Lovaglio torna alla guida Mps, sconfitta la lista del cda
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Lovaglio torna al comando di Mps: numeri, protagonisti e scenari
Il banchiere Luigi Lovaglio è stato rieletto oggi alla guida di Banca Mps, al termine di un’assemblea degli azionisti tesa e molto partecipata a Siena.
Il ritorno di Lovaglio, escluso dalla precedente lista del cda e poi licenziato da direttore generale, è stato reso possibile da un’ampia convergenza di investitori istituzionali e piccoli soci.
La lista promossa da Plt Holding della famiglia Tortora ha vinto la sfida di governance con un netto vantaggio sulle altre liste, ridisegnando i rapporti di forza nella banca più antica del mondo e riaprendo il dossier di fusione con Mediobanca.
In sintesi:
- Lista Plt Holding con Lovaglio ottiene il 49,9% dei voti e conquista il cda Mps.
- Decisivo il sostegno di Delfin (17,5%) e di grandi investitori istituzionali esteri.
- Cda spaccato in tre liste, ma Lovaglio parla di board “molto qualificato”.
- In agenda fusione con Mediobanca e 16 miliardi di dividendi in cinque anni.
L’assemblea odierna ha visto intervenire circa il 65% del capitale di Mps, segnale di un forte interesse sulla futura governance dell’istituto.
La lista di Plt Holding, che ricandidava Lovaglio, ha raccolto il 49,9% dei voti espressi, contro il 38,79% della lista promossa dal cda uscente e il 6,94% di Assogestioni.
In termini di capitale, sulla candidatura di Lovaglio – inizialmente sostenuta solo dall’1,2% della famiglia Tortora – si è riversato il 32,5% del capitale.
Determinante il voto di Delfin, primo azionista di Mps con il 17,5%, che ha confermato nei fatti l’apprezzamento per il lavoro svolto dal banchiere negli ultimi quattro anni di risanamento.
A favore di Lovaglio si sono schierati anche Banco Bpm (3,7%), diversi fondi internazionali tra cui Norges Bank e Blackrock, l’imprenditore Giorgio Girondi e l’avvocato Massimo Malvestio.
La lista del cda uscente ha raccolto circa il 25% del capitale, sostenuta in gran parte dal gruppo Caltagirone (13,5%), da fondi esteri e italiani allineati ai proxy advisor Iss e Glass Lewis, come Vanguard, e dalle casse di previdenza (1,5%).
Nuovo cda Mps, equilibri interni e strategia su Mediobanca
Il voto assembleare consegna un consiglio di amministrazione diviso in tre blocchi: otto consiglieri espressione di Plt Holding, sei della lista del board uscente e uno di Assogestioni.
Nonostante la frammentazione, Lovaglio ha escluso un approccio di rivincita e ha definito l’organo un “cda molto qualificato”, prevedendo un lavoro “utile e interessante” con tutte le componenti.
Il primo banco di prova arriverà già all’inizio della prossima settimana, quando il cda si riunirà per assegnare le deleghe operative, nominare il presidente e i due vicepresidenti.
Per la famiglia Tortora entrano in consiglio, oltre a Lovaglio, il candidato presidente Cesare Bisoni, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Aliberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini e Paola Leoni Borali.
La lista del cda sarà rappresentata dall’ex presidente Nicola Maione, dal candidato ad Fabrizio Palermo, dai banchieri Corrado Passera e Carlo Vivaldi, oltre a Paolo Boccardelli e Antonella Centra.
Per Assogestioni viene confermata Paola De Martini, unica rappresentante della lista di minoranza.
In sala è emerso un forte sostegno “emotivo” per Lovaglio: molti piccoli azionisti hanno contestato la decisione del precedente cda di rimuovere il manager che aveva riportato in equilibrio la banca e guidato l’operazione su Mediobanca.
La rielezione è stata salutata da applausi e cori da stadio, replicati anche dai dipendenti all’uscita dalla sala assemblee.
Perplessità sulle mosse della governance uscente sono arrivate anche dalla Fondazione Mps, che ha scelto di non votare sulla governance.
Prospettive di fusione con Mediobanca e ruolo in Generali
Al termine dell’assemblea, Lovaglio ha chiarito i driver strategici del nuovo mandato, a partire dal progetto di aggregazione con Mediobanca.
Il manager ha spiegato di essere stato motivato dal “desiderio di implementare un progetto innovativo”, individuato proprio nella fusione con l’istituto milanese.
Secondo Lovaglio, l’operazione “crea molto valore per tutti gli stakeholders” e consentirebbe di distribuire complessivamente 16 miliardi di dividendi in cinque anni.
Il banchiere ha inoltre espresso “un grande senso di riconoscenza” verso Pierluigi Tortora, che ne ha sponsorizzato la ricandidatura, e verso “tutti i nostri azionisti che ancora una volta mi hanno confermata fiducia”.
Questa rinnovata fiducia, ha sottolineato, aggiunge “ancora più determinazione a quello che abbiamo in mente di fare”, con l’obiettivo di “ricominciare con il passo giusto”.
Sul fronte Generali, di cui Mps è primo azionista con il 13% del capitale, Lovaglio ha ribadito che la partecipazione resta un “nice to have”, ma il focus strategico sarà concentrato principalmente sul core business bancario.
FAQ
Che cosa è successo nell’assemblea Mps e chi ha vinto?
La lista di Plt Holding con Luigi Lovaglio ha vinto ottenendo il 49,9% dei voti, superando nettamente lista cda e Assogestioni.
Qual è stato il ruolo di Delfin nella rielezione di Lovaglio?
Il ruolo è stato decisivo: Delfin, primo azionista con il 17,5%, ha votato Lovaglio, consolidando il fronte favorevole insieme a fondi internazionali e Banco Bpm.
Come è composto il nuovo consiglio di amministrazione Mps?
Il cda conta otto consiglieri della lista Plt Holding, sei della lista del board uscente e uno di Assogestioni, garantendo pluralità di rappresentanza.
Quali sono i piani strategici di Lovaglio per Mps e Mediobanca?
I piani puntano a una fusione con Mediobanca, presentata come progetto innovativo, con target di 16 miliardi di dividendi complessivi in cinque anni.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti e dispacci di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

