento. Nel mercato tv competitivo, la mancata evoluzione del linguaggio può tradursi in calo di appeal sul medio periodo.
Cosa è accaduto a Ballando con le Stelle secondo Presta?
Presta racconta che a Ballando con le Stelle Giovanni Terzi avrebbe pronunciato “cattiverie” su Paola Perego, entrando in competizione in un contesto che, a suo dire, doveva restare un gioco. L’episodio è citato come esempio di tensioni personali che travalicano il set.
Qual è la fonte delle dichiarazioni di Lucio Presta su Ventura e Terzi?
Tutte le citazioni e le ricostruzioni provengono dall’intervista rilasciata da Lucio Presta a Selvaggia Lucarelli per Il Fatto Quotidiano, ripresa e approfondita dall’articolo pubblicato su Biccy da Fabiano Minacci.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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