Luca Barbareschi attacca Sigfrido Ranucci dopo Report: svelato in diretta il retroscena che incendia il caso
Indice dei Contenuti:
Scontro in diretta tra i conduttori
Luca Barbareschi rompe il ghiaccio su Rai3 con un ringraziamento formale a Sigfrido Ranucci, poi affonda: sottolinea che il collega eviterebbe di pronunciare il suo nome e quello del programma in partenza dopo Report. L’osservazione, lanciata in apertura di Allegro ma non troppo, trasforma il passaggio di linea in un momento teso e insolito per la rete pubblica.
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La mancata citazione viene presentata da Barbareschi come un gesto significativo, non un dettaglio di rito. Il conduttore rivendica la correttezza dell’annuncio esplicito, insinuando un problema di riconoscimento professionale. Il pubblico assiste così a un botta e risposta in tempo reale, scaturito da una semplice formula di saluto.
Il tono si fa subito polemico: Barbareschi insiste sul rispetto del palinsesto e sull’opportunità di nominare chi subentra in griglia. La frizione si consuma davanti alle telecamere, con effetti immediati sulla percezione della staffetta tra i due programmi e sulla narrazione del prime time domenicale di Rai3.
Le accuse di Barbareschi e il caso Bellavia
Luca Barbareschi alza il tiro chiamando in causa, senza citarlo direttamente, il consulente storico di Report, Gian Gaetano Bellavia. Sostiene di aver letto sui giornali di una presunta attività di spionaggio ai suoi danni, attribuendone la responsabilità al professionista legato alla trasmissione di Rai3. Anticipa l’intenzione di agire per vie legali, parlando di querela imminente.
L’attacco si innesta sul tema della correttezza tra colleghi, ma vira rapidamente su un piano giudiziario-mediatico. Barbareschi ribadisce che non pratica attività di dossieraggio, chiedendo almeno il riconoscimento pubblico del proprio lavoro nel passaggio di linea. L’affondo è accompagnato da un monito in diretta, a sottolineare la gravità percepita della vicenda.
Il riferimento a Bellavia, figura chiave per le inchieste economico-finanziarie di Report, trasforma un dissidio televisivo in un caso che tocca reputazioni e procedure legali. Il richiamo alla stampa come fonte delle accuse serve a rafforzare la posizione del conduttore di Allegro ma non troppo, inquadrando il presunto monitoraggio come fatto di dominio pubblico.
FAQ
- Qual è l’origine dello scontro? Dalla mancata citazione del programma successivo a Report nel passaggio di linea su Rai3.
- Chi ha mosso accuse in diretta? Luca Barbareschi ha contestato la mancata menzione e sollevato un caso legato a Gian Gaetano Bellavia.
- Qual è il contenuto delle accuse? Presunto spionaggio ai danni di Barbareschi, riportato – secondo lui – dalla stampa.
- Chi è Gian Gaetano Bellavia? Commercialista e consulente storico delle inchieste di Report su Rai3.
- Barbareschi ha annunciato azioni legali? Sì, ha parlato di una querela in arrivo.
- La fonte giornalistica citata? Le affermazioni di Barbareschi rimandano genericamente a “giornali”; riferimento ispirato all’articolo di cronaca riportato dalla stampa sul caso.
- Il caso riguarda il palinsesto o questioni legali? Entrambi: parte dal palinsesto e si estende a presunte condotte di spionaggio.
La replica di Ranucci e le conseguenze in Rai
Sigfrido Ranucci risponde a stretto giro su Facebook, definendo l’intervento di Luca Barbareschi un “indegno sproloquio” e collegandolo a una campagna di fango contro Gian Gaetano Bellavia. Ribadisce che il consulente storico di Report sarebbe vittima di un furto e che nessuna autorità giudiziaria lo ha mai accusato di spionaggio o dossieraggio.
Il conduttore di Report sottolinea che su Bellavia non pendono procedimenti per i fatti evocati in diretta, smontando la cornice giudiziaria richiamata dal collega. Pubblica anche l’incipit di Allegro ma non troppo per contestualizzare la polemica e marcare la distanza editoriale.
Ranucci rilancia sul nodo palinsesto: sostiene che Barbareschi avrebbe chiesto di essere programmato subito dopo Report per sfruttarne il traino di pubblico. Un passaggio che sposta il caso dall’arena personale a quella industriale, con potenziali ricadute sulla gestione della fascia domenicale di Rai3.
In Rai la frizione apre un fronte di immagine e regolazione interna: il tono dello scambio impone verifiche sulle prassi di passaggio di linea e sull’opportunità di repliche social dei conduttori. Possibili richiami formali e una ricognizione del posizionamento in griglia emergono come ipotesi operative per contenere lo scontro e tutelare la neutralità del servizio pubblico.
Resta il segnale politico-editoriale: la difesa pubblica di Bellavia da parte di Report e l’accusa di “traino” come terreno di contesa tra programmi contigui, con l’audience al centro della disputa.




